Ets
Letture e lettori di Lucano. Atti del Convegno internazionale di studi (Fisciano, 27-29 marzo 2012)
editore: Ets
pagine: 406
L'intento del Convegno era di affiancare all'analisi originale di singoli passi o aspetti del poema lucaneo quella di alcuni e
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Il pensiero autistico
di Bleuler Eugen
editore: Ets
pagine: 118
Il "pensiero autistico" - concepito da Eugen Bleuler (1857-1939) come la componente caratteristica della dimensione psichica i
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La carta del mondo. Italo Calvino nel Castello dei destini incrociati
di Savio Davide
editore: Ets
pagine: 280
Quando ebbe l'idea di scrivere Il castello dei destini incrociati, nel luglio del 1968, Italo Calvino aveva appena impresso un
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Georges Rouault. Opere grafiche. Catalogo iconografico
di Paolo Bellini
editore: Ets
pagine: 264
Il presente volume vuole essere diverso dai molti che con merito l'hanno preceduto. Come precisa il suo sottotitolo, è un "catalogo iconografico", cioè vuole spiegare, opera per opera, i soggetti raffigurati e quanto con essi l'autore intendeva esprimere. Per questa ragione lascia in secondo piano i commenti stilistici e le notazioni tecniche, allo scopo di dare spazio a un'attenta analisi dei soggetti, cercando non solo di esaminarli in se stessi, ma anche in rapporto con le altre opere delle serie di cui fanno parte. Georges Rouault è un artista solo apparentemente facile. Le sue opere, infatti, contengono spesso un messaggio non sempre decifrabile a un primo sguardo e additano comportamenti che spesso possono venire confusi con un devozionalismo banale, che scade non di rado nella retorica. Nelle sue opere Rouault esamina senza sconti quello che egli chiama il "duro mestiere di vivere" e con la sua opera mostra il significato che potrebbe essere dato a questo "mestiere". Schede a cura di: Paolo Bellini, Camilla Colzani, Christian Cremona, Carol Morganti, Benedetta Spadaccini.
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Manzoni e Leopardi. Dialettiche dello stile, forme del pensiero
di Ottavio Ghidini
editore: Ets
pagine: 224
Manzoni e Leopardi ebbero modo di conoscersi a Firenze nel 1827, ma incontro forse più decisivo fu quello che avvenne, in tempi diversi, sulle pagine delle loro rispettive opere, nelle quali sembra affiorare una memoria che l'analisi intertestuale rivela sommessa ma tenace. Questo saggio, attraverso l'esame di citazioni e allusioni, intende assolvere ai compiti propri dell'esercizio critico, ossia l'accostamento e insieme la distinzione di diverse voci poetiche. La lettura in sinossi dei testi rivela in entrambi i segnali di un atteggiamento dialogico effettivo, di una piena disponibilità al confronto e alla comprensione delle parole e, quindi, delle ragioni altrui (essendo le parole, diceva Leopardi, il corpo dei pensieri). Grazie a questa attitudine dialettica, i due autori hanno definito in maniera sempre più chiara la propria individualità artistica, il proprio stile. Inoltre, uno studio sia pure esemplificativo di come essi recepirono letture comuni da un lato pone in luce innegabili diversità di pensiero, dall'altro mostra doti intellettuali condivise: coscienza storica, lucidità di giudizio, aderenza alla realtà e desiderio di confrontarsi con una ricca tradizione culturale per imprimervi i segni di un rinnovamento durevole e autentico.
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Penelopeia. Variazioni sul tema della tessitrice
di Francesca Nenci
editore: Ets
pagine: 116
La tela che Penelope nell'Odissea fa e disfà è l'immagine e il simbolo dell'iterazione del dolore e di un tempo ciclico che non ha progresso, poiché ritorna su se stesso, come il labirinto o come i meandri del cervello che il dolore ripercorre, ogni volta a segnare con i colpi del telaio i momenti della disperazione.La tela di Penelope, come quella di tutte le tessitrici, è muta: è un dono silenzioso, come lo sono i manufatti delle donne, che non hanno parola; ma l'arte perfetta sublima un dolore perfetto, ed il mito lo stigmatizza e, conferendo assolutezza all'episodio contingente, lo rende archetipo. In "Penelopeia" l'eroina infrange questa assolutezza, tanto che i colpi battuti sul telaio per tessere la tela della sua nuova vita sembrano risuonare di libertà e di gioia.
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Studi di filosofia antica
di Pierre Hadot
editore: Ets
pagine: 338
Questo libro raccoglie una serie di testi, in gran parte tradotti qui per la prima volta, dello storico della filosofia e filosofo Pierre Hadot. Scelti e raggruppati in cinque sezioni da Hadot stesso, questi testi offrono una visione d'insieme del lavoro dello storico francese, permettendo di coglierne i principali snodi tematici e metodologici. Da quelli più filologici, che indagano importanti concetti come quelli di pragma o di physis, a quelli storici, che mettono in luce i modi di procedere del pensiero antico, fino a quelli esplicitamente filosofici, che propongono nuove modalità interpretative della filosofia greca, ellenistica e romana, intesa come pratica e maniera di vivere, i testi si basano tutti su quella che era stata una delle maggiori preoccupazioni di Hadot: interpretare il mondo antico, le sue pratiche e il suo pensiero a partire dal contesto storico originale che li ha generati, senza però mai dimenticare le possibili connessioni tra la riflessione antica e i problemi e le questioni che segnano anche la nostra attualità.
