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Ediesse

Pierre Bourdieu

di Eugenio Galioto

editore: Ediesse

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14,00 €

Il lavoro è dignità. Le parole di papa Francesco

editore: Ediesse

pagine: 261

Qualcuno lo chiama «il Papa sindacalista», qualcuno dice che è «il leader della sinistra globale», ma la vera ispirazione di F
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16,00 €

La schiavitù

di Marco Fioravanti

editore: Ediesse

pagine: 212

Il libro si propone di indagare la storia della schiavitù da una prospettiva giuridica che, rispetto agli aspetti sociali, pol
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14,00 €

Memoria

di Pietro Ingrao

editore: Ediesse

pagine: 224

"Memoria", tra gli inediti conservati nell'Archivio Pietro Ingrao, è il primo che viene pubblicato
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15,00 €

Specchio delle sue brame. Analisi socio-politica della pubblicità: genere, classe, razza, età ed eterosessismo

di Laura Corradi

editore: Ediesse

pagine: 222

Questo libro ironico e sovversivo guarda al corpo - della donna ma non solo - come protagonista del luccicante mondo delle pub
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14,00 €

Pensioni: la riduzione del danno. Problemi sociali e soluzioni legislative dopo i governi Berlusconi e Monti

editore: Ediesse

Il sistema pensionistico è uno dei punti su cui si valuta la civiltà di un Paese
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13,00 €

Per non tornare al buio. Dialoghi sull'aborto

di Livia Turco

editore: Ediesse

pagine: 221

Per non tornare al buio, a quegli anni oscuri in cui le donne erano costrette ad abortire in clandestinità
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14,00 €

Il «disagio lavorativo». Mobbing, straining e stress lavoro-correlato nel rapporto di lavoro. Manuale teorico-pratico

di Bruno Tronati

editore: Ediesse

pagine: 313

Mentre il fenomeno del disagio lavorativo risulta in continua e forte crescita nelle aziende sia pubbliche sia private, su di esso si è andata invece registrando una progressiva e preoccupante caduta dell'attenzione generale. Sempre meno se ne discute nei convegni, non se ne occupano quasi più i mezzi di informazione e la stessa opinione pubblica sembra diventata pressoché indifferente. Tutto ciò mentre il mondo del lavoro in questi anni è cambiato profondamente e quasi sempre in peggio per la condizione dei lavoratori, con un corrispondente aumento anche delle patologie fisiche e psichiche correlate al disagio lavorativo. L'autore, studioso da sempre impegnato su queste tematiche, in questo nuovo volume amplia e approfondisce la trattazione della materia, soprattutto aggiornandola sulla base della mutata realtà e dei numerosi innovativi sviluppi normativi, giurisprudenziali e dottrinali avutisi in questi ultimi anni. Vengono inoltre riportati nel volume degli utilissimi "Quadri riassuntivi" delle varie partizioni del testo, che hanno peraltro una propria valenza autonoma in quanto, letti in successione, costituiscono essi stessi un testo più snello, adatto in particolare ai lavoratori per riconoscere il mobbing, lo straining e lo stress lavoro-correlato e sapere come comportarsi. Testo d'altra parte utile agli stessi "addetti ai lavori" per una ricapitolazione veloce della materia.
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Agromafie e caporalato. terzo rapporto

editore: Ediesse

pagine: 285

Il rapporto analizza il fenomeno del caporalato e dell'infiltrazione mafiosa nella filiera agroalimentare, fenomeni notevolmente cresciuti negli anni della crisi economica come dimostrano le recenti cronache giornalistiche. Il volume, in continuità con i due precedenti, fotografa la vita dei braccianti agricoli nelle campagne italiane, pervase da nord a sud da nuovo caporalato, grave sfruttamento e nuova schiavitù. Dalle raccolte del pomodoro all'ortofrutta, dal distretto vitivinicolo al settore delle carni, i diversi settori vengono analizzati attraverso la raccolta e l'analisi dei dati, nonché interviste agli operatori del settore e del sindacato, ai rappresentanti delle Istituzioni, delle forze dell'ordine, dell'associazionismo e con testimonianze dirette dei lavoratori vittime di caporalato. Particolare attenzione viene posta anche sui braccianti stranieri, siano essi extracomunitari o neocomunitari, e sul legame che c'è tra il caporalato e la tratta di esseri umani. Il terzo rapporto Agromafie e caporalato si concentra poi sull'azione di contrasto oltre che di denuncia. È così possibile trovare nel volume anche una mappatura delle azioni di "sindacato di strada" e delle buone pratiche messe in campo dalla FLAI CGIL in sinergia con tante realtà territoriali impegnate nel contrasto al caporalato e per l'affermazione dei diritti dei lavoratori.
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Declino di un partito. Il PCI negli anni Ottanta visto da un suo centro studi

