Sellerio Editore Palermo
Rien ne va plus
di Antonio Manzini
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 310
Scompare, letteralmente nel nulla, un furgone portavalori
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Tokyo soundtrack
di Hideo Furukawa
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 759
All'inizio è l'eden, l'incanto di un'isola in cui l'uomo sembra non aver lasciato traccia
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Vite straordinarie di uomini volanti
di Errico Buonanno
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 176
«Questo sarà un manuale di volo
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I beati Paoli
di Luigi Natoli
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 1255
Pubblicato a puntate sul "Giornale di Sicilia" tra il maggio del 1909 e il gennaio del 1910, I Beati Paoli
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Tradurre un continente. La narrativa ispanoamericana nelle traduzioni italiane
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 233
Grazie ad autori come García Márquez, Borges, Vargas Llosa, Cortázar, nella seconda metà del XX secolo la letteratura ispanoamericana ha assunto uno spazio di primo piano nel panorama dell'odierna Weltliteratur. Per la cultura italiana, è stata una seconda scoperta dell'America: al posto delle meraviglie del nuovo mondo, incanti, splendori (e a volte stereotipi) del realismo magico e dintorni; al posto delle caravelle di Colombo, le traduzioni di romanzi come Cent'anni di solitudine, L'aleph, La città e i cani, e molti altri. Osservare la narrativa ispanoamericana contemporanea attraverso lo studio delle versioni italiane di quei testi diventa l'occasione per riflettere sulla ricezione di quella letteratura nel nostro paese e sulle forme e i modi della traduzione letteraria. Guardando non solo agli autori ormai universalmente riconosciuti, ma anche a quelli che - forse proprio per le difficoltà della loro traduzione - rimangono tuttora meno noti in Italia. Nella traduzione di romanzi o racconti ispanoamericani le sfide, o le insidie, possono essere molte: le trappole dell'esotismo con i suoi miraggi; la ricerca di una resa dell'alterità culturale (flora e fauna, storia e costumi sociali, gastronomia, etnografia) che non sacrifichi la letterarietà del testo; il confronto con un immaginario non privo di semplificazioni e luoghi comuni; le peculiarità dello spagnolo d'America, oltre ovviamente a quelle dello stile di ciascun autore.
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I maestri di tuina
di Feiyu Bi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 408
"Premere e afferrare", tuina. È il nome di un massaggio basato sulla medicina cinese tradizionale, di norma effettuato da massaggiatori ciechi. A Nanchino, in un centro tuina, lavora uno dei migliori, il dottor Wang. Ha la fortuna di vivere in un momento speciale, quello che a tutti sembra davvero un'epoca d'oro. L'epoca dei desideri e dei soldi, della possibilità di una vita nuova, perché la Cina in pochi anni è cambiata per sempre. Dalle sale di un centro massaggi il dottor Wang e i suoi colleghi sentono giungere la violenta crescita economica del loro paese e cominciano a covare sogni che finalmente sembrano potersi realizzare. Nel salone c'è una ragazza cieca dalla nascita, pianista dotatissima, che ha rinunciato alla carriera di concertista dopo la sua prima esibizione. Un ragazzo suscita l'ilarità dei colleghi ogni volta che apre bocca, a causa del suo pesante accento del Nord, ma questo non impedisce che la nuova massaggiatrice si invaghisca di lui dopo appena due giorni. Ci sono le fantasie taciute, le speranze a un passo dall'essere realizzate, e delicatissime storie d'amore. Grazie alla sensibilità dei suoi personaggi, Bi Feiyu realizza un sorprendente racconto della Cina contemporanea, della sua complessa originalità, del sottile umorismo della vita di tutti i giorni. E della grande poesia che si cela nei gesti e nelle esistenze di chi attraversa il mondo senza mai guardarlo.
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Festa di piazza
di Gian Mauro Costa
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 298
Enzo Baiamonte, il piccolo eroe testardo della serie di Gian Mauro Costa, ha chiuso per sempre la saracinesca del laboratorio di elettrotecnico. La sarta Rosa, il suo tardivo amore, lo convince a richiedere il patentino di investigatore privato. A che prò - pensa con la scarsa autostima di sempre -, per cercare cagnolini scomparsi, per inseguire qualche adultero? Però, una piccola pensione ce l'ha, per la compagnia ci sono gli scoponi con i quattro amici e poi i lavoretti occasionali non gli mancheranno. Ed è proprio nel corso di uno di questi, che si fissa al solito su una di quelle piste che la fantasia gli fa scorgere. Ingaggiato per curare l'impianto elettrico per la festa della Madonna Addolorata del suo quartiere palermitano, Baiamonte entra in un certo giro, sente discorsi, apprende del cantante neomelodico che è stato anche a lungo uno "scappato" (un piccolo boss fuggito in America durante una guerra tra cosche), si interessa a un individuo di nessun conto ma silenzioso e impenetrabile come una pietra. La sua mente non riesce a star ferma e, contro la sua stessa volontà, comincia a mettere insieme elementi sparsi, che nessuno mai ha pensato di associare: una rapina con il morto innocente, un furgone ammaccato, la scomparsa di un carico d'oro, piccoli furti dalle tombe del cimitero; e legge segni: una foto, una smorfia, un'amicizia infantile, le cure esagerate di una megera, un colloquio cifrato. Così osa immaginare un doppio crimine sottratto alla vista di tutti quanti.
