Morcelliana
SMSR. Studi e materiali di storia delle religioni
editore: Morcelliana
pagine: 368
Sezione monografica / theme section: Simboli, oggetti, parole. Nuove prospettive sui culti "orientali" nel mondo romano. Symbols, Objects, Words. New perspectives on Oriental Cults in Roman World. Alberto Gavini, I culti orientali in Zeugitana e in Numidia Militiana. Alcune riflessioni; Philippe Roy, Mithra et l'Apollon celtique en Gaule; Arnaud Saura-Ziegelmeyer, Le sistre. Un exemple d'élément cultuel polysémique; Céline Trouchaud, Bijoux à type isiaque sur les portraits d'enfantsdu Fayoum; Raffaella Marchesini, Il culto di Mithra ad Ostia nelle fonti epigrafiche. Un riesame di CIL, XIV 58 e 59 dal Mitreo del cd. Palazzo Imperiale; Valentina D'alessio, Ibunt semimares. I Galli di Cybele e l'etica sessualeromana; Marion Casaux, La gens isiaque chez Tertullien; Francesco Massa, Confrontare per distruggere. Firmico Materno e l'origine diabolica dei culti orientali.
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Il governo della Chiesa. Cinque sfide per papa Francesco
editore: Morcelliana
pagine: 200
I problemi che un papa incontra nel governare la Chiesa non sono soltanto quelli divenuti immediatamente attuali, a volte davv
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Aristotele interprete di Platone. Anima e cosmo
di Lucia Palpacelli
editore: Morcelliana
pagine: 704
Il volume mette a confronto analiticamente le opere fisiche di Aristotele con i dialoghi platonici sulle stesse tematiche (in particolare con il Timeo), per ricostruire la complessa articolazione del concetto di physis, dal cosmo alla considerazione degli esseri viventi. La via critica seguita, e indicata dai testi stessi, permette di ricostruire un percorso che si configura sempre come bifronte: le innegabili e, in alcuni casi, fondamentali divergenze tra Aristotele e Platone si innestano su comuni tematiche e domande, per cui, lì dove si segna una distanza, si deve anche riconoscere un punto di accordo. Il rapporto tra Aristotele e Platone va delineandosi in queste pagine nella cifra distintiva di un movimento di vicinanza/lontananza, che rende possibile cogliere il senso e l'effettivo valore della critica aristotelica.
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La trasparenza dell'io e l'abisso dell'anima. Sul rapporto tra platonismo e cristianesimo
di Enrico Peroli
editore: Morcelliana
pagine: 176
Il tema del rapporto fra platonismo e cristianesimo è stato introdotto e sviluppato a partire dalla prima età moderna, declinandosi perlopiù come antiplatonismo. Questo volume, attraverso un'analisi storica, dopo aver delineato i tratti fondamentali di tale recezione critica degli studi patristici si sofferma sul controverso concetto di "platonismo cristiano", cercando di mostrare, con approccio filologico ai testi, l'influsso profondo della tradizione platonica nell'elaborazione di alcuni motivi centrali della riflessione cristiana. Questioni come la comprensione dell'uomo e di Dio, la concezione del Fondamento divino della realtà e la Trinità, sono assunte in queste pagine come punti decisivi di osservazione del confronto avvenuto fra la teologia cristiana dei primi secoli e la filosofia greca, in una dialettica di sfida e trasformazione.
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Pascal e Port-Royal
di Philippe Sellier
editore: Morcelliana
pagine: 624
Se dovessimo indicare alcuni punti forti di questo libro che presentiamo al lettore italiano, potremmo innanzitutto affermare che esso ha il merito di mettere a tacere coloro che hanno pensato che, su Pascal, tutto sia stato detto. Senza alcun dubbio, Pascal è un classico con cui per secoli si sono misurate legioni di lettori, di studiosi e di pensatori. Ma, appunto perché classico, continua a dialogare con chi lo studia, ora ponendo nuovi problemi, ora fornendo nuove soluzioni, ora sollecitando nuove ipotesi di lavoro. In questa prospettiva, Philippe Sellier - uno dei più grandi maestri di studi pascaliani - da decenni ci va ricordando che nel pianeta Pascal esiste una zona d'ombra non esplorata a sufficienza: la letteratura critica pascaliana, fortemente attirata dalle Lettere Provinciali o dai Pensieri, ha sostanzialmente sottovalutato il Pascal degli scritti spirituali. È questo sentiero a essere battuto e approfondito nel volume raccogliendo il frutto di una ricerca decennale che qui appare come una ricca composizione orchestrale capace di fondere in armonia le molteplici parti musicali. A emergere è un Pascal modernissimo pensatore che agita in modo stupefacente problemi e concetti non lontani dalla sensibilità culturale che prenderà forma nel Novecento con la crisi della Modernità: esalta i motivi dell'umanesimo, della razionalità, dell'immanenza, e, al contempo, cade nella prostrazione di chi non ha più una stella polare e va alla deriva in un mare infinito.
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Realismi. Nicolai Hartmann «al di là» di realismo e idealismo
di Giuseppe D'Anna
editore: Morcelliana
pagine: 208
Parrebbe ovvio inscrivere la riflessione di Nicolai Hartmann all'interno del realismo gnoseologico, sorto come istanza antiidealistica e antisoggettivistica, secondo cui le cose non sono determinate dall'atto conoscitivo ma esistono e si danno indipendentemente dal soggetto conoscente. La questione non è così semplice, perché la teoria del conoscere va qui intesa in modo funzionale all'impostazione ontologica del suo pensiero, all'affermazione dell'eccedenza dell'oggetto in sé rispetto all'oggetto conosciuto. Se il precedente lavoro di Giuseppe D'Anna ha avuto per tema il passaggio "dal conoscere all'essere", concentrandosi sui Principi di una metafisica della conoscenza (1921) di Hartmann, qui lo scavo va a fondo del realismo osservato dal suo interno, nelle sue aporie e nel rapporto con l'ontologia, soprattutto in riferimento a "La fondazione dell'ontologia" (1935). Ponendosi al di qua dell'opposizione tra realismo e idealismo, queste pagine riescono a mostrare, insieme alla debolezza di una ingenua (prefilosofica) formulazione del realismo, l'attualità e la profondità della teoria della conoscenza di Hartmann anche rispetto al dibattito contemporaneo.
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