Il Mulino
Un'impresa di cooperatori, artigiani, camionisti. La Cta e il trasporto merci in Italia
editore: Il Mulino
pagine: 439
Nonostante in Italia il lavoro dei camionisti garantisca la circolazione di gran parte delle merci, ben poco si conosce sulla loro storia e sulle imprese che hanno creato. Per far conoscere le vicende del settore, tre studiose di storia economica, politica e di economia aziendale ricostruiscono qui le tappe significative dell'evoluzione del trasporto merci in Italia. Il volume è in gran parte dedicato alla storia della Cooperativa trasporti alimentari, nata nel 1972. I risultati ottenuti da questa cooperativa nei suoi primi 35 anni di vita sono valutati attraverso tre percorsi di lettura: le strategie aziendali di crescita e consolidamento, analizzate nel contesto politico-sindacale dell'epoca e rispetto al mercato di riferimento; un'analisi di bilancio di lungo periodo sviluppata ricorrendo a indicatori patrimoniali, di redditività e di "fedeltà al modello cooperativo"; la vicenda imprenditoriale e culturale dei camionisti, soci della Cta, attraverso la quale mettere in luce il processo di formazione dell'identità cooperativa nonché i meccanismi di governance che consentono di conciliare interessi individuali e bene comune. Ciò che emerge è la capacità di rimanere sul mercato senza rinunciare alla centralità del socio e al principio egualitario che da sempre costituiscono il riferimento ideale di questa originale esperienza.
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Il divorzio imperfetto. I giuristi medievali e la separazione dei coniugi
di Giuliano Marchetto
editore: Il Mulino
pagine: 500
In età medievale l'affermazione del modello cristiano di matrimonio, che instaura un legame sacro e indissolubile tra gli sposi, e l'attribuzione ai tribunali ecclesiastici della competenza giurisdizionale sul coniugio conducono alla scomparsa dell'istituto del divorzio. Non viene meno però l'esigenza di prevedere un rimedio per le situazioni che, come l'adulterio, l'apostasia, la malattia contagiosa o le ripetute violenze di un coniuge sull'altro, impediscono la prosecuzione di una normale vita coniugale. La dottrina giuridica si trova così impegnata, tra il XII e il XV secolo, nell'elaborazione di un nuovo istituto, la separazione personale, che consente l'interruzione della convivenza e provoca la sospensione dei principali obblighi del matrimonio senza sciogliere il vincolo nuziale. L'esame delle più significative opere dei giuristi medievali consente di ripercorrere le tappe di una riflessione che ha portato alla costruzione di questa sorta di "divorzio imperfetto" e di comprendere come si sia giunti a quelle soluzioni, cui i padri riuniti nel Concilio di Trento affideranno la risposta cattolica alle tesi riformate contro la sacramentalità e l'indissolubilità del matrimonio.
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Storici italiani del Novecento
di Giuseppe Galasso
editore: Il Mulino
pagine: 432
Giuseppe Galasso è tra i non molti storici italiani che ha sempre affiancato alla ricerca storica un'intensa opera di riflessione intorno alta storia, alla sua identità e ai suoi metodi, e intorno alla produzione storiografica. Questo libro raccoglie i maggiori saggi dedicati alla storiografia italiana del Novecento: una storiografia di cui Galasso rivendica l'assoluto valore a dispetto della scarsa risonanza che spesso essa ha avuto sul piano internazionale e qualche volta nel nostro stesso paese.
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La valutazione degli aiuti alle imprese
editore: Il Mulino
pagine: 253
La tradizione italiana di aiuti alle imprese è particolarmente ricca. La discussione sul loro ruolo appassiona da decenni non solo gli economsti e gli altri studiosi, ma anche la classe politica e l'intera opinione pubblica. L'interesse è senz'altro accentuato dal ritardo di sviluppo dell'Italia meridionale, che permane nonostante decenni di politiche pubbliche. Di recente, ad esempio, si è acceso un dibattito sugli effetti degli interventi per il riequilibrio territoriale che sono stati introdotti a partire dalla metà degli anni '90 con la così detta "nuova programmazione". L'attenzione per gli aiuti alle imprese non è tuttavia confinata al solo Mezzogiorno. Essa è cresciuta negli ultimi anni anche nelle regioni più sviluppate del paese, a seguito dell'insoddisfacente crescita economica e al declino della competitività dovuta all'aumento della competizione internazionale. Un gruppo di studiosi qalificati propone in qeusto libro una valutazione approfondita dei più importanti programmi di intervento italiani e illustra le metodologie per realizzarla.
