Morcelliana
Dialettica hegeliana ed epistemologia analitica
di Mario Dal Pra
editore: Morcelliana
pagine: 194
Scrive Hegel: "Niente vien saputo che non sia nell'esperienza". Come si concilia questa affermazione con il sistema idealistico hegeliano? Mario Dal Pra si propone qui di dare risposta a tale interrogativo esaminando le opere di Hegel e ponendole in dialogo con quelle di Hume, Kant e Marx. Anticipando, con finezza e rigore, un tema di studio sorto nella filosofia angloamericana degli ultimi anni, a opera di John McDowell, Robert Pippin, Robert Brandom, Dal Pra pone inoltre a confronto l'idealismo hegeliano con il neoempirismo novecentesco, con particolare interesse a John Niemeyer Findlay e alla sua interpretazione di Hegel, inteso come un possibile "empirista critico-metafisico". Per Dal Pra, Hegel si muove sempre tra due posizioni contrapposte: da un lato vuol mostrare la costituzione dialettica dell'esperienza, dall'altro ne dà una giustificazione metafisica totalizzante; ammette il dato di fatto e lo "uccide"'' speculativamente. Si può allora concedere alla dialettica una funzione euristica che, depurata della sua natura metafisica, conosca la relazionalità della realtà, ma Hegel sembra così, paradossalmente, ammettere la finitezza della ragione umana. Per Dal Pra Hegel potrebbe essere, suo malgrado, un "realista".
Contattaci
Dopo il fumo. «Sono il n. A 5384 di Birkenau»
di Liana Millu
editore: Morcelliana
pagine: 99
"La lunga vita di Liana Millu è paragonabile, per alcuni versi, a quella di questa sua opera: solo il passare degli anni ha fatto sì che la sua straordinaria parola udita a viva voce o fissata sulla carta, ampliasse via via il numero degli ascoltatori e dei lettori chiamati a custodire quel messaggio e quindi a onorare quella persona. Ciò avviene quando il tempo della esistenza di Liana si sta facendo breve. Questa situazione in lei si riflette in una parola sempre più carica di una compassione profonda, tutelata da un senso supremo della misura; di contro, nell'ascoltatore tale condizione da un lato aumenta lo struggimento, mentre, dall'altro, rafforza in lui la convinzione di essere coinvolto in un evento nel momento stesso in cui sta udendo delle parole: ora a lui stesso è stato affidato il compito di testimoniare, imperativo a cui ormai può sottrarsi solo percorrendo l'infida via del tradimento". (Dalla Prefazione di Piero Stefani)
Contattaci
Contattaci
La cacciata dei moriscos e la beatificazione di Juan de Ribera
di Fiume Giovanna
editore: Morcelliana
pagine: 448
Contattaci
Contattaci
Giacometti e Yanaihara. La crisi della rappresentazione
di Natsume-Dubé Sachiko
editore: Morcelliana
pagine: 128
Rimanere seduto davanti alla tela senza fare niente è quanto riferisce Giacometti del suo tentativo di ritrarre Isaku Yanaihar
Contattaci
La Chiesa senza leggi. Religione e potere secondo un vescovo della Rivoluzione francese (1789-1794)
di Francesco Dei
editore: Morcelliana
pagine: 176
Con la Costituzione civile del clero, varata unilateralmente nell'estate del 1790, i rivoluzionari francesi vollero organizzare una Chiesa cattolica nazionalizzata e "rigenerata", di fatto estranea a ogni giurisdizione papale: nuova la geografia territoriale, nuove le regole d'accesso alle cariche pastorali, nuove le forme di governo diocesano. Nella frattura apertasi allora nell'opinione e nella comunione del cattolicesimo francese tra chi riconosceva e chi disconosceva la legittimità di un simile operare del potere politico, si misurarono con asprezza interpretazioni opposte di tesi e riferimenti condivisi, tolti dalla comune tradizione gallicana. Questo volume ripercorre posizioni eccentriche rispetto all'uno e all'altro fronte della controversia, così come alle specifiche istanze di Roma: le ragioni di un vescovo colto e aristocratico di Antico regime, monsignor de Savine, il quale, nell'adeguarsi alla nuova legislazione ecclesiastica, intese leggere con la massima radicalità - vedendovi la via maestra per la pacificazione religiosa - le sfide poste dalla secolarizzazione rivoluzionaria. Ne sortivano la dismissione di remotissimi concetti e immagini, il compimento di gesti dal tratto visionario, la ridefinizione del rapporto tra spazio pubblico e presenza del religioso, tra potere e pietà, sacramento e precetto - fino a lambire una sensibilità romantica destinata a fiorire, di lì a pochi anni e con tutt'altre prospettive, nel cattolicesimo dell'Ottocento...
