Moretti & vitali
Epica sull'acqua
L'opera letteraria di Claudio Magris
di Pellegrini Ernestina
editore: Moretti & vitali
pagine: 266
In questo saggio, Ernestina Pellegrini affronta l'opera narrativa di Claudio Magris e, attraverso di essa, alcuni nodi essenzi
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Nel tuo vuoto
di Conti Calabrese Giuseppe
editore: Moretti & vitali
pagine: 162
Nel tuo vuoto è la storia di Carlo, giovane venditore di automobili, che, insieme a due amici, Max ed Elisa, decide di intrapr
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I fili dell'anima
editore: Moretti & vitali
pagine: 349
I fili dell'anima raccoglie alcuni dei migliori saggi pubblicati in volumi ormai introvabii di "Anima", e intende così ricorda
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Il labirinto di Altara
di Donfrancesco Giovanni
editore: Moretti & vitali
pagine: 103
Altara è una metropoli di altre terre, di un mondo "così vicino e così lontano" da essere insieme noto e assolutamente ignoto
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Storia dell'arroganza. Psicologia e limiti dello sviluppo
di Luigi Zoja
editore: Moretti & vitali
pagine: 258
Lo sfruttamento del pianeta e delle sue risorse ha conseguenze sempre più allarmanti. Tuttavia, se ne discutono quasi soltanto aspetti tecnici: il buco nell'ozono, per esempio. Non quelli psicologici. Quando lanciamo l'allarme perchè incontriamo limiti esterni - come il surriscaldamento della Terra - è già tardi. Osserviamo gli effetti di un processo - i bisogni crescenti - messo in moto molto tempo prima. Perché non siamo più capaci di limitare i nostri bisogni? Se discutiamo dei limiti dello sviluppo, dovremmo chiederci perché vogliamo uno sviluppo senza limiti. Ci accorgeremo allora che questa tendenza è relativamente recente e storicamente condizionata. Quasi fino a ieri, il mondo era agricolo, cercava solo di riprodurre i cicli dell'anno e i suoi frutti stagionali. La storia dell'Occidente è la storia dello scavalcamento di quel modo di vita, sostituito dall'espansione senza limiti; dalla metastasi delle produzioni, che è una conseguenza della metastasi dei bisogni. Come per l'economia, anche per capire la storia dovremo usare uno sguardo psicologico. L'origine, infatti, sta in un'inconscia conversione dei nostri antenati. Per gli antichi greci, la morale stava nell'osservanza dei limiti. Gli dèi volevano la felicità solo per sé, erano invidiosi, punivano chi aveva o voleva troppo. Ma proprio i greci si insuperbirono dei loro successi e capovolsero il tabù del limite: cominciarono a sostituirsi agli dèi.
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