Limina
Volevo solo dormirle addosso
di Lolli Massimo
editore: Limina
pagine: 171
Va tutto bene nella vita di Marco Pressi, manager di successo amato dai collaboratori
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Polvere di stelle. Storie di delusioni mondiali
di Nicola Calzaretta
editore: Limina
pagine: 157
Storie di delusioni mondiali. Storie di flop eccellenti come quello di Maradona nel 1982 o di Gianluca Vialli nel 1990. Storie di fallimenti più o meno clamorosi come quello di Billy Wright, pilastro dell'Inghilterra nel 1950 o di Giampiero Boniperti, colonna dell'Italia per l'edizione mondiale del 1954. Storie di rabbie mal celate come quella di Giorgio Chinaglia in Germania '74 o di amarezze mal digerite come quella di Henry, coinvolto nel tramonto della "Francia-vincitutto" di fine millennio. Storie mondiali. Anzi, storie di un altro mondiale.
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Il gemello di Britannia. Il Genio di Roma in terra celtica
di Maurizio Ciferri
editore: Limina
pagine: 337
Ambientato tra l'epoca del principato di Caligola e quello di Claudio, il romanzo segue le vicende di due famiglie romane di classe senatoria, coinvolte nella riconquista della Britannia pianificata da Claudio. I due capifamiglia, Virgilio e Severo, amici dall'adolescenza, hanno, in qualità di generali, il comando di due legioni strette dalle azioni di guerriglia delle bande celtiche decise a scrollarsi di dosso il giogo romano iniziato con la conquista di Giulio Cesare. Le due civiltà che si contrappongono e si scontrano hanno in realtà il bisogno reciproco di esistere e la necessità di trovare una coesistenza.
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Pechino, la città proibita
Storia di un'Olimpiade
di Baldini Andrea
editore: Limina
pagine: 77
Andrea Baldini scopre, fin da subito, il suo talento nel fioretto
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La partita di Cesare. Prandelli, il calcio a misura d'uomo
editore: Limina
pagine: 176
Cesare Prandelli è in campo. Il calcio è il mestiere, la vita che ha scelto di fare. Che ama. In amore si da. Con il cuore bisogna costruirsi e proteggere un posto migliore. Chi ama questo sport dovrebbe farlo. E l'istinto più naturale, quello di conservazione, di sopravvivenza. Questo libro si è messo accanto a Prandelli, alla sua eccezionale normalità. Alla sua terra, alla sua gente. Questo è un libro d'amore per la Fiorentina, perché siamo vestiti del nostro tifo e dei nostri sentimenti. "Si è tifosi della propria squadra perché si è tifosi della propria vita". Questo è Giovanni Raboni, poeta emiliano. Ancora calcio, e ancora vita.
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Da Kinshasa a Las Vegas via Wimbledon
Forse ho visto troppo sport
di Tommasi Rino
editore: Limina
Si può a ragione sostenere, infatti, che Rino Tommasi rappresenti uno di quei felici e sempre più rari casi in cui lavoro, div
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Un manicomio tra i pali. Portieri con la camicia di forza
di Luigi Guelpa
editore: Limina
pagine: 126
Hugo si abbronzava appoggiato alla porta. Jean Marie la lasciava incustodita per ripararsi sotto l'ombrello. Bert la difese con l'osso del collo fratturato. Come le mani di Ducky, sbriciolate dalla polizia perché lui era bravo, e Ceausescu geloso. Numeri 1. Anche se Jan il tabaccaio giocava con l'8 e Jorge l'addestratore di cavalli col 9. Istinto da sentinella, ma vocazione da centravanti. René nel dubbio fece piangere la gente dei barrios di Bogotà. Valdir il maldestro invece fece ridere l'Italia. Incredula che Pablito il moscerino avesse abbattuto l'astronave dei marziani. Portiere. Camicia di forza e generosa dose di incoscienza. Ri, zanzara coreana, sembrava un saltimbanco tra le bombe. Bruce, mercenario rhodesiano, mandò all'inferno l'esercito dell'Impero romano. Mentre i generali argentini ci spedirono l'apolide Ramon. Portiere: arquero, goleiro, torhuter, guarda redes, gardien de but, goalkeeper. Una babele, ma un uomo solo. Dispari. Protagonista fino alle estreme conseguenze.
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La squadra spezzata. L'Aranycsapat di Puskás e la rivoluzione ungherese del 1956
di Luigi Bolognini
editore: Limina
pagine: 149
La sottile linea rossa che lega l'Aranycsapat (squadra d'oro), la Nazionale ungherese di Puskás e Hidegkuti, con la rivoluzione del 1956, repressa dall'Unione Sovietica con i carri armati. Quella squadra, come la Honvéd, il club di Budapest in cui militano Puskàs e Bozsik, è l'ambasciatrice del Paese nel mondo, macina gol e spettacolo e viene acclamata ovunque. E regala bellezza e gioia agli ungheresi, oppressi da un regime grigio e sanguinano, gli dà la speranza di un futuro diverso. Il giovanissimo Gábor, fanatico di Puskás, vive i trionfi alle Olimpiadi e contro l'Inghilterra come il segno che il comunismo, di cui è un convinto seguace, sia destinato a vincere. Ma la sconfitta nella finale della Coppa Rimet del 1954 (l'unica partita persa dall'Aranycsapat su 50 tra il 1950 e il 1956) manda in frantumi i suoi sogni e quelli di un intero Paese: sparite le speranze, resta solo una realtà fatta di miseria. La delusione serve a farlo riflettere e mettere in dubbio tutto quello in cui credeva. E quando, il 23 ottobre 1956, scoppia la sommossa contro la dittatura comunista, il sedicenne Gábor perde ogni punto di riferimento: approva la rivolta, ma si sente sempre socialista. E lotta per creare un socialismo nuovo, democratico e liberale. Fino a quando i carri armati sovietici invadono Budapest e soffocano nel sangue la rivoluzione.
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Davanti Superga
Il Toro come delirio
di Ferrarotti Maurizio
editore: Limina
Attingendo dai mezzi di comunicazione così come dalla piazza in fermento, l'autore racconta tutte le tappe del calvario torini
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