Contattaci
E Dio sorrise. Nella Bibbia e oltre
editore: Morcelliana
pagine: 112
Nella Bibbia ricorrono numerose le immagini di Dio: ha occhi per guardare, orecchi per ascoltare, bocca per parlare e, come ci ricorda questo libro, per sorridere. Anzi, Paolo De Benedetti nella Prefazione afferma che, in quanto Dio è amore, il suo rapporto con gli uomini è legato soprattutto alle sue labbra che sorridono. Se la storia della salvezza parte dal riso di Sara di fronte alla promessa divina, a lei sterile e anziana, di una sterminata discendenza, la Bibbia - e in particolare la Bibbia ebraica - non manca di humour, emerso dalla recente attenzione alle sue dimensioni letterarie. Ma l'origine dell'umorismo che caratterizza l'animo ebraico è da rintracciarsi nella tradizione orale della Torah e nelle procedure della letteratura talmudica con le sue serie di domande e risposte destinate a sfociare in altre domande e i suoi aneddoti spesso paradossali e irrealistici. Un'ironia biblico-teologica, dissacrante ma mai in antagonismo alla fede, si ritrova anche nella tradizione popolare americana: innumerevoli film, fumetti e cartoni sono l'espressione di una libertà nella religione di cui l'umorismo è parte essenziale.
Contattaci
Liturgia come gioco
di Terrin Aldo N.
editore: Morcelliana
pagine: 112
Il mondo religioso occidentale, e in particolare quello cristiano, è diventato nella sua liturgia monotono e freddo
Contattaci
Dire grazie. L'«hallelujah» della gratitudine
editore: Morcelliana
pagine: 96
Se "dire grazie" è un'esperienza quotidiana, traspare in essa quel "grazie originario" che accomuna tutti gli uomini: davanti al mistero della vita, oppure - religiosamente - di fronte alla grandezza di Dio. Massimo Giuliani ne ricava i tratti universali e il significato etico-filosofico a partire da una fenomenologia che spazia dall'obbligo di gratitudine verso i genitori al rapporto fra il provare tale sentimento e l'esprimerlo, dal riconoscimento che il popolo ebraico conferisce ai giusti delle nazioni alla benedizione giudaica dopo il pasto. Nella Bibbia l'esclamazione di gioia e di riconoscenza per eccellenza è hallelujah, "date lode a Dio": Paolo De Benedetti mostra come tale espressione, attraverso i testi ebraici e quelli cristiani, giunga a noi come un grido dal cuore, che nasce dall'esperienza e risuona in tutto il creato, educandoci a un dialogo costante con Dio.
Contattaci
Il Vangelo di Marco e l'impuro
di Giovanni Ibba
editore: Morcelliana
pagine: 128
Le ricerche sul primo cristianesimo e lo studio dei vangeli come fonti bibliche hanno portato in luce la ricca stratificazione redazionale con cui essi si sono formati e la loro origine nel mondo giudaico. Questo volume, risultato di un accurato lavoro di scavo filologico, copre un tassello particolarmente significativo quale è il Vangelo di Marco, concentrandosi sul contesto storico-culturale da cui proviene, quello dell'età del Secondo Tempio, e facendo emergere la forza dell'insegnamento di Gesù rispetto alle prime comunità di seguaci. In tale prospettiva il Vangelo di Marco diventa un osservatorio privilegiato per ricostruire la figura del Gesù storico, proprio perché appare come il frutto di una tradizione orale più che di un autore, tanto da potersi considerare "scritto da Gesù stesso". Di qui si evince poi una categoria-chiave del giudaismo e del cristianesimo - l'impuro - che, ricorrendo con sfumature diverse nei vangeli, racchiude significati che confluiranno nella teologia successiva e nella dottrina cristiana. Il tema dell'impurità viene esaminato in alcuni episodi della vita di Gesù: il battesimo di Giovanni Battista, Gesù nel deserto, i miracoli e le guarigioni, le parole di Gesù nelle quali si scorge l'abisso tra interpretazione umana e legge di Dio. L'impuro non è in sé negativo, non è sinonimo di peccato, ma va letto nella dialettica intrinseca con il puro: la poliedricità con cui si presenta nella Bibbia (sul versante fisico e dello spirito)...
Contattaci
Yves Congar
di Luca Merlo
editore: Morcelliana
pagine: 144
"Non ci può essere riforma della Chiesa senza un ritorno alle sue origini e alla storia dei loro effetti: si potrebbe sintetizzare così la passione ecclesiale di Yves Congar, divenuta passione teologica. Nella visione del domenicano che ha contribuito alla "svolta" del Concilio Vaticano II, la Tradizione - coincidente con la vita della Chiesa - porta in sé l'energia che permette di trovare nuove vie per annunciare il Vangelo e per ricostruire l'unità infranta. La sua insonne ricerca l'ha reso un protagonista del movimento ecumenico e un promotore del rinnovamento della Chiesa: scavando nei meandri delle testimonianze del passato, ha mostrato come partendo da esse si possa uscire dalle incrostazioni in cui una teologia priva di spessore storico aveva rinchiuso riflessione e vita ecclesiali. Inascoltato e contrastato prima, riconosciuto e acclamato poi, resta voce profetica che valica il secolo XX e indica come la teologia debba essere a servizio della vita cristiana nel mutare del tempo." (Giacomo Canobbio)
Contattaci


