Milieu
Giandante X
di Roberto Farina
editore: Milieu
pagine: 269
Giandante X (Milano, 1899-1984). Pittore, scultore, architetto, poeta. Ha combattuto su tutti i fronti del Novecento, seguendo senza sosta la propria strada, fin dove le forze gliel'hanno permesso. Per i fascisti fu un anarchico, per i comunisti un compagno, per i repubblicani spagnoli un miliziano delle Brigate internazionali, per lo Stato francese uno "straniero indesiderato", per la Resistenza un partigiano. Si unì di volta in volta al compagno più vicino. Infine, fu sempre solo. Per le sue scelte è stato amato, frainteso, punito. Il mercato dell'arte non ha mai saputo che farsene di lui. Alcuni, pochi, discutono ancora se sia o no un grande artista. Ma essere grandi artisti non significa nulla, essere artisti puri, ecco ciò che conta. Nelle pagine di questo libro si va alla ricerca di Giandante X tra scrittori, filosofi, rigattieri, antiquari, partigiani. Giovanni Pesce e Nori Brambilla, Ernesto Treccani, Aligi Sassu, il signor Manusè che aveva il chiosco di libri e Amatore Sciesa che disse in faccia al boia: "Tiremm innanz", Guido Picelli l'Ardito del Popolo colpito alla schiena, Dino Formaggio e Don Chisciotte... La trincea, i campi di concentramento, un canto di dolore e d'amore, i compagni. Le confessioni, il dubbio, la fame, il freddo. La deportazione, la prepotenza, il privilegio, i martiri, la resurrezione e la poesia. Il carcere. L'arte. L'anarchia. Una storia di vita, morte e libertà.
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Il ragazzo di via Padova. Vita avventurosa di Jess il bandito
editore: Milieu
pagine: 287
Arnaldo Gesmundo, classe 1930, milanese di via Padova, è stato uno dei sette componenti del commando di rapinatori che il 27 febbraio 1958 a Milano assaltò un furgone portavalori in via Osoppo, un colpo passato alla storia come "la rapina del secolo". Arnaldo, soprannominato dalla stampa Jess il bandito, non ha vissuto solo quell'esperienza, la sua esistenza è impregnata di avventura e storia, 50 anni di cronaca italiana e di "etica criminale". Jess si racconta in questa biografia, scritta a quattro mani con Matteo Speroni, autore milanese da sempre attento alla storie provenienti dai quartieri più periferici e vivi della città. Arnaldo, oggi un tranquillo pensionato, ricostruisce la sua vita come metafora di una generazione perduta, dalla Milano popolare degli anni bui del fascismo, all'immediato secondo dopoguerra con via Padova come paradigma sociale di quell'epoca e della città in continuo mutamento. La vita di strada, la vecchia mala milanese, la violenza cruda della guerra, dal rito iniziatico della fuga giovanile a Marsiglia, altro luogo simbolo, alla voglia di rivalsa dei primi furti, fino agli spettacolari assalti alle fortezze del danaro, banche e furgoni portavalori, la sua specialità. Una parte dell'opera ripercorre le terribili vicende di cui fu diretto protagonista nelle galere di tutta Italia dagli anni del boom economico fino alle rivolte carcerarie degli anni settanta. Prefazione di Antonio Di Bella.
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Il bandito dell'Isola
editore: Milieu
pagine: 240
Noto come il bandito dell'Isola, quartiere milanese un tempo abitato da malavitosi, Ezio Barbieri è stato il nemico pubblico numero uno del dopoguerra. Nel 1945, in una Milano affamata e semidistrutta, con Sandro Bezzi dà vita alla banda della Aprilia nera, ancora oggi una delle bande mitiche per tutti gli appassionati di noir e storie criminali. A bordo di una scattante Lancia Aprilia sfuggivano alle forze dell'ordine dopo aver rapinato banche e facoltosi industriali, scorrerie in stile Robin Hood che spesso terminavano con la distribuzione di parte del bottino tra gli abitanti del quartiere. Dopo una serie di evasioni e la morte violenta di Bezzi, Barbieri si ritrova protagonista, suo malgrado, della più grande rivolta carceraria del secondo dopoguerra, la Pasqua Rossa di San Vittore. Condannato a trent'anni comincia una lunga odissea nei peggiori penitenziari d'Italia e solo nel 1971 inizia in Sicilia una nuova vita da uomo libero, come stimato commerciante di vini. Alle soglie dei novant'anni Barbieri ricostruisce per la prima volta la sua vita avventurosa, dalla Milano del dopoguerra all'odissea nelle nostre peggiori carceri, una biografia ricca di aneddoti sui personaggi cult della storia criminale italiana.
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Il pane bianco
editore: Milieu
pagine: 176
La storia partigiana di Onorina Brambilla, "Sandra", giovane milanese figlia di operai, è un coraggioso esempio del percorso compiuto da tante donne italiane che dopo l'8 settembre del 1943 non esitarono a battersi per la libertà. Un memoir autobiografico, privo di accenti retorici, minuzioso nelle ricostruzioni temporali e ambientali, che ripercorre a ritmo incessante questo tragitto, cogliendo i momenti più intensi della vita di una ragazza schierata con il minuscolo ma temibile esercito dei Gap, votato alle imprese più disperate nel cuore della metropoli. Segue il dramma della prigionia a Bolzano in mano alle SS italiane a causa di una delazione e tanto agognata Liberazione, giunta il 30 aprile 1945. L'inizio di un lungo cammino che si concluderà, dopo una marcia a tappe forzate con altri compagni, attraverso la Val di Non e il passo del Tonale, in una Milano distrutta dalla guerra, dove riabbraccerà la famiglia e il suo comandante, Giovanni Pesce, "Visone", di cui diverrà il 14 luglio 1945 la compagna di una vita. In appendice le lettere scritte durante la prigionia a Bolzano e le testimonianze inedite del suo lungo impegno politico nel dopoguerra con il sindacato. Raccolta negli ultimi anni di vita di Onorina Brambilla, questa toccante testimonianza ha il valore del documento storico, ma è al tempo stesso un poetico testamento civile dei valori che hanno animato la Resistenza in Italia.
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