Viella
Studi per le «Sorti». Gioco, immagini, poesia oracolare a Venezia nel Cinquecento
editore: Viella
pagine: VIII-268
Francesco Marcolini, l'editore di Pietro Aretino e di Sebastiano Serlio, nella Venezia del primo Cinquecento era per tutti l'"
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«Per lasciare di me qualche fama». Vita e viaggi di Amerigo Vespucci
di Ilaria Luzzana Caraci
editore: Viella
pagine: 316
Nell'affresco della storia della conoscenza del mondo, Amerigo Vespucci è uno dei personaggi di primo piano, ma anche una delle figure più discusse. Da quando, nell'aprile del 1507, alcuni eruditi proposero di dare il suo nome alle terre scoperte da Colombo, è stato descritto dagli apologeti come un eroe solitario senza macchia, e dai detrattori come una spia della Spagna, un mercante avido, un millantatore privo di scrupoli. Sappiamo oggi che non fu nulla di ciò, né un condottiero, né un navigatore. Figlio della cultura umanistica fiorentina, viaggiò con spagnoli e portoghesi senza mai assumere ruoli di comando. E tuttavia fu tra i primi a rendersi conto dell'estensione dell'America Meridionale e il primo a farla conoscere in Europa, divulgando tra un vasto pubblico le caratteristiche del «Nuovo Mondo»: una natura selvaggia e incontaminata, popolata da animali e genti strane, fatta di contrasti, opulenta, seducente. L'immaginario collettivo costruì proprio sulle sue descrizioni le prime visioni dell'America e la cultura europea ne restò affascinata. Il libro ripercorre sulla base delle più recenti indagini storiche e di tutta la documentazione disponibile la vita di Vespucci, dalla giovinezza a Firenze ai viaggi transatlantici, fino agli anni della maturità a Siviglia e alla morte, chiarendo anche - una volta per tutte - i suoi rapporti con Colombo e il ruolo che ebbe in quel momento cruciale della storia che fu l'epoca delle grandi esplorazioni geografiche.
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«Se fussero più ordinate, e meglio scritte...» Giovanni Battista Ramusio correttore ed editore delle Navigationi et viaggi
di Romanini Fabio
editore: Viella
pagine: 308
La raccolta Navigationi et viaggi curata da Giovanni Battista Ramusio uscì in tre volumi tra il 1550 e il 1559
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Gli ordini ospedalieri tra centro e periferia. Atti della Giornata di studio (Roma, 16 giugno 2005)
editore: Viella
pagine: 332
Rispetto ad altre forme di vita religiosa (ordini monastici, ordini mendicanti etc.) gli ordini ospedalieri - tra cui spiccano gli Antoniani, le comunità di S. Giacomo di Altopascio vicino Lucca, di S. Maria di Roncisvalle in Navarra e di S. Spirito in Sassia a Roma - non hanno ottenuto finora l'attenzione che meritano. Alcuni di questi ordini - in particolare quello di S. Spirito, oggetto negli ultimi anni di un rinnovato interesse storiografico - vengono affrontati in questo volume sotto la particolare angolazione dei rapporti tra centro e periferia, ovvero l'articolato legame tra la casa madre e le filiali dell'ordine, diffuse a volte in tutta la Cristianità. Una sezione del volume è riservata al confronto con gli ordini religioso-militari (in particolare i Gerosolimitani e i Lazzariti) che sono serviti da modello agli ordini ospedalieri per alcuni importanti aspetti della loro spiritualità e delle loro strutture organizzative. Un tema ampiamente trattato è anche quello relativo alla raccolta di elemosine ad ampio raggio geografico (questua), importante fonte di entrate esposta però ad abusi, che diedero a questi ordini una fama popolare di scaltrezza e ambiguità.
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La storia al cinema. La schiavitù sullo schermo da Kubrick a Spielberg
di Natalie Zemon Davis
editore: Viella
pagine: 174
Il rapporto fra storia scritta e storia raccontata per immagini è al centro di questa affascinante incursione di una storica nelle rappresentazioni della resistenza alla schiavitù offerte dal mezzo cinematografico. Natalie Zemon Davis, che scrisse Le retour de Martin Guerre e collaborò come consulente per l'omonimo film francese, affronta qui la questione di come l'industria cinematografica abbia ritratto gli schiavi nelle opere di cinque grandi registi: "Spartacus" di Stanley Kubrick (1960), "Queimada" di Gillo Pontecorvo (1969), "La última cena" di Tomás Gutiérrez Alea (1976), "Amistad" di Steven Spielberg (1997), "Beloved" di Jonathan Demme (1998). Attraverso la scelta di un tema specifico, l'autrice sottolinea le potenzialità proprie del cinema di narrare il passato in modo efficace e significativo e di proporre riflessioni convincenti su eventi e processi storici; a condizione però di rimanere fedele alle fonti, lasciando spazio alla creatività e all'invenzione nell'ambito della plausibilità e della verosimiglianza.
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Delio Cantimori e la cultura politica tedesca (1927-1940)
di D`elia Nicola
editore: Viella
pagine: 160
Il rapporto di Delio Cantimori con la cultura politica tedesca nel periodo tra le due guerre mondiali si svolge parallelamente
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I luoghi di Gioacchino da Fiore. Atti del Convegno internazionale (25-30 marzo 2003)
editore: Viella
pagine: 260
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Roma e la riforma gregoriana. Tradizioni e innovazioni artistiche (XI-XII secolo). Atti delle Giornate di studio (Università di Losanna, 10-11 dicembre 2004)
editore: Viella
pagine: 440
Nei decenni finali dell'XI secolo e all'inizio del successivo le arti figurative conoscono a Roma un momento di grande fioritu
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