Calabria Letteraria
L'imperfetta geometria
di Pietro Danieli
editore: Calabria Letteraria
pagine: 277
Lorenzo angosciato dalla noia e oppresso dalle crisi di panico decide di porre fine alla propria esistenza. Il tentativo, però, non va a buon fine e dopo lunghe degenze viene restituito alla vita. La consapevolezza del grave gesto compiuto e un ritrovato entusiasmo lo spingono a vivere intensamente ogni attimo e a godere di tutto ciò che la vita può offrire anche in ragione del fatto che essa è unica e non va sprecata. A settantanni, quando sembra ormai avviato a chiudere serenamente la propria esistenza, un cancro rompe gli equilibri precostituiti e consolidati. Sconvolto dal dolore che gravita intorno al male e facendosi carico delle tragedie umane con le quali viene in contatto, Lorenzo ripercorre le tappe della propria esistenza creando paralleli con le vite di altre persone con le quali la sorte era stata meno clemente. Ogni giorno il cancro porta via tanta gente, infine anche Lorenzo salpa sulla nave di una ritrovata quiete per essere riconsegnato all'eternità e al temuto oblio.
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Il signorino
di Federico Montesanti
editore: Calabria Letteraria
pagine: 142
Giulio Barca, protagonista del racconto, "dà suono di sé" attraverso l'agile e concreta narrazione delle isole di ricordo, che
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Aspasia
di Rocco Zambara
editore: Calabria Letteraria
pagine: 203
"... i vecchi (quando si è vecchi?) sono ancora capaci di amare e di far sesso. Certo, il tempo della vecchiaia è quello della fragilità e del limite."
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«Meridiana Face». Riflessioni mariane, eco del pensiero dell'Alighieri
di Franco Frangella
editore: Calabria Letteraria
pagine: 165
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Racconti irriverenti
di Giuliano Albrizio
editore: Calabria Letteraria
pagine: 61
Racconti irriverenti non è l'ennesimo trattato storico o il saggio sulle arti, gli usi e costumi di una cittadina del Sud, bensì una raccolta di appunti nata dalla costante e divertita osservazione di un uomo nei confronti dei suoi concittadini. Uomini e donne tratteggiati attraverso i loro pregi e difetti, descritti attraverso i loro pensieri e le azioni del vivere quotidiano. Uomini e donne portati alla ribalta perché incarnano il prototipo di quel popolo meridionale, così amabilmente ricco di contraddizioni e simpatiche incoerenze.
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Olivadi a metà del Settecento. Analisi del catasto onciario
di Luigi Fusto
editore: Calabria Letteraria
pagine: 457
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Antonio Rosmini. L'essere nel suo ordine
di Franco Frangella
editore: Calabria Letteraria
pagine: 138
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Nicola Gualtieri detto «Panedigrano». Storia della rivolta antinapoleonica nella Calabria dei Borboni. Calabria 1799-1815
di Francesco Manfredi
editore: Calabria Letteraria
pagine: 79
Il testo scritto da Francesco Manfredi è frutto di una lunga e rigorosa ricerca e soprattutto sgorga dall'amore per la sua terra ritenuta troppo a lungo terra di sudditanza. Tratta del periodo napoleonico in Calabria, fine Settecento inizio Ottocento, e della ribellione contro i Francesi della gente del Sud, guidata da capimassa fedeli ai Borboni. In tale contesto si inserisce la figura di Nicola Gualtieri detto "Panedigrano" di modesti ma onorati natali, divenuto "brigante" per essersi ribellato all'arroganza di un signorotto del luogo e poi riscattatosi sul campo di battaglia. Rese i Suoi servigi con onestà assoluta al re Ferdinando IV e soprattutto alla regina con la quale intrattenne una fitta corrispondenza. Divenne Maggiore, ricevette onori, terre, vitalizi tanto da conquistare un posto tra i notabili del luogo i quali non disdegnarono di intrecciare con lui rapporti di parentela. Morì a Nicastro tra il 1828 e il 1829 da onorato cittadino.
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Martirano Lombardo. Storia di una città nuova
editore: Calabria Letteraria
pagine: 159
L'indomani dell'evento tragico dell'8 settembre 1905 è il punto di partenza di una storia che si conclude il 23 ottobre 1907 quando, in una splendida giornata di tiepido sole, quella Martirano nuova che si andava costruendo al Piano delle Sorbe assumeva solennemente il nome di Martirano Lombardo, in omaggio e gratitudine a quel Comitato Milanese che si può davvero ritenere prevalente elemnto della nascita di questo nuovo comune.Francesco ROcca ci informa di quanta inquietudine furono carichi i giorni che vanno dall'8 settembre 1905 al 24 ottobre 1907, insinuati ad intermittenza da procedure ingombranti e meschinità. Il volume è completato da due sezioni curate da Francesco Kostner e Pietro Valenti.
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Il collegio dei Gesuiti di Amantea. Aspetti religiosi e culturali tra Sei e Settecento
di Antonello Savaglio
editore: Calabria Letteraria
pagine: 107
"Nella Calabria di metà Cinquecento, una regione dove regnava il malcostume ed era diffuso il virus dell'eresia, la Chiesa delegò l'opera di correzione ai Gesuiti. I seguaci di S. Ignazio di Loyola toccarono per la prima volta questa terra nel 1540. Da allora, l'attività dei Padri fu richiesta da più parti e la Compagnia di Gesù si insediò nelle maggiori realtà urbane, contribuendo in maniera decisiva all'evoluzione socio-culturale delle generazioni di antico regime. Rispetto ad altri Ordini monastici, la ricerca sui Gesuiti in Calabria ha stentato a decollare e, al Collegio di Amantea, sono state dedicate poche pagine. Questo studio tenta di aprire un'altra finestra sulla storia dei Gesuiti di Amantea e far emergere, attraverso l'utilizzo delle fonti notarili dell'Archivio di Stato di Cosenza, la vita materiale e particolari inediti di questa breve ma significativa vicenda religiosa. Dai documenti esaminati è venuto fuori un Collegio "nuovo". Una comunità animata da mille propositi e pienamente inserita nel contesto cittadino e nelle sue problematiche, nella vita politica, nelle strategie economiche e in continuo contatto con i fedeli, beneficiari della loro attività spirituale ed educativa." (dall'introduzione)
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Lo sguardo e i luoghi. Immagini ed icone della costiera tirrenica calabrese
di Franco Ferlaino
editore: Calabria Letteraria
pagine: 185
Questo volume, con altri quattro, fa parte di un progetto editoriale che promuove la storia, il folklore, la cultura alimentare e l'iconografia del comprensorio di Amantea. Lo sguardo indugia su soggetti più o meno noti di un territorio molto antropizzato, ma il cui naturalismo è a tratti poetico. Le immagini propongono punti di vista comuni, ma i tagli, gli accostamenti, la struttura espositiva, l'apparato estetico, colgono aspetti pregni di dati antropologici anche quando i soggetti sono semplici vedute territoriali. La realtà, ricomposta attraverso il mezzo tecnico, la scelta delle inquadrature, l'elaborazione espositiva e della composizione, è raccolta in temi iconografici omogenei e restituita come documento, denuncia ed utopia incompiuta del tempo e del fare umano che hanno segnato il territorio, l'arte, l'edilizia e i luoghi.
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