Vita e pensiero
Arte politica e metretica assiologica. Commentario storico-filosofico al «Politico» di Platone
di Migliori Maurizio
editore: Vita e pensiero
pagine: 420
Esaurito
Esaurito
Appunti di filosofia
di Gustavo Bontadini
editore: Vita e pensiero
pagine: 320
L’acume teoretico di Bontadini e la forza dei dibattiti da lui suscitati emergono da queste pagine, anche se scritte per una più ampia cerchia di lettori. Questi Appunti di filosofia (raccolti per la prima volta in una pubblicazione del Liceo Valsalice, Torino s.d.) sono infatti articoli pubblicati (dal 1954 al 1973) in “L’Educatore Italiano”: e formano una sintesi dei temi forse più importanti della sua filosofia. Ritornano così i passaggi peculiari nella teoresi di Bontadini: prima fra tutti la “semantizzazione” dei concetti di “essere”, “esperienza” “divenire”, con l’invito ai lettori di avanzare le proprie opinioni e con le risposte sempre puntuali, risolutive.
Restano poi i luoghi decisivi del pensiero bontadiniano: il discorso sulle aporie del divenire e il passaggio all’”Essere”, che è di “Dio”. Anche in questi Appunti la riconquista della metafisica classica viene operata a partire della critica al “fenomenismo cartesiano”, del quale Bontadini smaschera l’ingiustificato presupposto; e poi con alcune disamine della successiva storia del pensiero moderno, che ha condotto all’idealismo di G. Gentile e quindi al “bivio” che sta tra idealismo e problematicismo (A. Banfi, U. Spirito). Il lettore ritroverà poi in “Sull’attualità” anche il Bontadini caustico e pungente della polemica quotidiana. E le occasioni, come è facile notare, furono fra quelle cruciali degli anni Cinquanta e Sessanta: bomba atomica, satelliti artificiali, diritto di sciopero…
Esaurito
Contattaci
Famiglia e adozione internazionale: esperienze, normativa, servizi
editore: Vita e pensiero
pagine: 244
Dopo anni di relativo silenzio, si assiste oggi ad un rinnovato interesse per le questioni legate all’adozione internazionale. Il tema dell’adozione internazionale si interseca e allo stesso tempo si distingue da quello della multietnicità, tema che ha acquistato negli ultimi anni anche in Italia una notevole rilevanza sociale: quali prospettive di inserimento sociale hanno questi minori di diversa etnia? Quali problematiche essi hanno in comune con i figli di famiglie immigrate e quali aspetti di specificità sono connessi alla loro particolare situazione? Infatti, alle problematiche già molto complesse legate all’inserimento di un minore in un nuovo contesto familiare, nei casi di adozione internazionale si aggiungono anche quelle relative all’integrazione in un contesto sociale e culturale differente.
Il presente volume intende fornire alcune piste di lettura sull’adozione internazionale in un’ottica propriamente interdisciplinare: all’esposizione della normativa e dei nodi problematici della sua applicazione, si affiancano alcune riflessioni derivate dall’esperienza del lavoro clinico e sociale e i dati di due ricerche condotte all’interno del Centro Studi e Ricerche sulla Famiglia sulle famiglie adottive con adolescenti/giovani adulti e sulle associazioni familiari che lavorano in questo settore.
I contributi del volume, pur nella eterogeneità dei punti di vista, sembrano concordi nell’evidenziare la complessità e la delicatezza dell’inserimento di un minore di diversa etnia in un nuovo contesto familiare con un differente panorama sociale e culturale e la necessità di fornire elementi ultili per assicurare alle famiglie adottive un sostegno più adeguato ed incisivo, anche nelle fasi successive all’adozione stessa.
