fbevnts Tutti i libri editi da Vita e pensiero - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 181
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Vita e pensiero

Il Vangelo di Marco

di Bruno Maggioni

editore: Vita e pensiero

pagine: 96

Marco ha scritto il più antico dei quattro vangeli che, in forza della sua essenzialità, è anche il più adatto per quanti cominciano ad accostarsi al Nuovo Testamento. Il racconto di Marco si snoda verso un duplice esito: la rivelazione del mistero di Gesù e la manifestazione di ciò che si trova nel cuore dell’uomo. La figura di Gesù tratteggiata dal primo evangelista è quella inaudita del Messia che instaura il regno di Dio attraverso l’estrema debolezza della croce. E di fronte alla morte del Figlio di Dio il cuore dell’uomo non può sottrarsi alla scelta tra fede e incredulità. Guidano il lettore in questo affascinante percorso l’introduzione e il commento del biblista Bruno Maggioni, acuto interprete della dimensione esistenziale del messaggio evangelico.
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7,00

Sillabe preziose

Quattro salmi per pensare e pregare

di Roberto Vignolo

editore: Vita e pensiero

pagine: 148

Sono a tal punto "preziose" quelle singolarissime "sillabe" che costituiscono il libro dei Salmi, da essere state riconosciute
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14,00

Grammatica e retorica dei santi

di Giovanni Pozzi

editore: Vita e pensiero

pagine: 444

I temi qui trattati riguardano l'influsso che il linguaggio religioso esercita sulla comunicazione umana
Esaurito
32,00

Federico Borromeo e l'Ambrosiana

Arte e Riforma cattolica nel XVII secolo a Milano

di Pamela M. Jones

editore: Vita e pensiero

pagine: 476

Il 28 aprile 1618 Federico Borromeo donava la sua collezione di quadri, disegni, stampe e sculture alla costituenda Pinacoteca
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36,15

Al confine tra la vita e la morte. Il caso-limite dei bambini anencefalici. Aspetti bioetici e giuridici

di Mariella Caporale

editore: Vita e pensiero

pagine: 184

Gli interrogativi messi a nudo dall'applicazione delle grandi scoperte in campo biomedico presentano un'irriducibile ambivalenza, che sfocia sempre più spesso in conflitto aperto. È il campo dei trapianti quello nel quale all'indubbia utilità generale degli avanzamenti realizzati si contrappone un complesso di tormentate questioni etiche, che non trovano una risposta adeguata e soddisfacente. Non si tratta soltanto di problemi relativi all'identità biologica del trapiantato o al consenso informato, ma dell'oggettivo conflitto di interessi tra chi spera nell'imminente trapianto per sottrarsi alla morte e chi non sopravviverà. Appare sempre più labile il confine tra la vita e la morte. La questione dell'accertamento dello stato di morte degli anencefali chiama in causa la questione speculare dell'accertamento dello stato di esseri viventi e dell'inizio della vita umana. Quello dei soggetti assenti cerebralmente da caso-limite diviene un caso paradigmatico.
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15,00

Terzo settore: i molti volti del caso italiano

di Lucia Boccacin

editore: Vita e pensiero

pagine: 174

Il terzo settore rappresenta ormai una componente fondamentale della società italiana: è infatti sotto gli occhi di tutti la rilevanza societaria dell’azione svolta dalla pluralità di organizzazioni non-profit che lo costituisce e che comprende tra gli altri – come è noto – il volontariato organizzato, la cooperazione sociale, l’associazionismo sociale, le fondazioni sociali. Proprio la differenziazione interna dell’area e il ruolo che, nel complesso, essa può svolgere nel Paese alla luce dei nuovi orientamenti di politica sociale, sono al centro del presente volume il quale, a partire dalla più recente riflessione sociologica e attraverso il sostegno della ricerca empirica, offre interessanti categorie interpretative circa la natura del terzo settore, le sue articolazioni, la sua morfogenesi. In particolare nel testo sono richiamati i tratti distintivi del fenomeno in esame, sono rese visibili alcune soggettività finora poco esplorate, sono indagati e messi a fuoco alcuni indicatori di forza o di debolezza delle organizzazioni di terzo settore. Sono, inoltre, considerati i trade-offs tra le diverse organizzazioni di terzo settore e gli altri soggetti sociali, in particolare afferenti allo Stato e al mercato. Da essi emerge chiaramente che il terzo settore italiano sembra essere giunto ad un bivio: o si emancipa dalle diverse dipendenze – di natura economica, strutturale e anche culturale – che lo legano in modo tuttora prevalente allo Stato e in modo emergente al mercato e riafferma la propria identità societaria oppure il rischio di estinguersi nell’uno o nell’altro polo sembra assumere attualmente molta più consistenza che in passato. In tale querelle, l’autonomia sociale rappresenta il banco di prova delle organizzazioni di terzo settore, costituendo, al tempo stesso, una sfida e una risorsa cruciale.
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12,00