di Giuseppe Cotturri

editore: Ediesse

pagine: 125

Il declino negli anni Ottanta del PCI, maggior partito di massa in Italia, non fu soltanto legato alle contraddizioni del comunismo mondiale e alla preclusione che le forze della guerra fredda opposero a un percorso di integrazione democratica di quel partito. La vicenda di quel declino rivela aspetti generali di mancato sviluppo democratico delle democrazie come tali: nuove soggettività politiche, partecipazione di cittadini competenti e autonomi, rispetto della dignità delle persone, nuovi bisogni, allargamento dei sistemi politici. Tutto questo si manifestò in quel decennio, e tutto fu respinto, la guerra tornò sulla scena del mondo, il Sud d'Europa e soprattutto il Mediterraneo furono abbandonati a esiti tragici. Questi temi furono colti e segnalati con grande anticipo in una singolare esperienza di ricerca promossa dal CRS, Centro Studi del PCI, che per quindici anni con la direzione di Pietro Ingrao provò a orientare il partito verso riforme del sistema politico e a contribuire da sinistra alla costruzione europea. La chiusura del partito a quei temi e a quelle proposte è un aspetto particolare del suo declino. Oggi l'interesse per quella vicenda, che l'autore ricostruisce dall'interno per il ruolo svolto nel CRS, è dato anche dall'attualità delle questioni irrisolte: le riforme istituzionali e costituzionali, l'unione politica dell'Europa, forme e ruolo delle nuove soggettività.
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Le filiere mafiose. Criminalità organizzata, rapporti di produzione, antimafia

di Vincenzo Scalia

editore: Ediesse

pagine: 188

Da oltre trent'anni la criminalità organizzata rappresenta in Italia un argomento molto discusso e approfondito, sia dai policy makers che dagli studiosi. Si è sviluppata anche una produzione mediatica, che spazia dalla letteratura popolare alla realizzazione di specifici format televisivi. Infine, nella società civile, si sono sviluppate vere e proprie forme di professionalità legate al contrasto delle organizzazioni criminali. La mafia e l'antimafia sono così diventate due campi attraversati da conflitti politici e culturali, all'interno dei quali il contrasto del fenomeno si sovrappone alla costruzione e alla riproduzione di rendite di posizione, che chiamano in causa il sistema politico, i rapporti di produzione, il sistema giudiziario e le garanzie del sistema penale. Vincenzo Scalia. da anni attivo nello studio dei fenomeni mafiosi, ci propone una lettura delle mafie e delle antimafie basata su due cardini: il primo riguarda la trama costitutiva delle organizzazioni mafiose, che l'autore vede speculare alle trasformazioni produttive: il seconde riguarda la necessità di osservare i fenomeni mafiosi senza tralasciare l'aspetto della tutela dei diritti individuali e collettivi. Se si vuole contrastare le mafie, suggerisce l'autore, si tratta piuttosto di ripartire proprio da una società attenta alle garanzie individuali e all'emancipazione sociale.
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Il protagonismo delle donne in terra d'Islam. Appunti per una lettura storico-politica

editore: Ediesse

pagine: 335

Un eccentrico "testo di storia", che parte dalla centralità della realtà delle donne nel mondo musulmano. Mondo musulmano che non è certo un tutto unitario. Il movimento emancipatorio delle donne per i diritti nell'ambito famigliare e sociale, il "femminismo di Stato", il "femminismo islamico", sono fenomeni trasversali a questo mondo vastissimo, ma vanno collocati in contesti storici e geografici molto diversi tra loro. Le storie dei singoli paesi - i cui confini sono sempre mutati, dalla stagione degli Imperi al periodo coloniale e post coloniale - si assomigliano e si diversificano, dall'Egitto alla Siria, al Maghreb; altri sono casi a sé, come, per diverse ragioni, la Palestina, la Turchia, l'Iran; altri ancora vivono drammi senza fine, come l'Iraq, l'Afghanistan, la Somalia, e sono attraversati da contraddizioni profonde, come il Pakistan e la Penisola araba, fino a casi ancora poco conosciuti come l'Indonesia. Queste diverse storie vengono ricostruite intrecciandole con le condizioni di vita e il protagonismo delle donne, ma non senza aver prima illustrato l'islam, i suoi testi, la sua storia, le divisioni religiose. Oggi la situazione è drammatica, ma, secondo le autrici, sarebbe sviante credere che ciò non renda ancor più combattivo e propositivo il protagonismo delle donne musulmane che questo libro vuole illustrare.
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