Esaurito
Cesare Cesariano e il classicismo di primo Cinquecento
di Alessandro Rovetta
editore: Vita e pensiero
pagine: 616
La personalità di Cesare Cesariano (Milano, 1475-1543) è tra le più significative del Rinascimento artistico e architettonico padano. Cresciuto all’ombra di Bramante e Leonardo, Cesariano svolse la sua prima attività di pittore tra Ferrara, Reggio e Parma. Rientrato a Milano attorno al 1513, lavorò per il Duomo e per il Castello di Porta Giovia. Ma il suo principale impegno fu il volgarizzamento del De Architectura di Vitruvio accompagnato da un fitto commento testuale e iconografico. L’edizione uscì nel 1521 dalla tipografia comasca di Gottardo da Ponte. L’opera risulta essere il primo volgarizzamento a stampa del trattato augusteo, per di più accompagnato da un apparato che ne accentuava gli intenti di attualizzazione nell’ambito del rinascimento non solo lombardo, come attesta la fortuna su scala europea delle sue illustrazioni.
Gli atti del Seminario di Studi «Cesare Cesariano e il classicismo di primo Cinquecento tra Milano e Como» (Varenna, 7-9 ottobre 1994), curati da Maria Luisa Gatti Perer e Alessandro Rovetta, offrono un articolato profilo dell’artista-teorico e del contesto che ne accompagnò la multiforme attività. Segue l’edizione moderna del primo libro del Vitruvio «translato, commentato e affigurato», curata da Alessandro Rovetta. Lo studio sistematico delle fonti e dei contenuti teorici, verificato sull’analogo tentativo sorto attorno a Raffaello, offre uno spaccato della cultura milanese di primo rinascimento dove mondo artistico e mondo umanistico si fondono per un’inedita immagine professionale dell’architetto.
Contattaci
I-IV Mimiambi
di Eronda
editore: Vita e pensiero
pagine: 352
È il primo volume di una nuova edizione critica dei Mimiambi di Eronda, curata da L. Di Gregorio. Con il suo ampio e organico commento esso mira, alla luce di quanto si è venuto al riguardo scrivendo nell’arco di un secolo, da una parte a chiarirne nei diversi aspetti il testo, nel quale non si finisce mai di scavare, dall’altra a fornire elementi utili che permettano di collocarli al giusto posto nella storia della letteratura greca e di valutare correttamente la personalità artistica del loro autore.
Esaurito
Il malinconico incantesimo
La narrativa di Georges Rodenbach
di Marco Modenesi
editore: Vita e pensiero
pagine: 264
Il successo straordinario che, nel 1892, conosce Bruges-la-Morte – uno dei massimi esempi della narrativa simbolista-decadente di lingua francese –, impone il topos della «città morta» nell’immaginario di tutta la letteratura fin-de-siècle. Bruges affascina il lettore con le sue tonalità grigie, la sua luce crepuscolare e l’incantevole, quanto malinconico languore che, nel romanzo, traduce l’identità di una città, ma soprattutto la storia di un’anima in cui viene a riconoscersi una generazione intera di scrittori, quella di Camille Mauclair, di Jean Lorrain, di Joris-Karl Huysmans, di Joséphin Péladan, di Camille Lemonnier, di Maurice Barrès, di Thomas Mann, di Gabriele D’Annunzio e di Antonio Fogazzaro.
Appoggiandosi su teorie e metodi narratologici, l’analisi attenta delle strutture formali e di quelle tematiche dei romanzi e dei racconti di Georges Rodenbach mette in luce i tratti fondamentali della sua produzione narrativa.
Oltre a rivelarsi sovente degna di grande rispetto a livello estetico, la narrativa rodenbachiana, mantenendosi comunque fedele al modello antropologico baudelairiano da cui tutta la narrativa simbolista prende le mosse, si dimostra interpretazione ed espressione squisitamente personale della cultura fin-de-siècle di cui rimane eccellente e raffinata testimonianza.
Contattaci
Sinisgalli e la cultura utopica degli anni Trenta
di Giuseppe Lupo
editore: Vita e pensiero
pagine: 296
Contattaci
Contattaci
L' idea di persona
di Virgilio Melchiorre
editore: Vita e pensiero
pagine: 560
L’idea di persona nasce, sin dall’inizio, nel punto in cui la definizione dell’uomo si lascia attraversare dalla relazione col divino: si pensi in tal senso alla prassi drammaturgica del grande teatro tragico o a quel pensiero di Epitteto che alla persona dell’uomo affidava il compito di cantare agli dei. È tuttavia solo con la tradizione della teologia trinitaria che l’idea di persona giunge ai vertici della riflessione metafisica: un approdo che, in modi diversi, è stato decisivo anche per le sorti del pensiero moderno, sia quando la riflessione antropologica abbia conservato le proprie matrici religiose, sia quando si sia volta a determinazioni sempre più «secolari».
