Morcelliana
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Pascal e Port-Royal
di Philippe Sellier
editore: Morcelliana
pagine: 624
Se dovessimo indicare alcuni punti forti di questo libro che presentiamo al lettore italiano, potremmo innanzitutto affermare che esso ha il merito di mettere a tacere coloro che hanno pensato che, su Pascal, tutto sia stato detto. Senza alcun dubbio, Pascal è un classico con cui per secoli si sono misurate legioni di lettori, di studiosi e di pensatori. Ma, appunto perché classico, continua a dialogare con chi lo studia, ora ponendo nuovi problemi, ora fornendo nuove soluzioni, ora sollecitando nuove ipotesi di lavoro. In questa prospettiva, Philippe Sellier - uno dei più grandi maestri di studi pascaliani - da decenni ci va ricordando che nel pianeta Pascal esiste una zona d'ombra non esplorata a sufficienza: la letteratura critica pascaliana, fortemente attirata dalle Lettere Provinciali o dai Pensieri, ha sostanzialmente sottovalutato il Pascal degli scritti spirituali. È questo sentiero a essere battuto e approfondito nel volume raccogliendo il frutto di una ricerca decennale che qui appare come una ricca composizione orchestrale capace di fondere in armonia le molteplici parti musicali. A emergere è un Pascal modernissimo pensatore che agita in modo stupefacente problemi e concetti non lontani dalla sensibilità culturale che prenderà forma nel Novecento con la crisi della Modernità: esalta i motivi dell'umanesimo, della razionalità, dell'immanenza, e, al contempo, cade nella prostrazione di chi non ha più una stella polare e va alla deriva in un mare infinito.
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Realismi. Nicolai Hartmann «al di là» di realismo e idealismo
di Giuseppe D'Anna
editore: Morcelliana
pagine: 208
Parrebbe ovvio inscrivere la riflessione di Nicolai Hartmann all'interno del realismo gnoseologico, sorto come istanza antiidealistica e antisoggettivistica, secondo cui le cose non sono determinate dall'atto conoscitivo ma esistono e si danno indipendentemente dal soggetto conoscente. La questione non è così semplice, perché la teoria del conoscere va qui intesa in modo funzionale all'impostazione ontologica del suo pensiero, all'affermazione dell'eccedenza dell'oggetto in sé rispetto all'oggetto conosciuto. Se il precedente lavoro di Giuseppe D'Anna ha avuto per tema il passaggio "dal conoscere all'essere", concentrandosi sui Principi di una metafisica della conoscenza (1921) di Hartmann, qui lo scavo va a fondo del realismo osservato dal suo interno, nelle sue aporie e nel rapporto con l'ontologia, soprattutto in riferimento a "La fondazione dell'ontologia" (1935). Ponendosi al di qua dell'opposizione tra realismo e idealismo, queste pagine riescono a mostrare, insieme alla debolezza di una ingenua (prefilosofica) formulazione del realismo, l'attualità e la profondità della teoria della conoscenza di Hartmann anche rispetto al dibattito contemporaneo.
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Rivista di storia del cristianesimo (2013). Vol. 1: Da vescovi di Roma a papi l'invenzione del «Liber pontificalis».
Da vescovi di Roma a papi l'invenzione del «Liber pontificalis»
editore: Morcelliana
pagine: 304
Sezione monografica: Da vescovi di Roma a papi
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Humanitas (2013). Vol. 3: Louis Massignon. Tra orientalismo e profezia.
