fbevnts Tutti i libri editi da Artemide - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 3
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Artemide

Scritti sparsi. Saggi di storia dell'arte

di Anna Grelle Iusco

editore: Artemide

pagine: 237

In questo libro sono raccolti dieci saggi di Anna Grelle comparsi in tempi e luoghi diversi tra il 1961 e il 2000, Scritti sparsi su riviste come "Paragone", "Napoli Nobilissima", "Studi Romani", offerti oggi alla riflessione del lettore di cose d'arte: I Crescenzi e l'Accademia di via S. Eustachio (1961); Frammenti medioevali nella Cattedrale di Sorrento (1962); Scultura campana del secolo XI. I rilievi del Duomo di Aversa (1965); Storici dell'arte medievale e moderna (Rassegna Bibliografica) (1971); Sant'Angelo in Lauro (1971); Presentazione del restauro degli affreschi di S. Lucia alle Malve (1976); Palazzo Poli, sede dell'Istituto Nazionale per la Grafica (1979); Di alcuni rilievi protoromanici del Museo Campano di Capua (1985); Le matrici incise del Mercurio Geografico. Appunti su una emblematica vicenda editoriale (1996); Orientamenti editoriali della Calcografia Romana: produzione e acquisizione delle matrici cartografiche (2000).
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Benvenuto Ferrazzi (1892-1969). Il realismo fantastico tra le avanguardue del Novecento

di Moreschini Laura

editore: Artemide

pagine: 256

Lo studio di Laura Moreschini restituisce a Benvenuto Ferrazzi il suo posto all'interno della cultura figurativa romana del XX
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Verità nascoste sui muri dei maestri. Michelangelo, Raffaello, Perugino, Pintoricchio e gli altri in Vaticano

di Maurizio De Luca

editore: Artemide

pagine: 167

"Raramente come nel libro di De Luca si capisce perché Raffaello è sul serio un sommo pittore, Michelangelo un artista prodigioso e ipercreativo, Perugino e Pintoricchio dei magnifici edificatori di testi pittorici dominati con una sapienza ed una scaltrezza di fronte alle quali non c'è che da cadere ammirati. De Luca è uno dei nostri maggiori specialisti e come tale si pone in questo libro non tanto e non solo come un poderoso e intelligente divulgatore ma come un coerente e amabile narratore che sa tradurre in descrizione e spiegazione innumerevoli aspetti che il normale osservatore dell'opera d'arte neanche nota e che il lettore di questo libro comprende essere non importanti ma determinanti. Chi vuole imparare a leggere il linguaggio raffaellesco potrà trarre da queste pagine più insegnamenti di quelli contenuti in monografie di immane mole e profondissima dottrina. È il libro di De Luca il 'saper vedere' dei nostri tempi. Un umanista, che è nel contempo un formidabile tecnico, ci guida attraverso la propria esperienza di scrutatore e operatore su questi giganti dell'arte. Visti da vicino, dunque, e vedendoli da vicino siamo messi nelle migliori condizioni di capirli, con una conseguente e notevole conclusione: che la conoscenza dell'arte possa essere divulgata purché il divulgatore sappia parlare con le mani e l'intelletto insieme. L'arte figurativa è questo, e la cognizione della tecnica e del restauro non è un orpello. È indispensabile." (Dalla Presentazione di Claudio Strinati)
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Scrittura e simboli del potere pontificio in eta moderna. Lapidi e stemmi sui muri di Roma

di Alberto Paolucci

editore: Artemide

pagine: 244

Il volume è dedicato all'epigrafia esposta sui muri di Roma negli anni della sovranità papale dopo il ritorno dalla sede avignonese. Diffuse ovunque nella città le epigrafi costituiscono una rete di luoghi di memoria dove ha sintesi il rapporto spazio-tempo, un museo all'aperto che documenta le modificazioni intervenute nell'assetto urbano per l'azione incessante dei papi. Al parlato di pietra, che direttamente o indirettamente si riferisce all'esercizio della sovranità dei papi, danno il loro apporto anche membri delle istituzioni e della corte ruotanti attorno al papa: cardinali, esponenti di famiglie della nobiltà, figure delle professioni, che si autorappresentano ricorrendo a pubbliche iscrizioni. Lo studio ricostruisce l'immagine di Roma attraverso il visibile parlare della scrittura incisa, osservata nelle regole formali e modalità di rappresentazione, e nei diversi aspetti di valore che vi si possono leggere, come la continuità del potere e il tributo di memoria ai predecessori, la funzione assegnata al riuso della monumentalità antica e al restauro come restituzione alla cittadinanza, il rapporto con le istituzioni comunali e le figure ecclesiali, la difesa della Chiesa e la ricerca della pace e della giustizia. Il repertorio delle epigrafi e la documentazione relativa sono contenuti nel DVD, allegato al libro, con oltre mille immagini a colori.
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50,00 €

