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SARTORIO

Non si ammazza solo al sabato

di Daniele Carozzi

editore: SARTORIO

pagine: 194

Se già nel titolo di questo libro si vuole rendere omaggio a Giorgio Scerbanenco, il più hardboiled degli scrittori italiani di polizieschi, Daniele Carezzi con questa sua raccolta di casi criminali ci offre, come si evince dall'introduzione di Rolando Di Bari, "una lunga sequenza di efferati delitti che per circa un secolo - dall'Unità nazionale agli anni Ottanta insanguinarono la città di Milano. Delitti - rapine, omicidi, stragi - che godettero di vasta eco nell'intera Penisola e che per settimane, mesi, a volte anni, contribuirono a riempire le pagine dei giornali con cronache e resoconti preceduti da titoli sempre a caratteri cubitali. Accompagnati da un ricco apparato iconografico, l'autore ha scelto nove episodi, tra i più famosi e i più crudeli - solo uno di essi, la rapina di via Osoppo, risoltosi senza morti ammazzati -, che, prendendo avvio dalla bieca figura del Boggia (l'ultimo impiccato della storia della giustizia italica), propongono una galleria varia e diversificata di personaggi e figure che hanno animato la cronaca nera milanese.
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14,50

La guerra civile in Italia

di Flavio Santi

editore: SARTORIO

pagine: 135

Dalla penna di uno degli scrittori più interessanti delle ultime generazioni, considerato il vero erede di Pasolini, escono queste narrazioni, ora drammatiche, ora tragicomiche, ora ironiche, ora spietate. Sono racconti allucinati, eppure reali, troppo reali: un turista annoiato in cerca di forti emozioni, un potenziale terrorista, un videodipendente speciale, una strana regina, un uomo primitivo, un giovane disoccupato, ma anche personaggi del jet set come Freddie Mercury e Maurizio Costanzo. Un viaggio nell'Italia e nel mondo di oggi, tra i feticci e le ossessioni contemporanee: la società dei consumi, la musica pop, il terrorismo, l'immigrazione, il precariato, le fragilità quotidiane, pratiche ed esistenziali. Quattordici racconti che si possono leggere come un romanzo: il romanzo di un Paese bello e miserabile.
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13,50

Giovani cosmetici

di Giulia Belloni

editore: SARTORIO

pagine: 170

L'antologia dei giovani cosmetici è frutto di un lavoro di anni, della lettura di migliaia di racconti, dell'incontro con moltissimi autori e autrici italiane. Diciotto autori e diciotto testi tutti italiani e contemporanei, scritti in poche pagine e a rotta di collo, con l'urgenza di chi non si è ancora seduto su nessuna sicurezza, e vuole solo raccontare la sua storia. Diciotto storie dove la scrittura tutela la bellezza, un valore ormai equivocato, griffato, contaminato, che resiste tuttavia come un bisogno, come un sogno che minaccia la realtà, che si crea spazio nella mente, che, nonostante tutto, luccica. Uno stile minimalista, sorvegliato: per storie inedite lontane da tutti i romanzi da cocktail. Scenari brevissimi, aperture di attimi come scatti fotografici su un mondo che ancora nessuno ci ha raccontato. Diciotto voci che si scandiscono dentro di noi come pagine che si girano, una dopo l'altra. E dicono che non è vero che tutto è già finito, se si può ancora raccontare senza difese la propria storia, e pensare che possa essere letta, e cambiare cose: se si può ancora credere che, anche se solo per un attimo, magari, quella brevissima storia difenda la bellezza.
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10,00

La metà di tutto

di Silvia Nirigua

editore: SARTORIO

pagine: 112

Questo romanzo apre la porta del pronto soccorso, con i suoi ritmi serrati, la sua velocità, la sua urgenza. Uno spazio diverso, dove gli eventi straordinari si susseguono, e con essi i tentativi di ricondurli alla normalità, all'ordine precostituito. Un emisfero dove i dialoghi sono cardinali e le parole cadono come gocce, senza disperdersi. E in questo scenario dove l'emozione e la tensione sono il gioco di ogni giorno, cammina una giovane dottoressa che nasconde un segreto. All'apparente indifferenza della dottoressa corrisponde una ferita del e nel cuore, un taglio netto come quelli che i chirurghi che le stanno attorno con le loro mascherine operano ogni giorno. Qualcuno ha inferto dentro di lei quella lacerazione, quella frattura, che ha compromesso tutto il suo sistema, irrimediabilmente. Il dolore di quello strappo è indicibile, segreto perché non condivisibile, solo suo. Ma forse un modo per ricucirlo c'è: bisogna solo trovarlo.
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10,00

L'alfabeto di Freud e la sua ultima paziente, l'Inghilterra, dalla A alla Z

di Jonathan Tel

editore: SARTORIO

pagine: 142

1939. Sigmund Freud è fuggito da Vienna a Londra, portando con sé il famoso divano, la collezione di totem tribali e la determinazione a liberare il subconscio. Accompagnato da Jones, suo fedele biografo e medico, si avventura nella città di Virginia Woolf e di T.S. Eliot - dei banchieri e dei nudisti, dei soldati e dei chiaroveggenti, delle statue di cera e dei più stravaganti infusi di té - dove scopre una serie di segreti scioccanti... In un'atmosfera sospesa e onirica che pervade le pagine di questo romanzo, la figura di Sigmund Freud aleggia quasi incorporea e al tempo stesso reale. Il Doktor così viene chiamato nel libro - si ritrova a vivere l'ultimo scorcio di vita in una Londra ossessionata e condizionata dall'incubo della guerra incombente. La città che si materializza ai suoi occhi non è semplicemente un intrico di strade e una serie di case, ma la personificazione di tutte le narrazioni che nell'arco degli anni l'hanno vista protagonista di romanzi e opere letterarie. Freud si propone di esplorarla in tutte le sue contraddizioni.
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13,50

I bosch di Celti

di Edoardo Zuccato

editore: SARTORIO

pagine: 76

"I bosch di Celti" (Il bosco celtico) presenta personaggi e situazioni che si intrecciano trasfigurandosi senza sosta, come nelle miniature irlandesi. La relazione fra vegetale e animale, natura e cultura, materiale e spirituale è descritta nei termini di un movimento da territori periferici (la prima e l'ultima sezione del libro) attraverso una regione mediana. Sul piano del tempo profondo la città (cioè la storia) viene vista come periferia del bosco (cioè della natura), mentre sul piano del tempo storico il libro offre uno sguardo su due estremi dell'Europa, le Isole Britanniche e la Grecia, osservate da un punto intermedio, ovvero le zone dell'Italia che nella loro lingua hanno conservato alcuni suoni dell'antica presenza dei celti. I quali, come è noto, celebravano nelle selve i loro riti sacri, per cui "il bosco celtico" sta anche a significare un luogo di culto, un "tempio". Senza dimenticare, come ultima metamorfosi, che il bosco è un'antica immagine per il testo, cioè per l'intrico di versi e lingue di cui questo libro è composto.
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