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Eurilink

Ibrahim

di Matteo Nicolosi

editore: Eurilink

pagine: 334

Cento generazioni fa, in tempi dei quali ben poco sappiamo, visse Ibrahim, o Avraham, o Abramo
16,00

Libri allo specchio

di Marguerite De Merode

editore: Eurilink

pagine: 64

Ci sono tanti libri che, nell'arco di una vita, contribuiscono a costruire la nostra storia personale
15,00

Manuale di politica fiscale dell'Unione europea e degli organismi sovranazionali

di Piergiorgio Valente

editore: Eurilink

pagine: 605

Il Manuale di Politica Fiscale dell'Unione Europea e degli Organismi Sovranazionali si propone di illustrare, in modo sintetic
38,00

Unione europea. 60 anni e un bivio. Rapporto del gruppo dei 20

editore: Eurilink

pagine: 407

Sono passati sessant'anni da quando i Trattati Europei furono firmati a Roma
18,00

Sistema Ucraina

di Alessandro Figus

editore: Eurilink

pagine: 206

Esperto di sistemi istituzionali, Alessandro Figus si mette alla prova con una delle più importanti società post sovietiche: l
14,00
20,00

Crisi dell'eurozona: serve un ministro delle finanze?

editore: Eurilink

pagine: 156

La Fondazione Economia "Tor Vergata", nell'ambito dell'attività del "Gruppo dei 20" e del Progetto "How to Revitalize Anaemic
16,00

La vanità della forza. Gli articoli su «La Rassegna» di Bari (1943-1945)

di Aldo Moro

editore: Eurilink

pagine: 438

Torna, in una nuova veste, dopo quella anastatica e fuori commercio, voluta nel 1988 dall'Università di Bari, la raccolta degl
18,00

Non fu un miracolo: l'Italia e il Meridionalismo negli anni di Giulio Pastore e Gabriele Pescatore. Testimonianze e riflessioni

editore: Eurilink

pagine: 214

Tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anni settanta, quando in tutto il mondo spirava vento di cambiamento, anche l'Italia visse una stagione di grande crescita economica, di profonde trasformazioni sociali e dei costumi, di importanti fervori culturali, di incisivi fermenti religiosi. L'Italia stava entrando nella modernità, nella laicità, nel sogno italiano. Di questa crescita convulsa ma anche ricca di contraddizioni, dove convivevano millenarie tradizioni e antichi costumi accanto alle spinte verso la modernità, ebbe parte significativa il Mezzogiorno d'Italia che visse la sua stagione migliore dall'unità politica del Paese. l'Italia intera e il suo Mezzogiorno progredivano virtuosamente. Si parlò di "miracolo italiano". Ma fu veramente un miracolo? Vincenzo Scotti e Sergio Zoppi - giovani ma fattivi testimoni di quegli anni, - in una serrata e appassionata conversazione - cercano di rispondere a questa domanda dando voce a due personalità dell'epoca: Giulio Pastore e Gabriele Pescatore, protagonisti di una stagione democratica partecipata, intensamente vissuta, decisamente innovativa, timonieri di avanzate politiche e azioni per il Mezzogiorno. Per la prima volta vengono rivelati fatti ed episodi di rilievo che illuminano il passato e riverberano la loro luce sui nostri giorni. Non solo un debito pagato dai due collaboratori di Pastore e di Pescatore: anche riflessioni e indicazioni da non trascurare per imprimere una svolta al presente. Perché quel miracolo, in realtà, fu il frutto di un grande lavoro progettuale di filosofi ed economisti - quasi tutti esponenti del nuovo meridionalismo - di valenti tecnici ed abili esperti, di politici appassionati che - tutti insieme - furono in grado di proporre agli italiani un sogno per cui valeva la pena spendersi. Un sogno che portò, l'Italia, a divenire la quinta potenza economica mondiale; i giovani, a sperimentare una società alle soglie della piena occupazione; il Mezzogiorno, a vivere una stagione che, finalmente, stava segnando una svolta nella sua crescita che, superando anche quella del Nord, contribuì allo sviluppo generale del Paese. Ma poi? Un imprevedibile smarrimento e un lento declino fino ai nostri giorni: la questione meridionale non era più al centro della agenda politica del Paese.
18,00

Dei delitti e delle pene 2.0

editore: Eurilink

pagine: 372

Cesare Beccaria pubblicava il suo libro più famoso nel lontano 1764
20,00

Il paese dei papaveri. L'Afghanistan, la vita durante la Guerra. Un'esperienza diretta

di Jolanda Brunetti

editore: Eurilink

pagine: 141

Dal punto di vista militare e geopolitico, il teatro afghano rappresenta un punto di attrito con un'area instabile che si allarga alla regione e genera preoccupazione per la sicurezza internazionale. Dal vissuto della diplomatica italiana, responsabile per la riforma della giustizia in Afghanistan, emergono i temi scomodi alla base delle incomprensioni, politiche e culturali - all'interno dell'Alleanza e con le Istituzioni internazionali e locali - nonché dell'insufficienza di risposte, concrete ed adeguate, alla risoluzione della complessa questione afghana. Un variegato - talora ironico, amaro e divertente - excursus sul tessuto socio-culturale afghano nonché sul contributo degli sponsors occidentali, che rivela gli aspetti meno noti e più controversi della cooperazione nel Paese. Un ambiente, quello afghano, forte e diretto ma anche violento e ambiguo, così come affiora da una visione consapevole delle circostanze. Non c'è, né potrebbe esserci, un pronostico sugli sviluppi finali perché le vicende afghane sono legate alla complessità degli interessi in presenza, sia a livello locale che sul piano internazionale. Rimane la descrizione fedele di un panorama geopolitico che, nella storia recente, segnò - per primo - il ciclo dei grandi cambiamenti politico-militari della nostra epoca.
18,00

Il piano Juncker per l'Europa in crisi. Verso industria 4.0 e crescita verde?

editore: Eurilink

pagine: 365

Le controversie tra i paesi europei in materia di immigrazione, di sicurezza e di gestione delle questioni esterne, assieme ai crescenti fenomeni di disaffezione verso Bruxelles, rischiano di mettere in discussione l'intera costruzione europea. Pur in questo contesto difficile, è però vero che una economia più solida di quella attuale, capace di ritrovare quelle condizioni di benessere ed equità, che sono state a suo tempo le condizioni di successo della EU, è una circostanza essenziale per la costruzione della nuova architettura europea, che appare oggi sempre più necessaria. L'economia europea da molto tempo soffre di una quasi stagnazione da cui non riesce ad uscire. L'Europa, nel 2015, ha reagito a questa situazione decidendo di avviare il cosiddetto Piano Juncker, che prevede investimenti per un totale di 315 miliardi e nasce dall'idea di fronteggiare la forte caduta degli investimenti che si è verificata negli anni della crisi. È difficile stimare se gli effetti del Piano sull'economia EU saranno quelli previsti, nei tempi stabiliti. Soprattutto alla luce degli avvenimenti successivi, è la stessa dimensione del Piano ad apparire insufficiente.
18,00

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