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Perché restaurare i film?
di Stella Dagna
editore: Ets
pagine: 189
Il restauro cinematografico è un'attività che sembra esercitare un notevole fascino sul pubblico contemporaneo: film "restaurati" vengono proposti nei circuiti di prima visione, pubblicizzati sui quotidiani, commercializzati come prodotti di eccellenza. A fronte di questo successo di popolarità, i principi, la storia e la prassi della disciplina rimangono spesso per il pubblico dei non addetti ai lavori un territorio misterioso, inesplorato e segreto. Capire cosa significa davvero restaurare un film vuol dire anche (soprattutto) interrogarsi sul senso di una pratica che richiede grossi investimenti di denaro, tempo e risorse. Perché restaurare i film? Può considerarsi una priorità di politica culturale? La risposta che si sceglie di dare a queste domande è destinata a influenzare il futuro dei film e il loro rapporto con gli spettatori di oggi e di domani, specie in un'epoca in cui la transizione al digitale pone il cinema di fronte a una delle più grandi trasformazioni della sua storia. Proprio nei momenti di rivoluzione l'entusiasmo del nuovo deve sposare la consapevolezza di quanto sia importante mantenere sulle azioni e sulle produzioni dell'uomo una prospettiva storica. Una prospettiva che il restauro del film pone come indispensabile, utopico, orizzonte di riferimento.
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Elogio dell'anima. Uno studio sull'Odissea
di Valenti Ariel V.
editore: Ets
pagine: 188
Prendendo avvio dal quinto verso del proemio dell'Odissea, il saggio guarda, in particolare, al coniugarsi di arnymai e psyché
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Il moto immobile. Nostoi, sonni e sogni nella letteratura siciliana del '900
di Marina Paino
editore: Ets
pagine: 246
Sulla scia dell'ostrica verghiana, ideale nucleo fondativo di una precisa mitografia isolana della modernità, la letteratura siciliana del '900 ha variamente argomentato la resistenza (subita o voluta) ad ogni forma di mutamento e di movimento, declinando insistentemente una esibita refrattarietà al divenire stesso della storia che, come notava Sciascia, è un'apparenza, un'illusione, sorta però dalla realtà ("e dunque ne è parte, intrinsecamente"). Il corteggiamento della stasi e del tempo fermo, la metaforica invalicabilità dei confini di una terra che si fa tana e prigione, la vocazione al nostos come unica forma possibile di viaggio si impongono nella narrazione dell'isola, coniugandosi con istanze regressive, di cui, parimenti distanti da un confronto diretto col vero, diventano volti altri il sonno e il sogno. La rappresentazione di questo suggestivo moto immobile ha puntualmente tentato in modi diversi i più importanti scrittori della Sicilia novecentesca (da Vittorini a Bufalino, da Brancati a Sciascia, da Tomasi di Lampedusa a Consolo), in un dialogo tutto letterario che coinvolge a vario titolo quelli tra di loro che hanno scelto di rimanere e quelli che hanno scelto di andar via; quelli che hanno coraggiosamente coltivato l'impegno e quelli che ne hanno preso le distanze con indolenza; quelli che hanno raccontato di una terra senza più margini di possibile salvezza e quelli che ne hanno trasfigurato il destino in un'utopia senza tempo lontano.
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Schiller e la parabola dell'estetica
di Leonardo Amoroso
editore: Ets
pagine: 143
Schiller è un ottimo riferimento per ripercorre la parabola dell'estetica. Egli, infatti, costituisce un passaggio decisivo nel secolo d'oro dell'estetica, quello che inizia con la fondazione di questa disciplina da parte di Baumgarten. Riprendendo e sviluppando in modo originale l'estetica di Kant, Schiller apre le porte al romanticismo e all'idealismo. Ed è celebrato dal filosofo col quale culmina quel secolo d'oro, cioè da Hegel, come proprio precursore. Ma si sono richiamati a Schiller anche pensatori successivi a quel periodo, per esempio Nietzsche e Heidegger, con i quali la parabola dell'estetica tradizionale pare ormai definitivamente conclusa.
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Microbi domestici e addomesticati. Come l'uso consapevole e inconsapevole dei microrganismi ha cambiato la nostra vita
di Manuela Giovannetti
editore: Ets
pagine: 80
Come è possibile addomesticare i microbi? E a quale scopo poi? Queste domande sorgono immediate alla lettura del titolo di questo piccolo libro. Eppure fin dalla nascita della civiltà, senza vederli e senza conoscerne l'esistenza, abbiamo utilizzato e manipolato i microrganismi per produrre cibi e bevande. E ancora oggi essi sono alla base della nostra vita quotidiana. Proviamo solo a immaginare per un momento un mondo senza microbi: dovremmo fare a meno di vino, birra, formaggi, yogurt, pane, pizza, caffè, cioccolato, funghi e tartufi, ma anche di un gran numero di sostanze terapeutiche come antibiotici, cortisone e insulina. Nonostante questo, i microrganismi godono di una cattiva fama, in quanto microbi, germi o batteri. Se però usiamo un altro nome, e li chiamiamo fermenti, magicamente tutto cambia e non sono più guardati con sospetto o disgusto. Da queste considerazioni parte l'autrice per raccontarci le straordinarie imprese compiute dai microbi benefici che gli esseri umani hanno addomesticato durante la loro storia, usando sistemi sempre più precisi e raffinati per trasformarli in piccole 'macchine' capaci di produrre alimenti e bevande prelibati, composti farmaceutici salvavita, beni industriali di grande diffusione. Questo piccolo libro è rivolto a tutte le persone incuriosite da quegli esseri invisibili e potenti che "abitano" la nostra vita quotidiana fin dagli albori della civiltà.
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