Edizioni Lavoro
L'apartheid globale. Globalizzazione, marginalizzazione economica, destabilizzazione politica
di Bruno Amoroso
editore: Edizioni Lavoro
pagine: 168
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Globalizzazione. Sfide politiche, economiche e culturali
di Helmut Schmidt
editore: Edizioni Lavoro
pagine: 136
La parola globalizzazione è sulla bocca di tutti e risveglia spesso in noi angosce ataviche che fanno presagire minacce, anche di natura economica, incombenti sul nostro futuro. Ma che cosa dobbiamo veramente aspettarci da questo processo di globalizzazione dove si annidano pericoli ma dove trovano pure alimento una serie di opportunità che potrebbero far ben sperare per i destini del nostro pianeta? L'ex cancelliere della Repubblica federale di Germania ha il merito di aver portato tale discussione in una dimensione più ampia, trattando i contenuti e le prospettive che derivano dalla globalizzazione con un'ottica che non trascura le implicazioni pratico-politiche e più ampiamente culturali.
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La nuova disciplina della previdenza complementare. Commento al DL 124/1993 e successive integrazioni e modifiche
di Gabriele Giordano
editore: Edizioni Lavoro
pagine: 302
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L'unione europea. Istituzioni, attori e politiche
di Francesco Morata
editore: Edizioni Lavoro
pagine: 494
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Articolo 1. L'Italia è una Repubblica fondata su... Lavoro e non lavoro alle soglie del terzo millennio
di Walter Passerini
editore: Edizioni Lavoro
pagine: 234
Lo scopo del libro è quello di ritrarre in undici capitoli, divisi in sette quadri ciascuno, il lavoro che cambia. E di dare alcune direttrici di marcia. Con un quadro finale, basato sull'importanza della comunicazione. I capitoli sono dedicati ai giovani, alle donne, agli aspiranti imprenditori, ai nuovi vecchi, ai nuovi lavoratori, alle abilità necessarie, alla formazione e all'orientamento, all'impresa, alle fasce deboli, al passato remoto, al futuro presente.
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Mio caro Kawabata
di Rashid Daif
editore: Edizioni Lavoro
pagine: 152
Il libro è un romanzo singolare imperniato su un meccanismo inconsueto: una lettera allo scrittore Yasunari Kawabata, premio Nobel per la letteratura 1968. Il pretesto serve all'autore per analizzare, da un lato, la condizione di un intellettuale libanese figlio delle tensioni del suo tempo (il conflitto tra arabità e libanesità) e, dall'altro, il vuoto ideologico che ha colpito gli orfani dell'Unione Sovietica dopo il crollo del muro. La descrizione del travaglio intellettuale del protagonista si fonde con la rievocazione della sua infanzia in una regione della montagna libanese, fortemente rassomigliante a innumerevoli paesini italiani di qualche decennio addietro.
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La miniatura islamica
di M. Vittoria Fontana
editore: Edizioni Lavoro
pagine: 210
Il libro presenta la storia della miniatura islamica e degli studi compiuti su di essa, attraverso un esame dei manoscritti musulmani (in lingua araba, persiana e turca). Pur essendo giunto sino a noi un esiguo numero di manoscritti, l'esame di tali documenti consente di capire i gusti e le tendenze di una società d'élite che ha espresso nella pittura delle miniature i costumi e le mode delle varie regioni dell'Islam e delle epoche a cui esse appartengono.
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Gli echi del silenzio
di Sylvie Germain
editore: Edizioni Lavoro
pagine: 116
Ci sono momenti in cui Dio tace. Ci sono momenti in cui il grido dell'uomo urta contro questo silenzio e ritorna all'uomo sotto foma di eco implacabile. Di questo silenzio il nostro secolo, con la sua schiera di carneficine e di genocidi, porta le stimmate. Rimane più che mai attuale la lagnanza di Giobbe contro la sofferenza e la banalità del male. Il silenzio è però anche il luogo, il "nessun luogo", che solo può manifestare la divinità intesa come totalmente altro e come perenne altrove. Solo il silenzio, infine, può esprimere adeguatamente l'amore. Sono questi i tracciati lungo i quali si snoda la meditazione della scrittrice e filosofa francese Sylvie Germain.
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Il miracolo olandese. Occupazione, riforma dello Stato sociale e concertazione
editore: Edizioni Lavoro
pagine: 246
Negli anni del thatcherismo e del reaganismo trionfanti, il "modello" olandese è stato l'esperimento economico e sociale che con maggior successo rispetto ad altri è riuscito a combinare crescita, lavoro ed equità. Il "miracolo olandese" consiste nell'uso della concertazione tra le parti sociali per contrattare la flessibilità del lavoro in funzione della crescita dell'occupazione. Attraverso una più ampia offerta di lavoro a "part time" è stata drasticamente ridotta la disoccupazione, senza incidere sul reddito complessivo delle famiglie e sui livelli di protezione sociale.
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