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Il dito alzato
di Giulio Angioni
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 246
Il dito alzato, come fa chi chiede la parola, per dire la sua. In questo libro Giulio Angioni dice la sua su cose piccole, grandi e grandissime del mondo e della vita. Come tutti, sempre, potendo. Prende la parola su ciò che ci sta accadendo, nel vasto mondo quanto in Italia, in particolare nella sua Sardegna. Anche a rischio di fare il guastafeste, dice la sua sui nuovi modi di morire, su Obama, su migranti, leghisti, razzisti, la munnezza di Napoli, su libri, autori, editori e altro ancora. Anche a rischio di mettersi dalla parte del torto. Perché pure questo serve, a volte, quando è difficile scegliere da che parte stare e come starci. Se dire la propria può essere normale atto di vita in comune, farlo con un libro è forse la maniera più discreta di alzare il dito per urgenza di dire e di capire.
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L'Armada
di Franz Zeise
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 262
"L'Armada", romanzo del 1936 travolto dai travagli della storia (come accadde all'autore di cui si perdono le tracce, demente in un ospedale) è innanzitutto il ritratto di Don Giovanni d'Austria, bastardo di Carlo V, a cui il fratellastro Filippo II regnante affida l'armata che dovrà difendere la cristianità nella battaglia di Lepanto. Un ritratto in cui Leonardo Sciascia, in una splendida introduzione, vede il volto demoniaco e folle del potere. Il romanzo comincia nel 1546, a Ratisbona, con l'"inquadratura" di Carlo V presente in città per contrastare i principi ribelli. E "inquadrare" definisce appropriatamente la prosa sinuosa di Zeise: fortemente visiva, sembra spostarsi come lente su un paesaggio, ora a ingrandire particolari minuti ora ad allargare panoramiche. Tutti credono l'imperatore assorto in grandi progetti, lui invece, chiuso in camera, con i ferri da calza intreccia una nappa per la spada e di notte rivive gli incubi della madre pazza. Per sedarne l'inquietudine morbosa, un cortigiano gli introduce in stanza la bella figlia di un mastro cintaio. Così l'Imperial Bastardo sarà il frutto della malinconia di un vecchio. Il romanzo ne seguirà la sorte fino all'estremo giorno da governatore sotto le torri di Namur, in un seguito di forza, follia e passioni drammaticamente culminante nella descrizione della battaglia di Lepanto ma senza che mai si alzi sguardo da questa misura terrestre e bassa con cui abbiamo scorto all'inizio l'incubo dell'imperatore.
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Polis in fabula. Metamorfosi della città contemporanea
di Anna Lazzarini
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 212
"La forma, la cultura, l'immagine della "città" in pochi anni sono radicalmente cambiate
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Processo all'articolo 4
di Danilo Dolci
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 425
Il 2 febbraio 1956 Danilo Dolci veniva arrestato mentre guidava un gruppo di braccianti a lavorare nella Trazzera vecchia, una strada nei pressi di Partinico abbandonata all'incuria. Al commissario di polizia che era intervenuto per interrompere quello "sciopero alla rovescia", come venne chiamato, Dolci rispose che "il lavoro non è solo un diritto, ma per l'articolo 4 della Costituzione un dovere: che sarebbe stato, era ovvio, un assassinio non garantire alle persone il lavoro, secondo lo spirito della Costituzione". L'accusa era di occupazione di suolo pubblico e resistenza a pubblico ufficiale e a Dolci e ai suoi venne negata la libertà provvisoria. L'opinione pubblica allora si mobilitò contro la polizia e il governo Tambroni, deputati e senatori intervennero con interrogazioni parlamentari, le voci più influenti del paese si schierarono a fianco di Dolci. Ciò che avvenne intorno allo sciopero alla rovescia di Trazzera vecchia, nelle piazze, nelle camere di polizia, sui giornali, nei tribunali, fu lo scontro sui modi opposti di considerare la legalità in Italia: la Costituzione, come regola vivente dei cittadini, contro la pratica dell'autoritarismo gerarchico, eredità fascista. Da qui il titolo del libro, che significava che le autorità trascinavano alla sbarra, non tanto il gruppo dei manifestanti, quanto la Costituzione stessa.
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I maestri di Gibellina
di Davide Camarrone
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 114
Ricostruire Gibellina, il paese distrutto dal terremoto del 1968 e ricoperto dal bianco cemento poroso del Cretto di Burri, ri
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