Louis Massignon. Tra orientalismo e profezia
editore: Morcelliana
pagine: 176
Contributi di: A
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Oscar Cullmann
di Aldo Moda
editore: Morcelliana
pagine: 272
"La storia è radicalmente segnata dall'evento Gesù Cristo. Da questo assunto, giustificato con numerose ricerche sul cristianesimo primitivo, si è sviluppato tutto il percorso esegetico-teologico dell'alsaziano Oscar Cullmann, uno dei più apprezzati studiosi del Nuovo Testamento anche in ambito cattolico, al punto di essere chiamato come osservatore al Concilio Vaticano II. A fronte delle tendenze di matrice bultmanniana e barthiana che rischiavano di dimenticare la dimensione storica della salvezza, egli con tenacia e acribia filologica ha sempre difeso l'agire storico di Dio, che fissa un punto di svolta e orienta al futuro escatologico temporalmente inteso. La fedeltà agli scritti del Nuovo Testamento determina anche il suo impegno ecumenico e la sua visione dell'unità delle diverse tradizioni cristiane, nessuna delle quali deve essere annullata, essendo suscitate dallo Spirito". (Giacomo Canobbio)
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Hermeneutica. Annuario di filosofia e teologia (2013). Popolo e popoli
editore: Morcelliana
pagine: 320
P. Grassi, Introduzione. Prospettive: R. Gatti, "Popolo" nel repubblicanesimo moderno. Machiavelli, Rousseau, Robespierre; I. Diamanti, Quanti sono i popoli e quanti i populismi?; P. Valadier, Atene, Gerusalemme, Roma e Cordova. Nazioni e coesistenza dei popoli; D. Castellano, Il "popolo" tra realtà e definizioni; A. Pirni, Tra popolo e Stato. Congetture per una grammatica del presente; R. Penna, L'idea di popolo nella Sacra Scrittura; M. Giuliani, Natura e missione dell'Am Israel nella tradizione rabbinica e nel dibattito ebraico contemporaneo; A. Grillo, Popolo e popoli nella dialettica ebraismo-cristianesimo; G. Salmeri, Popoli e riti. Annotazioni sulla storia della liturgia cristiana; L. Lugaresi, Paradossi patristici: il popolo cristiano come "non-nazione". Una nota su Peterson e Ratzinger. Figure e confronti: D. Pagliacci, Amor populi. Una rilettura del De civitate Dei di Agostino; D. Bosco, Figure di "popolo". Alcuni spunti sulla (prima) età moderna; F. Ghia, Sovranità popolare e diritti umani. Jellinek e Rousseau; G. Bonacina, L'idea di popolo in Hegel; V. Cesarone, 1933-1934: il Volk del "rettore" Martin Heidegger.Materiali: V. Hösle, L'Unione europea e gli Stati Uniti. Due versioni complementari di "imperi" occidentali?
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Il diavolo
editore: Morcelliana
pagine: 304
Liquidato alcuni decenni fa dalla teologia sull'onda della "demitizzazione" (Bultmann), il diavolo sembra essersi preso la riv
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Angelo Ficarra. Un vescovo senza Chiesa
di Enzo Pace
editore: Morcelliana
pagine: 160
La vicenda del vescovo di Patti Angelo Ficarra (1885-1959), destituito e assegnato alla diocesi-fantasma di Leontopoli Augustamnica, è una pagina significativa della storia dei dimissionamenti forzati di vescovi in epoca moderna. Da uno spaccato particolare quale è la Sicilia di quegli anni, il caso Ficarra rende possibile comprendere non solo un capitolo della storia interna alla Chiesa italiana tra fascismo e rifondazione dello Stato democratico, ma anche della società nazionale intesa come articolazione del sistema politico e della società civile in tutte le sue espressioni, in particolare nel rapporto con il sacro e con il cattolicesimo. Il volume riprende la tesi di Leonardo Sciascia che nel saggio Dalle parti degli infedeli (1979) ha sostenuto come altri l'interpretazione politica della caduta del vescovo di Patti, concentrando l'attenzione sul rapporto con la Democrazia cristiana, ma si propone di mettere in primo piano la ricostruzione documentata del suo profilo religioso e intellettuale. Approfondire il suo modo di interpretare la missione pastorale e le sue scelte non sempre conformi all'ideale di società cristiana allora egemone aiuta a sciogliere il paradosso Ficarra: quello di un uomo di profonda spiritualità e cultura teologica, in linea con gli indirizzi della Chiesa, che entra in rotta di collisione con la Gerarchia vaticana.
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