Se
La felicità domestica
di Tolstoj Lev
editore: Se
pagine: 152
La felicità domestica (scritta a Iasnaia Poliàna nel 1859) uscì in Russia nel mentre, dopo il fulgore delle speranze suscitate
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Le diaboliche
di Barbey d'Aurevilly Jules-Amédée
editore: Se
pagine: 240
Jules-Amédée Barbey d'Aurevilly (1808-1889) fu dandy, cattolico e legittimista proprio nei tempi in cui questi tre modi di ess
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Parole di sufi
di Farid Ad-din Attar
editore: Se
pagine: 284
"Dopo la lettura e la meditazione della Parola di Allah e degli ahddith del Profeta (
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America
di Jean Baudrillard
editore: Se
pagine: 139
"L'America esorcizza la questione dell'origine, non ha il culto dell'origine né il mito dell'autenticità, non ha un passato né una verità fondatrice. Non avendo conosciuto l'accumulazione primitiva del tempo, vive in una perenne attualità. Non avendo conosciuto l'accumulazione lenta e secolare del principio di verità, vive nella simulazione perpetua, nella perenne attualità dei segni. Essa non ha un territorio ancestrale; quello degli indiani è oggi circoscritto entro i limiti delle riserve che sono l'equivalente dei musei dove sono stipati i Rembrandt e i Renoir. Ma tutto questo non ha importanza l'America non ha problemi identità. La potenza futura è riservata ai popoli senza origine che sapranno sfruttare sino in fondo questa situazione. Gli Stati Uniti sono l'utopia realizzata. Non bisogna valutare la loro crisi allo stesso modo della nostra, quella dei vecchi paesi europei. La nostra è crisi di ideali storici posti di fronte a una realizzazione impossibile. La loro è crisi dell'utopia realizzata in relazione alla sua durata e alla sua permanenza. La convinzione idillica degli americani di essere il centro del mondo, la potenza suprema e il modello assoluto, non è falsa. E non si fonda tanto sulle risorse, le tecnologie e le armi, quanto sul presupposto miracoloso di un'utopia incarnata, di una società che, con un candore che può apparire insopportabile, si regge sull'idea di essere la realizzazione di tutto ciò che gli altri hanno sognato."
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Parole di sufi
di Farid Ad-din Attar
editore: Se
pagine: 287
Dopo la lettura e la meditazione della Parola di Allah e degli ahddith del Profeta (
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Il verbo degli uccelli
di Farid Ad-din Attar
editore: Se
pagine: 239
Le notizie tramandateci su Farid ad-din Attar, uno dei più celebri poeti mistici persiani, sono scarse e incerte. Visse tra il 1100 e il 1200, in un'epoca in cui il Sufismo era assai praticato e i problemi della metafisica erano oggetto di attiva speculazione. Per un certo tempo esercitò probabilmente la professione di farmacista (Attar significa infatti "il venditore di droghe") e, per quanto si sappia ben poco della sua educazione, ebbe sicuramente una conoscenza profonda della musica, dell'astronomia, della medicina e delle teorie delle scuole dell'epoca. Tra le numerose opere che gli vengono attribuite, "Il verbo degli uccelli", di cui è accertata l'autenticità, è la più celebre.
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Il verbo degli uccelli
di Farid Ad-din Attar
editore: Se
pagine: 240
Le notizie tramandateci su Farid ad-din 'Attàr, uno dei più celebri poeti mistici persiani, sono scarse e incerte
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