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Gaffi Editore in Roma

Bosseide. La fascinazione del male

di Nando Vitali

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 238

Boss è un vecchio e spietato patriarca della camorra. Vive in un castello-fortezza insieme alla sorella Carmela, sgraziata e profeta di sventure, e don Antonio il cantante, vecchio amico d'infanzia. Per vendicarsi dell'assassinio di suo figlio Michele, fa rapire quello del capo-clan rivale. Tuttavia, i dialoghi notturni con il bambino incidono la ferita di Boss e scoprono una insospettabile fragilità, tanto più pericolosa in quanto disorienta gli scagnozzi che dovrebbero proteggerlo e spinge Carmela a tramare segretamente. "Bosseide" entra nelle viscere della malvagità costringendo il lettore a domandarsi se la vita di un uomo sanguinario possa essere riscattata. Siamo davvero capaci di accettare il perdono e a nostra volta perdonare?
14,90

I ragazzi di Odenberg

di Pietro Acler

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 130

A Odenberg, piccolo paese del Sud Tiralo, i coniugi Rungaldier prendono in affidamento Lorenzo, un ragazzo italiano di undici anni, che ha perso la parola dopo la morte dei genitori in un attentato terroristico alla stazione di Bolzano organizzato da un movimento separatista. In realtà una oscura circostanza si annida nelle pieghe della storia: obiettivo degli attentatori era compiere un gesto dimostrativo, con un piccolo ordigno innocuo, ma il risultato sarà assai diverso. L'arresto del colpevole della strage scioglierà il nodo gordiano dell'intera vicenda. Attraverso gli occhi di un ragazzo si rivela un quadro nitido dei difficili equilibri fra le diverse culture, italiana e tedesca; emergono anche le potenzialità di dialogo e di comprensione reciproca quando si respinge il pregiudizio nazionalistico.
10,00

Finché dura la colpa

di Crocifisso Dentello

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 243

Domenico è un solitario. Non studia, non lavora, possiede una sola passione: i libri. La lettura è per lui l'unico motivo per sopravvivere. Ogni pensiero è rivolto, come fine ultimo, a chiudersi in camera a divorare un libro dopo l'altro. Questo atteggiamento fra il rinunciatario e l'indolente indispettisce il padre, operaio siciliano emigrato in Brianza, che reagisce rozzo e violento mentre la madre, benché succube del marito, è troppo protettiva per attaccarlo. Poi arriva Anna, una ragazza che incontra per caso in stazione, che come lui ama Pasolini alla follia - tra loro nasce un sentimento anomalo, sempre sul filo dell'imbarazzo, del diniego, in fondo il riflesso della vita di Domenico. Ma questa immutabilità subisce una frattura quando il padre gli trova un lavoro da operaio. Domenico non riesce a opporsi alla sua volontà, tuttavia quando si presenta al cancello della fabbrica, non trova il coraggio e non lo varca. Se la svigna e si rifugia in un bar dove trova ad aspettarlo Agosto, un personaggio sinistro che gli offre una via d'uscita, che Domenico accetta di percorrere senza pensarci troppo: ma quale sarà il suo prezzo?
16,90

La divina interferenza. La critica dei poeti nel Novecento

di Chiara Fenoglio

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 343

"La divina interferenza" è un'area di intersezione e sovrapposizione tra i campi del poetico e del saggistico, è il campo di tensione dove il poeta, rifiutando il pregiudizio della sua autoreferenzialità e ancillarità rispetto all'azione e alla teoresi, si appropria delle armi della critica e le sfrutta per segnare un percorso impuro, aperto e non metodico. I poeti del secolo scorso erano tanto certi di questa verità da non sentire neppure la necessità di argomentarla: Ungaretti, Montale, Pasolini, Zanzotto, Fortini, Giudici e Sereni sapevano perfettamente che i loro scritti critici fornivano le coordinate per la lettura dei versi e che le loro poesie erano già di fatto degli atti critici. Sapevano cioè che la poesia viaggia con un bagaglio pesante, che è animata da una tensione a pensare se stessa, cioè a porsi in relazione contemporaneamente con il passato (la tradizione) e il presente (la propria ricaduta morale e umana). Sapevano, altresì, che la critica è una sorta di arrière-pays della poesia, il suo orizzonte interiore, in assenza del quale diventa sterile discutere del ruolo dell'intellettuale nella società. Oggi la situazione pare nettamente mutata, e forse la marginalizzazione e deresponsabilizzazione del poetico ha a che fare proprio con un divorzio, con la deriva della poesia rispetto all'impulso critico e autocritico.
20,00

Jackie

di Adriano Angelini Sut

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 414

Jacqueline Kennedy Onassis, una delle donne più importanti del XX secolo, si racconta in un libro autobiografico
20,00

Nonostante

di Ludovica Candiani

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 158

"'Nonostante' è un romanzo sorprendente, un libro che fa della dualità l'impalcatura a cui il lettore viene invitato ad avvinghiarsi per osservare la vita della protagonista, e a farlo contemporaneamente dal basso e dall'alto, da vicino e da lontano. Dall'alto di una memoria dolorosa ma mai eccessiva, e dal basso continuo di un presente contrappuntistico su cui si innestano le fughe e i canoni inversi dei ricordi, delle rivisitazioni, delle memorie. Ricordi a cui, però, manca il salvifico filtro ottundente dell'omologazione: quelli di cui scrive Ludovica Candiani sono ricordi senza tempo, che nulla hanno perso della vividezza e della drammaticità del momento in cui sono nati, quasi che l'autrice, per nostra fortuna, sia incapace di adoperare i meccanismi di attenuazione che, normalmente, permettono a noi tutti di digerirli e assimilarli, riducendone e stemperandone il trauma. Ricordi spesso violenti, a volte drammatici, ma al tempo stesso delicati, accarezzati e lucidati da una prosa che, proprio come il romanzo, non è mai automdulgente, ma precisa e tagliente come un bisturi sterile e scintillante. E i bisturi feriscono sì, ma per guarire." (Stefano Massaron)
16,00

