Vita e pensiero
Il pensiero forte di Porfirio
Mediazione fra henologia platonica e ontologia aristotelica
di Giuseppe Girgenti
editore: Vita e pensiero
pagine: 364
Esaurito
Furta Sacra
La trafugazione delle reliquie nel Medioevo (secoli IX - XI)
di Patrick J. Geary
editore: Vita e pensiero
pagine: 208
Obbligatorie per gli arredi degli altari, necessarie per i giuramenti in tribunale, efficaci in battaglia se incastonate sull’impugnatura della spada, le reliquie dei santi e martiri cristiani occupano un posto di grande rilievo nell’immaginario dell’uomo medievale. Il loro culto non riguarda solo le classi meno colte, ma attraversa strati eterogenei della società, coinvolgendo vescovi e regnanti, monaci e contadini, ne caratterizza il peculiare senso del sacro. Il fenomeno è attestato, nell’agiografia medievale, dai genere dei furta sacra, racconti di traslazioni di reliquie, in vario modo trafugate da un luogo all’altro in tutta Europa. Lungi dall’essere condannati questi furti ricorrenti, reali o presunti, vengono invece pienamente giustificati, accolti dal plauso delle comunità di destinazione (monasteri, città, chiese) che del possesso delle reliquie rubate si facevano vanto Rilette da Geary con l’attenzione propria dello storico e con spirito critico, tali narrazioni, popolate da inconsueti protagonisti (religiosi, mercanti, trafficanti professionisti, ladri vagabondi), contribuiscono a delineare con maggiore chiarezza il quadro complesso e variegato del mondo medievale. In particolare, la ricerca si sofferma sul periodo compreso tra il IX e XI secolo, il cosiddetto «Medioevo centrale», poiché proprio allora il fenomeno appare più che mai vivo e diffuso, segnale di un delicato momento di transizione. Alla fine del IX secolo, mentre le strutture centralizzate del governo carolingio vacillavano di fronte al crescente potere dell’aristocrazia locale e regionale, istituzioni e comunità laiche ed ecclesiastiche dovettero cercare altrove sostegno e protezione. Ai santi vennero così attribuiti i compiti di un sistema politico e sociale che andava sgretolandosi.
Le loro reliquie divennero non solo un riferimento religioso, ma addirittura un mezzo di protezione da temute vessazioni e una fonte di sostentamento economico. Baluardo contro miriadi di mali fisici, materiali e spirituali, esse sembravano poter offrire risposte a un universo spesso incomprensibile. In seguito, tali funzioni sarebbero state svolte da altri poteri, sacri e profani, al termine di un processo che vide l’ampliarsi degli orizzonti culturali, il rafforzamento delle istituzioni politiche, lo sviluppo dell’economia. Le reliquie e il culto a esse legato raggiunsero il culmine della propria importanza proprio in tale processo di crisi e riorganizzazione che avrebbero dato origine alle strutture del basso Medioevo, e da lì il mondo moderno, esercitando così un ruolo tutt’altro che secondario nella formazione dell’universo culturale della futura Europa.
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Manzoni e Gadda
di Mattesini Francesco
editore: Vita e pensiero
pagine: 88
Questi saggi accompagnano il lettore a considerare la lezione di metodo dei due grandi scrittori lombardi
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Doctus Horatius. Atti del Convegno di studi per Virginio Cremona (Brescia, 9-10 febbraio 1995)
editore: Vita e pensiero
pagine: 92
Il volume raccoglie gli Atti del Convegno di Studi Oraziani organizzato, in collaborazione con altri Enti, dall'Istituto di Filologia e Storia di Brescia dell'Università Cattolica per onorare la memoria del prof. Virginio Cremona attraverso il poeta romano da Lui prediletto. L'ambito delle relazioni è stato ulteriormente circoscritto agli elementi dotti della produzione poetica del Venosino: Giancarlo Mazzoli indaga sulla presenza del sublime, Alessandro Barchiesi sui rapporti con Pindaro e Simonide nell'ode 4,6, Alfredo Valvo su due variazioni intorno al tema della fides. Precede un breve profilo dello Studioso e del Maestro con l'elenco dei suoi scritti critici.