La corsa di Pinocchio

di Giovanni Gasparini

editore: Vita e pensiero

pagine: 172

Pinocchio, il libro più diffuso e tradotto nel mondo dopo la Bibbia e il Corano, è stato sottoposto nel corso di un secolo a interpretazioni numerosissime e molto diverse, da quelle pedagogiche e letterarie a quelle storico-politiche, semiologiche, psicoanalitiche ed esoteriche. Questo saggio cerca di dimostrare che è possibile rileggere oggi in modo innovativo il capolavoro di Collodi, facendone risaltare il carattere archetipico e insieme di grande attualità. L’esplorazione avviene con un approccio inconsueto e un metodo originale, ai bordi tra scienze sociali e critica letteraria, e sviluppa una continua attenzione al testo e alla sua sotterranea valenza simbolica e poetica. Singolare è la prospettiva interpretativa, che sottolinea l’ipotesi di Pinocchio come campione della velocità, con i significati e le implicazioni del suo continuo correre e saltare. Quattro gli argomenti fondamentali affrontati: il tempo, visto tra l’altro nei rimandi tra passato, presente e futuro; lo spazio e il territorio; il denaro, esaminato nella sua relazione con la fame e con il lavoro; la morte e la salvezza, con il richiamo ai temi della violenza, dei valori e delle virtù. Dopo un raffronto tra Pinocchio e Il piccolo principe di Saint-Exupéry, il saggio si conclude ponendo in evidenza gli elementi lirici del racconto collodiano e ne indica in Pinocchio stesso, sorprendentemente, il polo poetico fondamentale.
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13,00

Sulla cultura di Montale

Tre conversazioni

di Claudio Scarpati

editore: Vita e pensiero

pagine: 104

Una tradizione di studi ha dimostrato che la poesia di Montale si nutre di cultura
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10,00

Vaticano

di Fulvio Roiter

editore: Vita e pensiero

pagine: 152

Piazza S. Pietro e l'omonima basilica, il Palazzo Apostolico, gli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina: queste le immagini che immediatamente si associano al Vaticano, sede del Papa e quindi centro del Cattolicesimo, uno dei luoghi più noti e visitati al mondo. Un soggetto tutt'altro che "inedito", e tuttavia una realtà singolarissima, di cui l'occhio e la macchina di Fulvio Roiter restituiscono intatti il fascino e la suggestione. La folla dei pellegrini, le celebrazioni liturgiche, la Guardia svizzera, i Musei Vaticani; ma anche i giardini, i cortili, gli spazi più raccolti, la quiete della preghiera: particolari che talvolta sfuggono allo sguardo del turista, attraverso l'obiettivo di un maestro della fotografia compongono un quadro il cui intento non è anzitutto documentario. Infatti, le fotografie di Roiter interpretano con efficacia l'originalità, la complessità e persino il paradosso di questo minuscolo Stato, spazio di storia, cultura, arte e fede; piccolo angolo di Roma, che risuona delle voci e dei problemi del mondo. Un "centro eccentrico", dunque (come sembra indicare ai fedeli raccolti nella piazza l'indice puntato della statua di Pietro), il cui potere di attrazione rimanda altrove, al suo nucleo più autentico e propulsivo: l'annuncio di Cristo che chiede di essere suoi testimoni fino agli estremi confini della terra.
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52,00

1546-1633 Antonio Querenghi

Un letterato padovano nella Roma del tardo Rinascimento

di Uberto Motta

editore: Vita e pensiero

pagine: 376

Antonio Querenghi fu figura di spicco sulla scena culturale e letteraria italiana tra la fine del Cinquecento e il principio del secolo successivo; colto e stimato diplomatico, egli visse tra la natale Padova e Roma, con brevi soggiorni presso la corte Farnesiana di Parma e il Castello Estense di Modena. Scrittore bilingue (in volgare e in latino), proprietario di una biblioteca privata fra le più ricche d’Europa, il Querenghi strinse rapporti con i filosofi e con i poeti, prestando ad essi il proprio aiuto e i propri consigli: da Francesco Patrizi a Torquato Tasso, da Galileo Galilei a Battista Guarini. Questo volume attende a ricostruire sia la lunga vicenda biografica dell’umanista patavino, sia l’ampio catalogo delle sue opere, muovendo dalle pagine che al Querenghi dedicarono gli eruditi del Sei e del Settecento. La ricerca fissa con esattezza i tempi e i luoghi della vita querenghiana, ne definisce le amicizie e le frequentazioni, a partire dalla stagione universitaria padovana; porta quindi alla luce un percorso letterario e culturale con alcuni momenti di rilievo: dalle relazioni epistolari con Federico Borromeo alle scritture nei dintorni della scienza galileiana, dalle poesie latine scambiate col Tasso fino alle consulenze filologiche offerte dal Querenghi a difesa dei classici e dei moderni.
Esaurito
31,00

