Morcelliana
Aristotele interprete di Platone. Anima e cosmo
di Lucia Palpacelli
editore: Morcelliana
pagine: 704
Il volume mette a confronto analiticamente le opere fisiche di Aristotele con i dialoghi platonici sulle stesse tematiche (in particolare con il Timeo), per ricostruire la complessa articolazione del concetto di physis, dal cosmo alla considerazione degli esseri viventi. La via critica seguita, e indicata dai testi stessi, permette di ricostruire un percorso che si configura sempre come bifronte: le innegabili e, in alcuni casi, fondamentali divergenze tra Aristotele e Platone si innestano su comuni tematiche e domande, per cui, lì dove si segna una distanza, si deve anche riconoscere un punto di accordo. Il rapporto tra Aristotele e Platone va delineandosi in queste pagine nella cifra distintiva di un movimento di vicinanza/lontananza, che rende possibile cogliere il senso e l'effettivo valore della critica aristotelica.
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La trasparenza dell'io e l'abisso dell'anima. Sul rapporto tra platonismo e cristianesimo
di Enrico Peroli
editore: Morcelliana
pagine: 176
Il tema del rapporto fra platonismo e cristianesimo è stato introdotto e sviluppato a partire dalla prima età moderna, declinandosi perlopiù come antiplatonismo. Questo volume, attraverso un'analisi storica, dopo aver delineato i tratti fondamentali di tale recezione critica degli studi patristici si sofferma sul controverso concetto di "platonismo cristiano", cercando di mostrare, con approccio filologico ai testi, l'influsso profondo della tradizione platonica nell'elaborazione di alcuni motivi centrali della riflessione cristiana. Questioni come la comprensione dell'uomo e di Dio, la concezione del Fondamento divino della realtà e la Trinità, sono assunte in queste pagine come punti decisivi di osservazione del confronto avvenuto fra la teologia cristiana dei primi secoli e la filosofia greca, in una dialettica di sfida e trasformazione.
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Pascal e Port-Royal
di Philippe Sellier
editore: Morcelliana
pagine: 624
Se dovessimo indicare alcuni punti forti di questo libro che presentiamo al lettore italiano, potremmo innanzitutto affermare che esso ha il merito di mettere a tacere coloro che hanno pensato che, su Pascal, tutto sia stato detto. Senza alcun dubbio, Pascal è un classico con cui per secoli si sono misurate legioni di lettori, di studiosi e di pensatori. Ma, appunto perché classico, continua a dialogare con chi lo studia, ora ponendo nuovi problemi, ora fornendo nuove soluzioni, ora sollecitando nuove ipotesi di lavoro. In questa prospettiva, Philippe Sellier - uno dei più grandi maestri di studi pascaliani - da decenni ci va ricordando che nel pianeta Pascal esiste una zona d'ombra non esplorata a sufficienza: la letteratura critica pascaliana, fortemente attirata dalle Lettere Provinciali o dai Pensieri, ha sostanzialmente sottovalutato il Pascal degli scritti spirituali. È questo sentiero a essere battuto e approfondito nel volume raccogliendo il frutto di una ricerca decennale che qui appare come una ricca composizione orchestrale capace di fondere in armonia le molteplici parti musicali. A emergere è un Pascal modernissimo pensatore che agita in modo stupefacente problemi e concetti non lontani dalla sensibilità culturale che prenderà forma nel Novecento con la crisi della Modernità: esalta i motivi dell'umanesimo, della razionalità, dell'immanenza, e, al contempo, cade nella prostrazione di chi non ha più una stella polare e va alla deriva in un mare infinito.
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Realismi. Nicolai Hartmann «al di là» di realismo e idealismo
di Giuseppe D'Anna
editore: Morcelliana
pagine: 208
Parrebbe ovvio inscrivere la riflessione di Nicolai Hartmann all'interno del realismo gnoseologico, sorto come istanza antiidealistica e antisoggettivistica, secondo cui le cose non sono determinate dall'atto conoscitivo ma esistono e si danno indipendentemente dal soggetto conoscente. La questione non è così semplice, perché la teoria del conoscere va qui intesa in modo funzionale all'impostazione ontologica del suo pensiero, all'affermazione dell'eccedenza dell'oggetto in sé rispetto all'oggetto conosciuto. Se il precedente lavoro di Giuseppe D'Anna ha avuto per tema il passaggio "dal conoscere all'essere", concentrandosi sui Principi di una metafisica della conoscenza (1921) di Hartmann, qui lo scavo va a fondo del realismo osservato dal suo interno, nelle sue aporie e nel rapporto con l'ontologia, soprattutto in riferimento a "La fondazione dell'ontologia" (1935). Ponendosi al di qua dell'opposizione tra realismo e idealismo, queste pagine riescono a mostrare, insieme alla debolezza di una ingenua (prefilosofica) formulazione del realismo, l'attualità e la profondità della teoria della conoscenza di Hartmann anche rispetto al dibattito contemporaneo.
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Rivista di storia del cristianesimo (2013). Vol. 1: Da vescovi di Roma a papi l'invenzione del «Liber pontificalis».
Da vescovi di Roma a papi l'invenzione del «Liber pontificalis»
editore: Morcelliana
pagine: 304
Sezione monografica: Da vescovi di Roma a papi
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Humanitas (2013). Vol. 3: Louis Massignon. Tra orientalismo e profezia.
Louis Massignon. Tra orientalismo e profezia
editore: Morcelliana
pagine: 176
Contributi di: A
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Oscar Cullmann
di Aldo Moda
editore: Morcelliana
pagine: 272
"La storia è radicalmente segnata dall'evento Gesù Cristo. Da questo assunto, giustificato con numerose ricerche sul cristianesimo primitivo, si è sviluppato tutto il percorso esegetico-teologico dell'alsaziano Oscar Cullmann, uno dei più apprezzati studiosi del Nuovo Testamento anche in ambito cattolico, al punto di essere chiamato come osservatore al Concilio Vaticano II. A fronte delle tendenze di matrice bultmanniana e barthiana che rischiavano di dimenticare la dimensione storica della salvezza, egli con tenacia e acribia filologica ha sempre difeso l'agire storico di Dio, che fissa un punto di svolta e orienta al futuro escatologico temporalmente inteso. La fedeltà agli scritti del Nuovo Testamento determina anche il suo impegno ecumenico e la sua visione dell'unità delle diverse tradizioni cristiane, nessuna delle quali deve essere annullata, essendo suscitate dallo Spirito". (Giacomo Canobbio)
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