Gangemi
Memoria Fidei
editore: Gangemi
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Mario De' Stefani (1901-1969). Architettura tra Venezia e l'Adige
di Enrico Pietrogrande
editore: Gangemi
pagine: 158
L'attività di Mario de' Stefani si svolge nel Veneto meridionale, tra Venezia, Padova, Rovigo e Verona, concentrandosi in particolare sui luoghi dell'Adige, a Legnago e Badia Polesine. Costituisce un aspetto caratteristico del suo lavoro di architetto la collaborazione con alcuni dei principali ingegneri dell'area, quali Aldo Chieregato, Ettore Munaron, Cesare Cavallini, Giuseppe Bettio. Ma il vero tema oggetto di studio non è tanto la figura del progettista, con i suoi disegni e i colleghi, ma la città, qualunque essa sia, nei differenti edifici che concorrono alla sua forma. E quanto è rimasto del forte valore di identità delle grandiose opere pubbliche innalzate a rappresentare io Stato fin nei paesi più sperduti della pianura veneta.
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Rivista storica del Lazio. Vol. 18
editore: Gangemi
pagine: 231
In questo numero: Giuseppe Giontella
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Toti Scialoja critico d'arte. Scritti in «Mercurio», 1944-1948
editore: Gangemi
pagine: 222
Il volume ripropone i ventisei articoli scritti da Toti Scialoja tra il 1944 e il 1948 per la rivista "Mercurio
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Vincenzo Tizzani. Effemeridi Romane. Vol. 1: 1828-1860.
1828-1860
di Croce Giuseppe M.
editore: Gangemi
pagine: 1344
La fama di monsignor Vincenzo Tizzani (1809-1892) è da sempre legata alla lunga ed affettuosa amicizia con Giuseppe Gioachino
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L'architettura dei Carmelitani Scalzi in età barocca. La «Provincia Romana». Lazio, Umbria e Marche (1597-1705)
di Sturm Saverio
editore: Gangemi
pagine: 416
La vicenda evolutiva delle fondazioni secentesche dei Carmelitani Scalzi entro i confini dello Stato Pontificio ne inquadra il
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La liberazione dei campi nazisti. Catalogo della mostra (Roma, 28 gennaio-15 marzo 2015)
editore: Gangemi
pagine: 207
È tradizione che il Complesso del Vittoriano, in occasione della Giornata della Memoria dedicata al ricordo della Shoah, partecipi alle celebrazioni attraverso la realizzazione di una mostra. Proseguendo un percorso intrapreso da diversi anni con esposizioni come "1938. Leggi Razziali", "Auschwitz-Birkenau, I ghetti nazisti", "16 ottobre. La razzia degli ebrei di Roma", che hanno suscitato interesse ed emozioni nei visitatori, la Gipsoteca del Vittoriano inaugura il 27 gennaio una grande esposizione che racconta la liberazione dei campi nazisti a settant'anni dalla loro chiusura. La narrazione abbraccia un arco temporale di un anno - dal luglio 1944 al maggio 1945 - e racconta le specificità, gli antefatti e i risvolti delle liberazioni dei luoghi di concentramento e sterminio istituiti dai nazisti in tutta l'Europa occupata. Ha come focus lo sguardo sui campi che abbiano visto la presenza di deportati ebrei italiani, senza trascurare le vicende relative alla deportazione "politica" ad opera del sistema di oppressione nazifascista. Elemento centrale del percorso narrativo è il dramma dei sopravvissuti alla Shoah, uomini e donne stremati da anni di persecuzioni, ultimi testimoni di pagine buie della nostra Storia che dobbiamo continuare a sfogliare e a raccontare non solo per contribuire alla conoscenza dei fatti ma per fornire uno stimolo alla riflessione di quanto è potuto accadere.
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Garibaldi in Sicilia. Dall'assalto al Ponte dell'Ammiraglio in Palermo all'imbarco per la Calabria dalla rada di Giardini Naxos
di Luigi G. Frudà
editore: Gangemi
pagine: 431
Questo lavoro di ricerca, che ricostruisce, secondo un approccio tipico delle cronache storiche, gli eventi garibaldini della fortunata spedizione di Sicilia dal 27 maggio al 18 agosto 1860 lungo i principali territori siciliani coinvolti, nutre l'unica ambizione di contribuire a far emergere e far recuperare il massimo di contenuti identitari e di elementi storico-sociali soprattutto in relazione ai luoghi fisici, e agli eventi ad essi luoghi correlati, che da troppo tempo ormai nulla più dicono o semplicemente suggeriscono alla gran parte di noi contemporanei che quotidianamente li attraversiamo e insieme ad essi viviamo in assenza di qualsiasi consapevolezza.
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L'officina dello sguardo
editore: Gangemi
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Spazio, forma e struttura nelle architetture di Guarino Guarini
di Graziella Fittipaldi
editore: Gangemi
pagine: 264
Guarino Guarini, attraverso la sua opera dal carattere innovativo ed originale, ha svolto il ruolo di tramite tra le culture architettoniche francese e italiana. Raffinato conoscitore dei trattati di stereotomia francesi, è il primo ad introdurre in Italia le tematiche connesse al taglio della pietra. Il suo approccio alla materia, innovativo anche rispetto ai modelli elaborati al di là delle Alpi, impiega la stereotomia quale strumento di prefigurazione della conformazione spaziale degli elementi architettonici e risoluzione progettuale dei punti di contatto-conflitto che vengono a generarsi tra le parti costituenti l'organismo architettonico, anche non stereotomico nel suo complesso. Fondamentale il ruolo della geometria descrittiva: strettamente connessa alla stereotomia, ha consentito al Guarini il passaggio dalle forme elementari di sei solidi base, matrici formali dei suoi sistemi voltati, alle conformazioni complesse di questi ultimi. Lo studio si è posto come obbiettivo la verifica di questo passaggio dal semplice al complesso attraverso la scomposizione dei sistemi voltati e l'individuazione delle loro componenti geometriche elementari. Ancora, si sono rintracciati i principi compositivi sottesi alla genesi dello spazio guariniano. Sono stati individuati tracciati ed operazioni ricorrenti, adottati sia per risolvere le intersezioni tra le parti, sia per ottenere l'organismo nella sua globalità, attraverso la sommatoria lineare o centrica dei medesimi spazi elementari.
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