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Metafisica e deellenizzazione
di Gustavo Bontadini
editore: Vita e pensiero
pagine: 114
In questo libro, che apparve nel 1975 a coronamento di tutta l’ultima fase della riflessione bontadiniana, viene pienamente raggiunto l’obbiettivo che il filosofo si era in essa proposto, vale a dire la rigorosa fondazione della metafisica classica perseguitata attraverso l’affinamento critico del suo nucleo essenziale. Tale nucleo è individuato nel principio di Parmenide che, cimentandosi dialetticamente con l’esperienza del divenire, si determina in ultima istanza come principio di creazione; illuminante al riguardo è soprattutto il primo saggio, Per una teoria del fondamento, del quale non sembra per nulla esagerato affermare che contiene alcune fra le pagine speculative più limpide e insieme più potenti di tutta la filosofia italiana del Novecento.
I saggi successivi si incaricano di sviluppare alcune implicazioni storiche e culturali del discorso metafisico, prendendo altresì in esame il fenomeno della “deellenizazione”. Con questa espressione si usava allora designare, specialmente nel dibattito teologico, il processo di demetafisicizzazione che aveva investito e tutt’ora investe il pensiero cristiano. Come Bontadini mostra con dovizia di argomentazioni, si tratta di un processo alimentato dal rifiuto indiscriminato dell’ontologia greca: cioè, in ultima analisi, dall’attribuzione di un significato meramente cosmologico a quel principio di Parmenide il cui autentico valore è invece schiettamente metafisico.
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Dall'attualismo al problematicismo
di Gustavo Bontadini
editore: Vita e pensiero
pagine: 424
“Costatando che la filosofia contemporanea è giunta a quel bivio che abbiamo determinato(fondare la problematicità o fondare la metafisica), siamo venuti a confermare che essa vive essenzialmente nel futuro. Però i prelegomeni a questa metafisica (o antimetafisica) futura sono diversi, oggi, da quelli ch’erano ancora venticinque anni fa: ed in questo cambiamento è da ravvisare il guadagno sostanziale dell’ultima generazione. La metafisica è riapparsa possibile e istante (mentre la religione, in senso tradizionale, è tornata attuale e determinante)”.
Bontadini sigla così questa sua raccolta di saggi. Sono passati cinquant’anni dalla prima pubblicazione dell’opera (La Scuola, Brescia 1946), ma le parole di Bontadini nulla hanno perduto quanto al loro lavoro speculativo. Dall’attualismo al problematicismo, perciò, è un libro ancora da leggere, anzi da studiare. Aiuta molto a capire la storia filosofica del nostro Novecento; aiuta soprattutto a non smarrire quel senso “forte”, antico e sempre nuovo, della filosofia, cui Bontadini ha legato il suo straordinario Magistero. Filosofia come mediazione incontrovertibile dell’immediato o, per dirla in termini cari al giovane Bontadini, filosofia come “metafisica dell’esperienza”.
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Appunti di neurologia dell'età evolutiva
editore: Vita e pensiero
pagine: 72
La Neurologia è una branca medica che richiede, per essere pienamente e finemente compresa, un buon numero di conoscenze anatomiche, fisiologiche e patologiche.
Gli studenti di facoltà non mediche che affrontano discipline di pertinenza medica sono ormai molti e la Neurologia è spesso chiamata in causa (ad esempio, nel caso della Neuropsichiatria Infantile).
Introdurre gli studenti a questa disciplina può non essere facile e si corre il rischio, insegnandola, di non poter essere completamente intesi.
Tuttavia occorre ammettere che, conferendo a qualunque argomento il giusto taglio, l’intento può essere raggiunto. Lo studente troverà in questo volumetto i disturbi neurologici più frequenti e noti; la trattazione è intervallata da riquadri che esplicitano i concetti più intricati; la bibliografia è stata ridotta all’essenziale.
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