La poesia operaia in Francia (1830-1850)

di Massimo Blanco

editore: Artemide

pagine: 117

Mentre va maturando il passaggio dal Romanticismo alle forme più originali e note della seconda metà dell'Ottocento, quelle di Baudelaire, Mallarmé e Rimbaud, si sviluppa in Francia l'interessante fenomeno della poesia operaia. Operatori non specializzati, ma sostenuti da scrittori di sicura fama (come Gautier, Sand, Sue e Béranger), si fanno interpreti delle profonde trasformazioni politiche e materiali della società del tempo. Attraverso l'analisi tematica di questa vasta produzione, non sempre concettualmente omogenea, questo saggio indaga il legame tra queste voci "d'en bas" e i successivi esiti della poesia francese. In particolar modo, nell'aderenza e nella contestuale, sotterranea, presa di distanze da alcuni principi dell'ideologia sansimoniana si riconosce una possibile origine del disimpegno sociale e politico che, da Baudelaire in poi, sarà caratteristico della poesia francese della seconda metà del secolo.
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Giorgio Manganelli, bibliografia (1942-2015)

di Graziella Pulce

editore: Artemide

pagine: 238

Scrittore, giornalista, traduttore, consulente di case editrici, Giorgio Manganelli è stato un autore di assoluto rilievo nel panorama italiano del secondo Novecento. La sua scrittura si è prodotta in una grande varietà di generi e ha toccato, sempre con mano felice, argomenti seri e comici, alti e bassi, con la maschera di volta in volta buffonesca, svagata, maliziosa, simulante o dissimulante. Narrativa, critica, traduzione, commento, divagazione, reportage, corsivo, elzeviro: sempre magistrale nell'uso di un linguaggio inconfondibile. Ha lasciato prove significative anche alla Radio, dapprima con l'allestimento di bibliografie ragionate e rassegne, e poi, ben presto, il suo talento si produsse e si profuse in note, commenti, rielaborazioni letterarie e opere drammatiche, che hanno lasciato il segno. Le "Interviste impossibili" di Manganelli si segnalavano per inventiva, paradossalità e acutezza di interpretazione. Il ritmo, la leggerezza e la rapidità dell'espressione orale, un talento evidentemente naturale affinato ed esaltato dalla collaborazione con la Rai, si intrecciarono con una qualità di scrittura laboriosamente audace e intricata. In questo libro Graziella Pulce raccoglie tutta la bibliografia manganelliana (2064 voci e, per la prima volta, 224 collaborazioni radiofoniche) e ci permette di abbracciare con un solo sguardo tutta la vita letteraria di Giorgio Manganelli: uno strumento indispensabile per leggere l'autore.
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25,00 €

Il libro dei mestieri di Bologna nell'arte dei Carracci

di Giovanna Sapori

editore: Artemide

pagine: 252

"Già nella prima metà del Seicento erano state stampate alcune serie di incisioni dagli affreschi di Palazzo Farnese, della Galleria e del Camerino, e dalla decorazione della cappella Herrera in San Giacomo degli Spagnoli, cioè i cicli pittorici di Annibale Carracci a Roma. Sono anni importanti per la fortuna del maestro bolognese, per la diffusione della conoscenza della sua pittura da Roma verso l'Europa grazie all'azione di convinti ammiratori, di intendenti che ragionavano anche sulle teorie dell'arte, sul bello ideale. In questo clima ha origine anche la pubblicazione nel 1646 di "Diverse figure al numero di ottanta, Disegnate di penna/ nell'hore di ricreatione/ da/ annibale carracci/ intagliate in rame/ E cavate dagli originali/ da Simone guilino paragino", libro più conosciuto come Arti di Bologna, titolo di una riedizione successiva. Promotore e curatore era Giovanni Antonio Massani, colto monsignore appartenente alla cerchia di G.B. Agucchi, F Angeloni, Cassiano dal Pozzo, Leonardo Agostini e G. P. Bellori. Massani, che era il proprietario dei disegni dei "mestieri di Bologna" ritenuti di mano di Annibale, incaricò il francese Simon Guillain di trarne delle incisioni, preparò un testo di introduzione nel quale al racconto dell'impresa editoriale unì notizie su Annibale Carracci e riflessioni sull'arte firmandosi con l'anagramma del suo nome, Giovanni Atanasio Mosini.
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Andrea Pozzo e il Corridoio di S. Ignazio

