Mandragora
«Segni di maraviglia». I ricami su disegno di Pollaiolo per il Parato di San Giovanni. Storia e restauro
editore: Mandragora
pagine: 276
Ventisette pannelli in sete policrome, ricamati con filo d'oro su disegno di Antonio del Pollaiolo, perché anche un parato sac
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San Salvatore in Ognissanti. La chiesa e il convento
editore: Mandragora
pagine: 336
Il volume "San Salvatore in Ognissanti
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Intorno all'Annunciazione Martelli di Filippo Lippi. Riflessioni dopo il restauro. Atti della Giornata di studi (Firenze, 26 maggio 2017)
editore: Mandragora
pagine: 214
1440-1450
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L'altare di San Giovanni del Museo dell'Opera del Duomo di Firenze. Il restauro (2006-2012)
editore: Mandragora
pagine: 237
"Uno dei motivi per cui lo studio della storia dell'arte, cioè dell'eredità culturale del nostro passato, pur così poco pratic
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Come albero fiorito. Firenze tra Medioevo e Rinascimento
editore: Mandragora
pagine: 264
Firenze non è una città come le altre
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La principessa Fuzzia
editore: Mandragora
pagine: 48
In un regno lontano, nel tempo della fioritura dei ciliegi, nacque una bella principessa di nome Fuzzia
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Mini chef
editore: Mandragora
pagine: 45
Una raccolta di ricette per accompagnare le prime esperienze in cucina di ogni bambino
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Lorenzo il Magnifico
di Michèle Fantoli
editore: Mandragora
pagine: 42
Rivolto ai bambini curiosi nei primi anni dell'età scolare, questo volume racconta la storia di una delle più grandi figure de
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Lorenzo il Magnifico. Ediz. inglese
di Michèle Fantoli
editore: Mandragora
pagine: 42
Rivolto ai bambini curiosi nei primi anni dell'età scolare, questo volume racconta la storia di una delle più grandi figure de
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Lorenzo il Magnifico. Ediz. francese
di Michèle Fantoli
editore: Mandragora
pagine: 41
Rivolto ai bambini curiosi nei primi anni dell'età scolare, questo volume racconta la storia di una delle più grandi figure de
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Coluccio Salutati. De verecundia. Tractatus ex epistola ad Lucilium prima. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, ms. Strozzi 96
editore: Mandragora
pagine: 191
Pubblicare la riproduzione del ms. Laurenziano Strozzi 96 è sembrato al Comitato Nazionale il modo più degno di concludere le celebrazioni del VI centenario della morte di Coluccio Salutati. Il manoscritto è infatti l'ultima operazione editoriale voluta e curata dall'ormai anziano cancelliere fiorentino poco prima della morte. Come mostrano i contributi introduttivi, si tratta di un'edizione ideologicamente connotata, sia per il contenuto, sia per i caratteri del libro: il contenuto coscientemente radicato nella tradizione culturale trecentesca legata a Petrarca; i caratteri invece, nuovissimi, fanno di questo codice una sorta di prototipo. Per la prima volta infatti, per quanto noto finora, l.opera di un umanista si presenta in littera antiqua, cioè in quella scrittura che, a imitazione dei codici del secolo XII, è destinata a dare forma all'Umanesimo italiano. Nella collaborazione fra l'anziano Coluccio e il suo giovane allievo e copista Poggio Bracciolini si realizza il passaggio fra due età del la cultura, della scrittura, del libro. La riproduzione fotografica del manoscritto, eseguita da Giovanni Martellucci, è accompagnata da un saggio di Silvia Fiaschi, dalla descrizione del codice di Teresa De Robertis, dall.edizione delle due lettere-trattato: il De verecundia per cura di Stefano Zamponi, il Tractatus ex Epistola ad Lucilium prima per cura di Teresa De Robertis; Giuliano Tanturli ha realizzato la loro traduzione. Dalla presentazione di Massimo Miglio.
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De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus. Uno sguardo nell'invisibile
editore: Mandragora
pagine: 256
Fin dagli inizi del suo percorso artistico, Giorgio de Chirico stabilì che la sua pittura avrebbe dovuto «far vedere ciò che non si può vedere», poiché non aveva senso rappresentare le cose come già possiamo vederle in natura. Non a caso Magritte, quando nel 1925 si imbatté per la prima volta nella pittura di De Chirico, disse che gli aveva dato la sensazione di poter «vedere il pensiero». Celebri artisti e poeti, come Guillaume Apollinaire e André Breton, si riconobbero immediatamente nella sua enigmatica visione del mondo e in quella rappresentazione delle cose lucida e penetrante. Si apriva così la strada a tutti i movimenti che hanno costituito la parte più vitale dell'arte europea tra le due guerre: il dada, il surrealismo, il realismo magico, il neoromanticismo. La mostra riunisce alcuni tra i più celebri quadri del periodo metafisico di De Chirico, dipinti metafisici di Carrà, nature morte di Morandi, capolavori di René Magritte, Max Ernst e Balthus, accompagnati, quasi in un dialogo, da opere estremamente significative di Niklaus Stöcklin, Arturo Nathan, Pierre Roy e Alberto Savinio. Una sezione speciale è dedicata all'opera grafica di De Chirico e Max Ernst.
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