Edizioni Ambiente: Saggistica ambientale
Oltre il greenwashing. Linee guida sulla comunicazione ambientale per aziende sostenibili, credibili e competitive
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 312
Guardati a lungo con sufficienza, quando non addirittura con fastidio, il green marketing e la comunicazione ambientale hanno
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Impronta ecologica. Usare la biocapacità del pianeta
editore: Edizioni Ambiente
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Il capitale naturale in Italia. Aria, suolo, acqua, foreste. Un patrimonio da difendere e arricchire
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 231
L'Italia è un paese ricco? Se guardiamo al suo Capitale Naturale, è uno dei più ricchi al mondo
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Prosperità senza crescita. I fondamenti dell'economia di domani
di Tim Jackson
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 318
La pubblicazione di "Prosperità senza crescita" ha segnato una svolta nel dibattito sulla sostenibilità
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105 buone pratiche di efficienza energetica made in Italy
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 282
L'efficienza energetica è uno degli assi portanti delle politiche europee di sviluppo economico, ed è considerata uno degli el
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Blue economy 2.0. 200 progetti implementati, 4 miliardi di dollari investiti, 3 milioni di nuovi posti di lavoro creati
di Pauli Gunter
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 348
A ben vedere, quelli che vengono celebrati come trionfi dal pensiero economico, che li allinea nelle statistiche sul Pil e sul
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L'Italia del biologico. Un fenomeno sociale, dal campo alla città
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 200
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Bioeconomia. La chimica verde e la rinascita di un'eccellenza italiana
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 175
Il cambiamento in corso oggi è radicale: passando dalla petrolchimica a processi produttivi che utilizzano materie prime vegetali la chimica sta ridisegnando la propria identità. Biopolimeri, biocarburanti, biocombustibili, biolubrificanti: il prefisso "bio" dimostra che l'economia può (e deve) rapportarsi alla società e al territorio in cui colloca le proprie attività e da cui trae le risorse di cui ha bisogno, creando occupazione, profitti e innovazione. Le risorse della bioeconomia offrono tre vantaggi cruciali: sono potenzialmente non esauribili, in genere inquinano molto meno dei loro omologhi fossili e, infine, sono producibili sul territorio e possono quindi garantire maggiore autonomia economica. Mettendo le risorse rinnovabili e i rifiuti alla base dei prodotti di domani si apre una straordinaria sfida economica ed ecologica. Esiste dunque un'alternativa tra corsa alla distruzione di risorse e decrescita. È quella indicata da Nicholas Georgescu-Roegen, l'inventore del termine bioeconomia, osservando che l'energia libera a cui l'uomo può accedere proviene da due fonti distinte: "La prima è uno stock, lo stock di energia libera dei giacimenti minerari nelle viscere della Terra. La seconda fonte è un flusso, quello delle radiazioni solari intercettato dalla Terra". Prefazione di Gunter Pauli.
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State of the world 2014. Governare per la sostenibilità
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 310
Secondo Lester R. Brown, che quarant'anni fa ha fondato il Worldwatch Institute, la governance, intesa come l'insieme dei processi di governo, è l'elemento che più di ogni altro si frappone alla creazione di un futuro sostenibile. "Governare per la sostenibilità" affronta proprio questo nodo fondamentale, che da decenni condiziona le possibilità di realizzare un diverso modello di sviluppo, equo dal punto di vista sociale e rispettoso dell'ambiente. Chi oggi può agire per raggiungere questo obiettivo? Ha ancora senso aspettarsi che lo facciano i governi nazionali? Esistono ancora istituzioni internazionali in grado di approvare politiche che, necessariamente, devono avere anche una dimensione globale? O è meglio ammettere che l'idea di una governance globale - che non sia quella dei mercati o della finanza - può essere messa in soffitta? In realtà, come lasciano intendere gli autori di questa edizione dello "State of the World", è probabile che le speranze emigliori vadano riposte a livello locale. Negli ultimi anni, le azioni più importanti sul clima, a tutela della biodiversità e contro le diseguaglianze, sono infatti venute da movimenti di base che si sono opposti alle agende di governi e aziende. Governare per la sostenibilità racconta queste iniziative, offrendo una serie di prospettive innovative.
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Le imprese della green economy. La via maestra per uscire dalla crisi.Green economy rapporto 2014
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 196
L'attenzione della politica e di buona parte della classe dirigente italiana per la green economy è, quantomeno, discontinua. Se ne parla, va bene per qualche convegno, qualcuno addirittura la liquida con un'alzata di spalle, tanto comunque andremo a carbone e petrolio per un bel po'... Come racconta "Le imprese della Green Economy", la realtà del nostro paese è molto differente. Sono infatti sempre di più le imprese che puntano con decisione in direzione del "green", elemento trasversale in grado di generare innovazione, di migliorare la competitività e di rilanciare l'occupazione. Lo dimostrano anche i dati raccolti nell'indagine sugli orientamenti degli imprenditori della green economy, condotta tra aprile e maggio del 2014 dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile in collaborazione con le organizzazioni delle imprese del Consiglio nazionale della green economy e presentata in questo volume. L'indagine ha raggiunto un campione di 437 imprenditori, che gestiscono imprese che danno lavoro a più di 64.000 persone, e dimostra che chi "pensa verde" cresce, innova e assume, soprattutto donne e giovani.
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Natura in bancarotta. Perché rispettare i confini del pianeta. Rapporto al Club di Roma
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 263
Ci è stato insegnato che dobbiamo consumare per crescere e che dobbiamo consumare senza rallentare
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Un green New Deal per l'Italia. Green economy rapporto 2013
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 240
Non senza qualche ritardo e con alcune diffidenze residue, la green economy è ormai entrata nel lessico ufficiale della politica in Italia. Molto più matura, dopo gli Stati generali del 2012, è la visione della green economy da parte del sistema industriale. "Un Green New Deal per l'Italia" parte proprio dai concetti della green economy per avanzare e sostenere la proposta di un Green New Deal per l'Italia e l'Europa come percorso per uscire dalla crisi. Serve infatti una nuova idea di società, capace di promuovere un benessere più sobrio ed equo, oltre a consumi responsabili e stili di vita sostenibili, come base per il rilancio del senso civico e per il rafforzamento del tessuto dell'etica pubblica. Il secondo Rapporto sulla green economy delinea nella prima parte le basi per un Green New Deal per l'Italia, in un quadro internazionale segnato da minacce di stampo populista all'integrità della costruzione europea. Vengono analizzati gli ostacoli e le criticità, assieme alle riforme indispensabili per orientare gli investimenti e la fiscalità. La seconda parte approfondisce le strategie di intervento e gli strumenti attuativi per un Green New Deal che prende le mosse dalle città e ha come obiettivi la valorizzazione dei patrimoni architettonici e culturali, la lotta ai cambiamenti climatici, le energie rinnovabili, l'efficienza nell'uso dell'energia e dei materiali, l'uso delle ICT per la comunicazione e la partecipazione, la bonifica delle aree degradate...
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