Letteratura come coscienza

di G. Piero Maragoni

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 93

"Mi sembra che accomuni i vari scritti raccolti in questo piccolo volume il loro andare un poco contropelo rispetto a molti ukase oggi imperanti. Ognuno sa, infatti, che, allorquando una parola d'ordine da tutti accettata senza vaglio veruno diventa infine un totem minaccioso, esporre qualche dubbio motivato è un dovere più ancora che un bisogno [...]. Non nascondo a chi legge il timore [... ] che questo libro [... ] altro non risulti se non un cocciuto florilegio delle mie fissazioni e ossessioni o addirittura delle mie allergie e idiosincrasie. Tanto meglio! Potrebbe allora essere attraversato alla stregua di quelle musiche [...] entro cui la mente si muove non già per seguirne il dipanarsi lineare sì per cogliervi rimandi riscontri riverberi, geometrie simmettie isometrie."
10,50

Spregamore

di Paolo Del Colle

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 153

"Ho iniziato a leggere 'Spregamore' e non sono riuscito a staccarmene fino alla fine. Mi sono chiesto in cosa consistesse la sua forza ipnotica, allo stesso tempo arsura e acqua. La risposta si trova nella tensione, nel desiderio di verità e nello scandalo, nel senso più alto, che l'autore ha saputo mettere in ogni pagina, quasi in ogni frase. La sua scrittura è voce, e in questa voce fioriscono la sensibilità, l'intelligenza, lo smarrimento del protagonista, il quale attraversa ogni suo giorno come se fosse l'ultimo e allo stesso tempo il primo, assorbendo senza schermi il destino e l'esistenza del prossimo - una madre morente, prostitute che sembrano custodi di una verità vicinissima e inafferrabile, il suo cane, la cui morte viene raccontata in pagine che non si possono dimenticare. E un testo altissimo, necessario. La parola 'romanzo' sarebbe inadeguata, e anche banale, per quanto rimanda a un gioco della letteratura, a un codice, che questo scritto, nella sua radicalità e nella sua purezza, rifiuta, con uno scarto e una sfida in cui da sempre si racchiude il paradosso della grande letteratura." (Giuseppe Munforte)
14,00

La strategia del tango

di Paolo Restuccia

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 304

"Questo esordio narrativo di Paolo Restuccia, "La strategia del tango", è un giallo atipico di ambientazione militare nel qual
15,90

Christiane deve morire

di Veronica Tomassini

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 169

"Christiane deve morire" è la storia di una donna di trent'anni che vive a Siracusa. Dopo una vita coniugale fatta di piccole cose e reciproche attenzioni, il marito la lascia per un'altra. Senza più certezze sul futuro, si aggrappa al proprio lavoro di cronista per un quotidiano locale. Incalzata dal direttore, mediocre personaggio alla ricerca morbosa dello scoop a ogni costo, frequenta un campo rom. Conosce così Vera, Zofia, Skender, Ruska... donne e uomini sconfitti da un mondo che ne ha svilito la dignità. Le loro vite ai margini, la costringono a fare i conti con il proprio passato: anni consumati in periferia assieme a ragazzi segnati da una difficile condizione sociale. Sono ricordi di amore e di morte, dove la droga non è tanto trasgressione o vizio, ma il rifugio che anestetizza la disperazione, il futuro che non c'è, il non senso dell'esistenza.
13,50

L'invenzione del vero. Romanzi ibridi e discorso etico nell'Italia contemporanea

di Raffaello Palumbo Mosca

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 308

L'invenzione del vero irrompe nel dibattito letterario che da qualche anno riempie le pagine culturali dei maggiori quotidiani del nostro Paese. È vero che il romanzo "è morto"? Chi si preoccupa di celebrare la fine del genere, non ha forse perso di vista l'identità dell'oggetto in questione? Il romanzo che muore - se muore - è qualcosa di cui oggi abbiamo ancora bisogno? Da "L'abusivo" di Antonio Franchini a "Le benevole" di Jonathan Littell, passando per i romanzi verità di Saviano e le meditazioni morali di Eraldo Affinati, "L'invenzione del vero" è un viaggio nella narrativa contemporanea italiana, francese e americana. Con un'attenta analisi testuale e una rigorosa ricerca delle fonti, Raffaello Palumbo Mosca trova e svela le ragioni che fanno del romanzo uno strumento ancora attuale di conoscenza della realtà e dell'uomo.
15,90

Il sentimento del male

di Marcello Benfante

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 183

"Il sentimento del male" è l'intricata storia di Michelangelo Arrighi, un musicologo che sta perdendo l'udito. Mentre scrive un saggio su Beethoven, si imbatte nel critico d'arte Igor Levi Doria, il quale afferma di poter sentire la voce di Dio. A questo punto il racconto assume i connotati del giallo. Levi Doria confida a Arrighi di essere perseguitato da Stanislao Stern, spia doppiogiochista e studioso di paranormale. Questi infatti, vuole impossessarsi del diario di Igor per carpirne il segreto. Come riesce a percepire il suono del male? Come può prevederne le manifestazioni più devastanti?
15,50

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