Donzelli
Che razza di tifo. Dieci anni di razzismo nel calcio italiano
di Mauro Valeri
editore: Donzelli
pagine: 250
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Breve storia dell'abuso edilizio in Italia dal ventennio fascista al prossimo futuro
di Berdini Paolo
editore: Donzelli
Nel 1985, pochi mesi prima dell'approvazione della famosa legge Galasso sulla tutela del paesaggio italiano, il Parlamento app
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L'agricoltura europea e le nuove sfide globali
di De Castro Paolo
editore: Donzelli
pagine: 141
L'esaurimento delle risorse naturali, i cambiamenti climatici, la generale instabilità all'origine della crisi energetica e al
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Uno sguardo sulla città. Gli scrittori italiani contemporanei e i loro luoghi
di Filippo La Porta
editore: Donzelli
pagine: 123
Ventitré interviste ad altrettanti scrittori italiani. Il tema: la città, quella in cui vivono o sono vissuti. L'intento: tracciare una mappa letteraria del nostro paese nel terzo millennio. L'assortimento degli scrittori è composito: alcuni molto noti (Culicchia, Fois, Parrella, Albinati, Pascale, Cappelli, Bettin, Covacich), altri cosiddetti "di genere" (Morchio e Vichi), altri ancora quasi esordienti (Di Iacovo, Pianesi). Il percorso lungo cui Filippo La Porta, critico tra i più rigorosi e agguerriti - a partire da un progetto di esplorazione dello spazio urbano avviato da Anci Rivista -, accompagna ogni autore, mira a intrecciare il profilo individuale di ciascuno di loro con una sorta di ricognizione storico-critica delle molteplici rappresentazioni letterarie delle città in cui vivono. Ed ecco che la letteratura, spinta ai margini nell'epoca dei linguaggi audiovisivi, si prende una rivincita e mostra la sua vocazione a rappresentare la realtà. Molti romanzi italiani di questi anni hanno saputo raccontare le complesse trasformazioni del nostro paese, e in qualche caso hanno intuito momenti di svolta e di rottura anche traumatici. Oggi i dipartimenti di architettura invitano gli scrittori per descrivere meglio il territorio, e i grandi quotidiani si affidano a loro per i reportage sui quartieri urbani.
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Democrazia rappresentativa. Sovranità e controllo dei poteri
di Urbinati Nadia
editore: Donzelli
pagine: XV-247
È vero che la democrazia rappresentativa è un ossimoro? Che democrazia significa governo diretto? Nadia Urbinati sostiene di n
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Saper fare. Il modello artigiano e le radici dello stile italiano
di Benini Romano
editore: Donzelli
pagine: 197
All'inizio del terzo millennio, l'economia è in declino e il dilemma è uno solo: quale via per lo sviluppo? Il dibattito è int
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Riformisti e comunisti
Il «migliorismo» nella politica italiana
di Morando Enrico
editore: Donzelli
pagine: 180
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Nove dimissioni e mezzo
Le guerre quotidiane di una giornalista ribelle
di Cambria Adele
editore: Donzelli
pagine: 281
Il Mondo, "Paese Sera", "Il Giorno", "La Stampa", "Il Messaggero", "L'espresso", "L'Europeo", "l'Unità": una carriera comincia
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Garibaldi fu ferito
Il mito, le favole
di Isnenghi Mario
editore: Donzelli
pagine: 160
Amato e odiato, celebrato e vilipeso, emulato e disprezzato: il susseguirsi e il sovrapporsi di opposti atteggiamenti testimon
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Discorsi per Roma capitale
di Cavour Camillo
editore: Donzelli
pagine: 110
In tempi di celebrazioni e di anniversari, può essere utile gettare uno sguardo meno frettoloso e ideologico alle questioni ch
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Stati uniti d'Italia. Scritti sul federalismo democratico
editore: Donzelli
pagine: 148
È il 1945, e si sono appena spente le fiamme del conflitto mondiale e della guerra civile, quando Norberto Bobbio pubblica questa magistrale antologia del pensiero di Cattaneo. Il filosofo torinese, schierato tra le file del Partito d'azione, intravede per l'Italia che esce dal fascismo e dalla Resistenza un compito di rifondazione politica e ideale, che deve fare ricorso a una nuova forma di solidarietà democratica. Di qui la necessità di una riscoperta, nel cuore della tradizione del nostro Risorgimento, del federalismo civile di Carlo Cattaneo. "Il nome di Cattaneo - scrive Bobbio nella sua lunga introduzione, un vero e proprio libro nel libro - è legato, nella storia del Risorgimento, alla fortuna o meglio alla sfortuna del federalismo. Il federalismo fu il fuoco in cui convergevano i raggi delle sue ricerche, delle sue aspirazioni, dei suoi sentimenti". La scelta federalista nasceva in Cattaneo dalla convinzione secondo cui lo Stato unitario non può essere che autoritario, mentre "l'unica reale garanzia della libertà" è data dall'unità nella pluralità. Si tratta di un federalismo profondamente solidale e profondamente riformatore. Sconfitta nel Risorgimento, quell'idea era destinata a riproporsi nella storia successiva. E si sbaglierebbe a lasciarla ora nelle mani di chi rischia di farne una bandiera regressiva, di egoismi territoriali e di chiusure illiberali.
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