Dedalo
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I caratteri originari della conquista normanna. Diversità e identità nel Mezzogiorno (1030-1130). Atti del convegno (Bari, 5-8 ottobre 2004)
editore: Dedalo
pagine: 414
Gli Atti delle "sedicesime giornate normanno-sveve" tenute a Bari nell'ottobre 2004: quindici specialisti analizzano il secolo
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Pinocchio e la scienza. Come difendersi da false credenze e bufale scientifiche
di Fuso Silvano
editore: Dedalo
pagine: 271
È vero che i miracoli sfuggono a qualsiasi spiegazione scientifica? Vi sono prove dell'esistenza dello Yeti e degli alieni? At
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Contaminazioni. Un percorso di laicità fuori dai templi delle ideologie e delle religioni
di Vigli Marcello
editore: Dedalo
pagine: 299
Gli ultimi avvenimenti hanno rilanciato il tema della laicità
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La variabile indipendente. Quale giustizia negli anni Duemila
di Palombarini Giovanni
editore: Dedalo
pagine: 270
Le ultime elezioni politiche e il referendum costituzionale hanno segnato la sconfitta della Casa delle libertà e del "berlusc
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Il sesso del cervello. Vincoli biologici e culturali nelle differenze fra uomo e donna
editore: Dedalo
pagine: 114
I recenti progressi nel campo delle neuroscienze sono riusciti a spazzare via i vecchi pregiudizi sulle differenze biologiche
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Il codice del romanzo. Tradizione manoscritta e ricezione dei romanzi greci
di Bianchi Nunzio
editore: Dedalo
pagine: 281
Codice e "romanzo", due parole-chiave
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Italia disorganizzata. Incapaci cronici in un mondo complesso
editore: Dedalo
pagine: 149
La patria dei più grandi organizzatori dell'antichità, i Romani, è ora il paese dove eccellono solo unità minime, individuali. Per la prima volta, nel deprimente elenco delle patologie che affliggono "il caso italiano" (familismo amorale, collusione tra sistema politico ed economia, inadeguatezza delle classi dirigenti, compromissione dei partiti con settori della malavita organizzata), viene messa a fuoco una cronica debolezza culturale e operativa che spiega lo specifico nazionale: il deficit organizzativo. Perché stentiamo sistematicamente a far funzionare con efficienza le megamacchine sociali, le strutture complesse della modernità (dalla fabbrica integrata all'ospedale, dalla pubblica amministrazione agli apparati militari e di polizia), non meno di una semplice coda per acquistare un biglietto del cinema? Perché continuiamo a consolarci con il mito del genio italico, che cerca sempre l'uomo forte (da Mussolini a Berlusconi) come soluzione ai problemi? La vecchia modernità accentratrice e "piramidale" ci ha visto in evidente difficoltà; il nuovo mondo delle reti sarebbe l'occasione per superare il deficit organizzativo colmando limiti tecnici e interiorizzando il valore liberale della partecipazione deliberativa.
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