Com’è noto, nel nostro secolo l’idea di persona è tornata ad essere un riferimento di grande impegno speculativo. Si pensi alla forte stagione del personalismo francese che, con Maritain, con Mounier e con la sua rivista «Esprit», tornò all’incrocio della riflessione metafisica, ma per costituire ad un tempo un serio engagement di tipo «storico». Si pensi, per altro verso, alle vie percorse da certo personalismo americano o a quelle dischiuse con sempre maggior profondità dalla fenomenologia trascendentale: decisivi in tal senso gli scritti di E. Husserl, E. Lévinas, M. Scheler, E. Stein.
Il volume, che ora si raccoglie appunto attorno a L’idea di persona, vede rivisitati i diversi campi della riflessione personalista: non per una ricognizione meramente «archeologica», ma anche per fare il punto sugli sbocchi recenti della tradizione personalista (Ricoeur è a questo proposito il caso forse più emblematico) e sulle nuove prospettive che il pensiero contemporaneo va offrendo all’idea di persona, sia sul versante filosofico, sia sul versante dell’esegesi teologica. L’opera raccoglie il frutto di tre seminari promossi dal dipartimento di Filosofia dell’Università Cattolica, con il concorso di studiosi segnati da diverse tradizioni e orientamenti: un singolare confronto che arricchisce il nostro patrimonio storiografico e che, sotto molti aspetti, offre prospettive di forte rilievo teoretico.
Esaurito
La musica a Milano, in Lombardia e oltre
Volume primo
editore: Vita e pensiero
pagine: 332
1600-1900: tre secoli di storia attraverso musicisti che svolsero la loro attività a Milano, in Lombardia e poco oltre, insomma entro confini che talvolta vanno un poco dilatati dai circoscritti limiti regionali. E questa è un'esperienza nuova per la musicologia lombarda, che da Milano s'irraggia sulle province finitime. I vari secoli attribuiscono alla Lombardia un ruolo primario nella vicenda musicale non solo italiana, secondo una ricerca che si va svolgendo da anni presso i corsi di Storia della Musica dell'Università Cattolica, nonché presso la sezione lombarda dell'A.M.I.S. Senza dire che la riverberazione di echi europei assume, nel secolo scorso, un ruolo di “leader” nel quadro della vita e della società italiana: basti pensare al ben noto privilegio della Scala, che è teatro del mondo e non soltanto di una città e di una regione.
La storia del ricchissimo patrimonio lombardo va quindi articolata secondo i vari indirizzi che si snodano da tutta questa tradizione musicale, di cui il presente libro può essere solo una sorta di premessa e che quindi richiederà una prossima integrazione. Gli autori di questo libro hanno età e culture diverse, però tutte riconducibili alla loro appartenenza, come allievi ed ora collaboratori, ai corsi di Storia della Musica svolti da un quarto di secolo all'Università Cattolica. Sarà opportuno presentare questi collaboratori, secondo la disposizione storica dei loro saggi: Vittorio Gibelli, Maurizio Padoan, Umberto Scarpetta, Luigi Chiavarone, Andrea Luppi, Luigi Inzaghi, Fabrizio Dorsi, Ettore Borri, Enrico Girardi, Piera Anna Franini, Giuliano Tonini, Giancarlo Landini. Un elenco che non vuole definire identità accertate ed altre acerbe, quanto ritrovare presenze già individuate, ove il nome del curatore del volume vuole di proposito confondersi tra di loro, da docente a discente. Ché l'apostolato fa strada ed altri «catecumeni» musicologici stanno già apparendo all'orizzonte: a dire insomma che questo libro potrà forse trovare un compagno: speriamo presto.
Esaurito