Il giudice e l'eretico

Studi sull'Inquisizione romana

di John Tedeschi

editore: Vita e pensiero

pagine: 460

Agli inizi dell’età moderna la Congregazione del Sant’Uffizio, da cui in Italia dipendevano i tribunali dell’Inquisizione, ebbe un ruolo preminente fra le organizzazioni create dalla Chiesa cattolica per riformare se stessa e contrastare la diffusione del protestantesimo. Tuttavia, malgrado l’abbondanza degli studi su Riforma e Controriforma e l’interesse attuale per questo periodo, l’Inquisizione romana spesso appare descritta a tinte fosche come esempio di arbitrarietà e orrori giudiziari, oppure prudentemente semplificata con generici accenni. Tale, dunque, il controverso oggetto dell’indagine svolta da John Tedeschi in questi saggi, frutto di una lunga attività di ricerca, condotta con rigore critico e precisione filologica. Proprio l’analisi scrupolosa di documenti originali, spesso inediti, e l’osservazione comparata del funzionamento dell’Inquisizione romana e della contemporanea giustizia secolare delineano un quadro ben diverso da quello tradizionalmente recepito, evidenziando i limiti di interpretazioni schematiche ormai sedimentate nell’immaginario collettivo. Procedendo sulla via del «restauro filologico» Tedeschi chiarisce equivoci e manipolazioni della terminologia inquisitoria (per esempio «abbruciare» letto al posto di «abiurare», «carcere perpetuo» anacronisticamente interpretato come carcere a vita) e indica alcuni fattori che possono aver contribuito al loro perpetuarsi. Si scopre così non solo la relativa mitezza delle pene comminate dall’Inquisizione romana, ma anche l’inaspettata modernità delle sue procedure. In esse, infatti, si ritrovano, seppure in forma embrionale, metodi e consuetudini che assai più tardi avrebbero fatto la loro comparsa nel diritto penale: la limitazione del ricorso alla pena di morte, la presenza di un «pubblico difensore», l’utilizzo di quelle che oggi definiremmo perizie, il diritto di appello a una corte di grado superiore, la prassi della libertà condizionata e persino degli arresti domiciliari. Così «se di giustizia in senso etico non si può parlare, si deve riconoscere che la giustizia in senso legale, nel contesto giurisprudenziale dell’Europa dell’inizio dell’età moderna, fu realmente erogata dall’Inquisizione romana». Questa la tesi sostenuta e argomentata da Tedeschi con una rigorosa operazione storiografica. Lontano dalla provocazione come da intenti apologetici, il suo lavoro, considerato tra le opere fondamentali sull’argomento, offre un contributo determinante alla revisione della «leggenda nera» dell’Inquisizione, che tanto pesantemente ha condizionato l’immagine del rapporto tra Chiesa e mondo moderno.
Esaurito
30,00

Sulle tracce degli Umiliati

di Maria Pia Alberzoni

editore: Vita e pensiero

pagine: 672

Attestato nelle fonti a partire dagli anni settanta del xii secolo, quello degli Umiliati fu un originale movimento religioso: sorto nell’Italia settentrionale, agli inizi composto prevalentemente da laici, uomini e donne – anche sposati –, nel 1201 venne trasformato da Innocenzo III in un singolare Ordine tripartito, i cui membri erano tenuti a vivere del proprio lavoro: i primi due ordini erano costituiti da comunità di tipo regolare, e il Terzo ordine era formato da laici che, pur continuando a vivere in famiglia, seguivano un particolare Propositum. L’Ordine, che si diffuse ampiamente soprattutto al nord della penisola, esercitò per un certo periodo un notevole influsso sulla società contemporanea. Sul tema che, nel complesso, non ha avuto finora una fortuna storiografica adeguata alla sua rilevanza, il volume presenta una raccolta organica di undici saggi, nati da una ricerca avviata nel 1986. Partendo dall’esame rigoroso di fonti inedite, essi mettono a fuoco sia questioni centrali per la storia dell’Ordine sia problemi metodologici importanti per la prosecuzione degli studi. I saggi, distribuiti in tre sezioni: Fonti e storiografia, Problemi di fondo, La diffusione in Lombardia: prime indagini, sono quasi tutti corredati di appendici documentarie.
Esaurito
47,00

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