Salerno
Per una nuova edizione commentata delle opere di Dante
di Malato Enrico
editore: Salerno
pagine: 160
In questo saggio viene analiticamente ricostruito il quadro storico-problematico della tradizione e dell'interpretazione delle
Esaurito
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Bestiario di Peterborough. Commentario
editore: Salerno
pagine: 220
Questo "Commentario" all'edizione in fac-simile del "Bestiario di Peterborough" è strumento indispensabile per approfondire la
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Epistolario (1816-1817)
di Antonio Canova
editore: Salerno
pagine: 730
Antonio Canova, massimo scultore neoclassico italiano, fu incaricato di curare il rientro delle opere d'arte trafugate da Napoleone durante il dominio cisalpino. In questo volume sono pubblicate le lettere di Canova, e dei suoi corrispondenti, risalenti al 1817. Le missive, oltre a fornire informazioni di prima mano sull'attività creativa dello scultore e sulla sua vita privata, offrono uno straordinario spaccato della situazione politica, artistica e letteraria europea.
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Storia della letteratura italiana
editore: Salerno
pagine: 1336
Il volume traccia una storia completa della critica letteraria italiana, dalle origini alle recentissime tendenze. Si divide in tre sezioni: dalle origini all'Umanesimo (con medaglioni dedicati a Petrarca, Boccaccio, Poliziano, la filologia umanistica, ecc.); dal Cinquecento al Settecento (la "questione della lingua"; Muratori, Tiraboschi, Vico, la critica illuministica, ecc.); l'Ottocento e il Novecento con profili dedicati alle figure e alle correnti più rappresentative come De Sanctis, Rajna, Imbriani, Pasquali, Croce, Dionisotti, Gramsci, Sapegno, Contini, Petrocchi, la critica romantica, la scuola storica, la critica marxista, simbolica, psicanalitica, semiologica, fino agli orientamenti e ai dibattiti contemporanei.
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La finestra socchiusa. Ricerche tematiche su Dostoevskij, Kafka, Moravia e Pavese
di Bruno Basile
editore: Salerno
pagine: 240
Silloge organica di saggi dedicati al tema letterario della "finestra" come simbolo di evasione e barlume di speranza offerta all'uomo dal carcere esistenziale, il libro si propone una duplice finalità. Da una parte vuol delineare la storia di un'immagine allegorica che, sorta nella letteratura europea tra Otto e Novecento, si riverbera, con esiti imprevedibili, nella prosa di Moravia e nelle epifanie liriche dell'ultimo, angosciato Pavese. Dall'altra tenta d'identificare le leggi di strutturazione psicoanalitica dell'universo immaginario legato alla "finestra", divenuta un archetipo collettivo di spazi e chiusure, di prospettive libere o anguste che si correlano, in un rito junghiano, alla dimensione degli interni di una casa.
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