di Lydia Salviucci Insolera

editore: Artemide

pagine: 184

Sono qui scandagliate dall'autrice le molteplici ispirazioni stilistiche ed il ricco bagaglio scientifico del grande e poliedrico artista seicentesco Andrea Pozzo; si trovano così riunite e studiate insieme le sue importanti novità pittoriche in ambito figurativo, come l'elaborazione di una varietà raffinata di iconografie ignaziane. Il Corridoio è soprattutto il trionfo della resa dell'illusione prospettica dell'architettura dipinta e della straordinaria meraviglia degli inganni ottici, grazie anche all'originalità dell'uso dell'anamorfosi. Le distorsioni apparenti delle figure degli angeli costituiscono un unicum nel suo genere. Pozzo opera un'effettiva trasformazione del Corridoio in un sorprendente "teatro ignaziano", nel solco degli apparati effimeri gesuiti dell'età barocca, dando vita ad uno degli esempi più spettacolari di decorazione pittorica di una galleria. L'interpretazione spirituale dell'insieme del complesso decorativo è suffragata da approfondimenti del contesto religioso e artistico in cui ha operato Pozzo in quegli anni. Lo studio è arricchito da una vasta documentazione fotografica. In appendice gli importanti contributi di Maurizio De Luca e di Filippo Camerota, e una postfazione di Andrea Dall'Asta S.J.
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40,00 €

Women in translation­Donne in traduzione

editore: Artemide

pagine: 198

Bella e infedele, secondo la definizione di Gilles Menage, seducente, elusiva, mai scontata, la traduzione e stata spesso acco
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Women in love. Ritratti di donne in letteratura

editore: Artemide

pagine: 276

Scrive Emily Dickinson: "Che l'amore sia tutto quel che c'è/è ciò che sappiamo dell'amore". E Rimbaud: "L'amore è da reinventare, si sa". Queste parole introducono al tema dell'amore con la semplicità e l'originalità della grande poesia capace di evitare la banalità di una parola usurata fino a sembrare vuota di significato. Un tema universale, l'amore, che ha percorso la letteratura occidentale in tutte le epoche, riflettendo concezioni filosofiche e strutture sociali molto diverse. Dai miti classici all'amore cortese al teatro rinascimentale, dal romanticismo al realismo alle riscritture moderne e postmoderne, l'amore viene continuamente reinventato e studiato. Nelle pagine di molti scrittori si trovano figure femminili memorabili, muse ispiratrici e immagini di bellezza idealizzata, femmes fatales destinate a portare rovina e scatenare guerre, eroine tragiche e vittime sacrificali. La donna oggetto d'amore e desiderio, sublimato e irraggiungibile, romantico e sentimentale, passionale e carnale. Rare, ma non del tutto assenti, le voci femminili che hanno cantato l'amore in passato, mentre nella modernità con sempre maggiore frequenza le donne scrittrici parlano d'amore da una prospettiva femminile, con corpo di donna. La donna come soggetto d'amore e di scrittura. Il titolo "Women in Love" evoca solo in lontananza il romanzo di D.H. Lawrence, ma è inteso come riferimento più ampio e ambivalente al tema delle donne innamorate e del ruolo delle donne nell'amore...
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Il senso del decoro. La scultura in pietra nell'Abruzzo angioino e aragonese (1274-1496)

di Gandolfo Francesco

editore: Artemide

pagine: 526

Lo studioso Francesco Gandolfo, già molto noto per i suoi studi puntuali sulla scultura medievale in Abruzzo, ripercorre qui l
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La memoria inesorabile. Forme del confronto con il passato tedesco dal 1945 a oggi

di Massimo Bonifazio

editore: Artemide

pagine: 181

Dal 1945 a oggi l'interesse per il nazionalsocialismo, non solo in letteratura, non è mai scemato in Germania; si può dire anzi che sia andato sempre aumentando. La stessa constatazione si può fare per l'Olocausto: l'accrescersi della distanza temporale non ne fa un fenomeno pallido e scolorito, ma sembra anzi portarlo paradossalmente sempre più vicino a noi e renderlo sempre più concreto. Negli ultimi decenni, però, anche le sofferenze patite dai tedeschi durante e dopo la guerra - i bombardamenti, la fuga davanti all'avanzata dell'esercito sovietico, l'allontanamento coatto dai territori orientali dello scomparso Reich - hanno avuto un ruolo sempre maggiore nel discorso pubblico. Questo libro intende ripercorrere la "storia della memoria" tedesca degli ultimi settant'anni con i suoi "ricordi in competizione", analizzando ad esempio le trasformazioni simboliche che hanno investito nel tempo alcuni monumenti (come la Neue Wache di Berlino) e soprattutto le tendenze della letteratura, che in questa storia continua ad avere un ruolo centrale.
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