L'ornitorinco
Abitare le tenebre
di Fred Sedel
editore: L'ornitorinco
pagine: 240
Fred Sedel, nasce a Lviv (Lwów in polacco), città della Galizia asburgica oggi ucraina, il 22 febbraio 1909
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Nietzsche disintossicato. Temi e mitemi sulla verità negli scritti giovanili
di Richard Davies
editore: L'ornitorinco
pagine: 204
Il breve scritto di Nietzsche "Su verità e menzogna in senso morale" risale al 1873 ed è destinato a diventare uno dei suoi te
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Fare anima. Storie e personaggi tv che cambiano la vita
editore: L'ornitorinco
pagine: 270
Che cosa lega il giovane Carlo Verdone, colto da colite fulminante al cospetto del suo mito Sergio Leone, a Pupi Avati, messo
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Il vestitino. Le buone regole dell'intervista televisiva secondo noi
editore: L'ornitorinco
pagine: 160
Enzo Biagi amava raccontare che un suo famoso collega, veterano del piccolo schermo, era riuscito a trasformare l'intervista televisiva in un "vestitino su misura" con cui rassicurare ospiti illustri da far sedere nel suo studio dalle porte bianche. Oggi che quella "sdraiata" è diventata un vero e proprio genere frequentato da giornalisti, ma anche da presentatori, non sempre all'altezza delle aspettative, assistiamo ad una tv infaticabile collettrice di interviste, si potrebbe dire purchessia. Viene allora da chiedersi che cosa ancora tenga in vita in molti giornalisti del piccolo schermo la voglia di fare interviste "vecchia maniera". Quelle che una volta si amava definire "a schiena dritta". Quelle preparate meticolosamente, in modo da potersi permettere l'improvvisazione. Quelle che "portano a casa" sempre e comunque una buona storia da lasciare ai telespettatori. Giorgio Simonelli, Federica Annecchino e Emanuele Corazzi hanno interpellato dieci protagonisti della tv di oggi ed evocato il ricordo di due maestri indimenticabili: Enzo Biagi ed Edmondo Berselli. Non hanno ottenuto solo una rassegna di tecniche e di regole su come fare l'intervista "perfetta", ma una divertente raccolta di aneddoti che può essere letta come un brillante compendio di storia della televisione. Prefazione di Barbara Serra.
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I mastini della Terra. La destra israeliana dalle origini all'egemonia
di Paolo Di Motoli
editore: L'ornitorinco
pagine: 367
Quando Menachem Begin vinse le elezioni del 17 maggio 1977 la storia di Israele giunse ad una svolta epocale
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Tecnica della propaganda politica
di Serghej Ciacotin
editore: L'ornitorinco
pagine: 396
Serghej Ciacotin è tra i protagonisti della fase pionieristica di quello che oggi si chiama Marketing Politico. Scienziato, collaboratore di Pavlov e amico di Einstein, fu anche, per tutta la sua lunga vita, un militante politico. Menscevico, contribuì alla creazione del dipartimento propaganda dei bianchi di Denik. Fuggito dalla Russia leninista, fu l'instancabile animatore delle campagne anti-hitleriane degli anni '30 per conto della SPD e dei suoi alleati. Rifugiatosi in Francia dopo la vittoria del nazismo, scrisse "Le viol des foules par la propagande politìque", di cui questo volume è un'ampia antologia, che è al contempo una case history e una teorizzazione di come fare propaganda politica. I suoi studi sull'uso dei simboli e sulla manipolazione dell'opinione pubblica sono ancor oggi citati in ogni manuale di comunicazione politica. Prefazione di Walter Marossi.
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La seduzione del pavone. Quando Stati Uniti e Iran erano amici
di Valentina Vantaggio
editore: L'ornitorinco
pagine: 268
Le vicende della Seconda Guerra mondiale e l'inizio della Guerra fredda costituiscono lo sfondo sul quale si muovono i protagonisti dello studio di Valentina Vantaggio, Iran e Stati Uniti, in un percorso di avvicinamento che vede il "lento ma inesorabile coinvolgimento americano nel paese mediorientale". La Vantaggio prende in esame le relazioni bilaterali tra i due paesi dal 1941, anno in cui gli americani entrano in guerra e lo scià Muhammad Reza Pahlavi sale al trono del pavone per volere degli alleati, al 1949, data della prima visita di Stato del sovrano negli Stati Uniti. Se per Teheran gli Stati Uniti, che molti popoli del Terzo Mondo vedono come il principale alleato nella lotta contro il colonialismo, rappresentano una terza forza in grado di controbilanciare la presenza anglo-sovietica nel paese, per Washington l'Iran rappresenta invece un paese strategicamente importante nella nuova realtà internazionale. Si dovrà attendere però il 1953 per un coinvolgimento americano in Iran più risoluto. Prefazione di Farian Sabahi.
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La casa modernissima. Enrico Agostino Griffini tra sperimentazione e divulgazione
editore: L'ornitorinco
pagine: 212
Enrico Agostino Griffini (1887-1952), ingegnere e architetto, iniziò la carriera di progettista alla vigilia del primo conflitto mondiale e dalla metà degli anni Venti sperimentò tecnologie costruttive e metodologie di progetto innovative e collaborò con esponenti dell'avanguardia architettonica italiana. Instancabile polemista e teorico, fu tra i primi a comprendere la portata epocale della cultura tecnica nordeuropea e divenne nel corso degli anni Trenta tenace sostenitore dell'architettura "modernissima" nonché il principale divulgatore italiano dei modelli abitativi del Weissenhof di Stoccarda e delle teorie sull'Existenzminimum di Alexander Klein. Nel 1932 pubblicò il fondamentale manuale Costruzione razionale della casa. Gli autori del volume propongono una analisi degli scritti di Griffini che, posti in relazione con la sua produzione architettonica, evidenziano tanto il carattere pragmatico e operativo della sua attività pubblicistica, quanto la costante carica ideale ad essa sottesa.
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L'esercizio e le riforme. Filippo Turati e il socialismo
di Maurizio Punzo
editore: L'ornitorinco
pagine: 372
Quale senso ha oggi rileggere l'azione e il pensiero di Filippo Turati? E perché, per quanto misconosciute, le sue indicazioni sono state alla base del percorso politico della nostra storia repubblicana? Forse semplicemente perché la riflessione e l'opera di Turati, inscindibili da quelli di Anna Kuliscioff, compagna non solo di vita, costituiscono l'espressione più alta e matura del socialismo italiano. Un socialismo riformista che ha contribuito a fare dell'Italia un paese civile, fondato sul riconoscimento della libertà politica e dei diritti dei lavoratori (e delle lavoratrici). Un socialismo riformista che senza Turati, definito da tutti, uomini e donne, senza retorica e senza piaggeria, il Maestro, non sarebbe mai stato in grado di indicare la strada per lo sviluppo di una democrazia moderna e condivisa.
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Meglio che noi stessi
Narrare il consumo al tempo della crisi
di Parenti G. Paolo
editore: L'ornitorinco
pagine: 200
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