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Paternità e lavoro
editore: Il Mulino
pagine: 289
Quello della paternità è un tema di grande attualità: nella prospettiva della storia del diritto viene ricostruito il processo
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Sociologia della salute
editore: Il Mulino
pagine: 197
La società attuale è interessata da un processo di medicalizzazione che coinvolge una pluralità sempre più ampia di soggetti e di competenze. All'incrocio tra preoccupazioni individuali e dibattito pubblico, la questione della salute è oggetto di un crescente interesse. Questo volume ne offre una lettura sociologica che va oltre il punto di vista strettamente biologico, tecnico o gestionale, fornendo tutti gli strumenti necessari per affrontare in modo appropriato un fenomeno così complesso.
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Il sionismo
di Ilan Greilsammer
editore: Il Mulino
pagine: 128
Se il tema del ritorno degli ebrei alla Terra promessa risale alle Scritture, è alla fine del XIX secolo che, con Theodor Herz
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Un federalista giacobino. Ernesto Rossi pioniere degli Stati Uniti d'Europa
di Antonella Braga
editore: Il Mulino
pagine: 676
"In poche parole, pur conservando le mie opinioni liberali, sono divenuto molto più socialista e anche molto più giacobino"
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Macroeconomia, econometria e politica economica
di Lawrence R. Klein
editore: Il Mulino
pagine: 538
Una raccolta dei testi di Lawrence Klein, premio Nobel per l'economia, a partire dai primi articoli sulla relazione tra micro e macroeconomia, con il contributo sui fondamenti teorici ed empirici dell'economia keynesiana - di cui Klein iniziò a occuparsi giovanissimo con la tesi di dottorato su "La rivoluzione keynesiana" - e con un ampio spettro di applicazioni econometriche relative a settori specifici e a modelli complessivi del sistema economico. Al loro utilizzo a fini di previsione e di politica economica e nell'interpretazione della natura delle fluttuazioni e delle tendenze di fondo dell'economia sono altresì dedicati una serie di saggi pionieristici che completano la raccolta.
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Con onesto amore di degradazione. Romanzi sperimentali e d'avanguardia nel secondo Novecento italiano
di Luigi Weber
editore: Il Mulino
pagine: 245
Questo volume indaga una vicenda eversiva - quella del romanzo sperimentale e d'avanguardia - che ha percorso il ventesimo secolo, per poi esaurirsi, fino all'estinzione. Il Novecento è stato, come già aveva compreso Bachtin, il tempo della definitiva "romanzizzazione" della letteratura, e malgrado le avanguardie abbiano spesso avversato, denigrato, sabotato il genere romanzo, la narrativa si è proficuamente avvalsa delle istanze sperimentali degli anni Cinquanta e Sessanta. Oggi, il canone e il mercato sembrano essersi spartiti equamente la tradizione e il presente della prosa romanzesca. Resta però un interstizio tra questi due mondi: quello dei refusés che il tempo non risarcisce, rifiutati dall'accademia, rifiutati dal pubblico. Avanguardia e sperimentalismo che se, in questo secolo di conflitti, sono stati intesi come sinonimi, o almeno come fenomeni complementari, nella storia particolare del romanzo furono forse addirittura opposti. Una dialettica che si riconosce nella contiguità stretta, divenuta poi contrapposizione, tra James Joyce e Samuel Beckett: l'onnipotenza della parola contro una poetica dell'impotenza. E anche in seno alla letteratura italiana vi furono una "funzione Joyce" e una "funzione Beckett". In sede romanzesca, il nichilismo dell'avanguardia, che si incarnò essenzialmente nel Gruppo 63, si è espresso in una tensione alla non-significazione, allo smontaggio programmatico di ogni coerenza narrativa, alla vanificazione delle attese.
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La nazionalizzazione a due ruote. Genesi e decollo di uno scooter italiano
di Andrea Rapini
editore: Il Mulino
pagine: 320
La Vespa è al tempo stesso un'idea originale, un'innovazione di prodotto e un bene di consumo di massa, forse addirittura il primo, in un Paese che alla fine della seconda guerra mondiale guarda desiderante all'America, ma ha ancora un piede nel fascismo. Andrea Rapini spiega la genesi e il successo della Vespa concentrando la sua analisi sulla Piaggio, di cui sono ricostruite le vicende dai primi anni Venti sino alla fine degli anni Cinquanta, ovvero dalla produzione di aerei per Mussolini a quella di merci per il mercato. È dunque una storia d'impresa, nella quale però i protagonisti non sono soltanto i managers e le loro strategie, ma tutti insieme gli operai, le rappresentanze sindacali, l'amministratore delegato, la proprietà e i dirigenti operativi. Ne viene un libro a più livelli che delinea tutte le problematiche relative alla tecnologia, alla costruzione dell'immagine, al lavoro e alle relazioni industriali. Un libro che restituisce alla storia il mito della Vespa e contemporaneamente racconta una delle forme della nazionalizzazione degli italiani.
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