Effigie: Saggi e documenti
Il geografo e il viaggiatore. Lettere, dialoghi, saggi e una nota azzurra sulla prosa di Italo Calvino e Gianni Celati
di Massimo Rizzante
editore: Effigie
pagine: 134
Questo libro smisuratamente breve, scritto in un periodo smisuratamente lungo, è un libro sull'amicizia tra Calvino e Celati
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Azzurra nostalgia. Lucio Mastronardii e gli altri di Vigevano
di Adriano Ballone
editore: Effigie
pagine: 245
Lucio Mastronardi fa il maestro elementare e lo scrittore di romanzi diventati cult oggi (ad esempio Il maestro di Vigevano) e Vito Pallavicini scrive canzonette che ancora cantiamo e che riempiono la pubblicità (Azzurro ad esempio). Che hanno a che spartire questi due? Forse nulla. Forse molto. In comune hanno la stessa città di origine, quella Vigevano, città di provincia allora ignota ai più, che per alcune fortunate circostanze diventa, come dice Giorgio Bocca, una "città campione": quella città la vivono nelle stesse strade e negli stessi bar. E negli stessi anni: tra la fine della guerra e la fine dei Settanta, anni nei quali l'Italia, "miracolosamente" (ma in verità per merito della sua gente), esce all'improvviso dal suo "medioevo" e si proietta in un futuro post-capitalistico: si passa dalla bici all'auto, dalla matita alla biro, dalla latrina nel cortile al bagno vicino alla cucina. È così veloce il cambiamento che pochi hanno tempo e modo di comprendere cosa stia succedendo: Vito, nel suo piccolo, il cambiamento lo provoca, lo colora; Lucio, nel suo piccolo, lo studia, lo interroga, trova la parole giuste per raccontarlo. Oggi ci aiutano a capire cosa significhi "cambiamento" e con quale malessere tutti quanti lo viviamo, allora e oggi: di molte parole siamo debitori nei loro riguardi.
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Indagine su Leonardo. Pavia, Vigevano, il Ticino e l'università
di Giovanni Giovannetti
editore: Effigie
pagine: 275
Chi è davvero Monna Lisa? Quell'enigmatico sorriso potrebbe appartenere a Isabella d'Aragona, a Pavia dal 1488 al 1497; lo comproverebbero i simboli della casata Sforza, ben visibili sull'abito eppure sino ad ora elusi. Leonardo avrebbe dipinto il ritratto ufficiale della duchessa proprio al Castello Visconteo, tra colonne solo abbozzate nell'incompiuto quadro al Louvre ma ben visibili, ad esempio, nella "Vernon Gioconda" (è negli Stati Uniti) e nell'"Isleworth Mona Lisa" (è in Svizzera). Entrambe queste versioni sembrano precedere la Gioconda parigina. Anche il disegno dell'Uomo Vitruviano - simbolo grafico del nostro tempo (è ovunque, anche sulla moneta italiana da un euro) - trova maturazione a Pavia nel 1490, col protrarsi del soggiorno di consulenza sull'erigendo Duomo pavese. A Pavia Leonardo rende migliore la vita all'infelice Isabella (un'intesa forse più che intellettuale). Rimira l'antico monumento equestre del Regisole ("di quel di Pavia si loda più il movimento che nessuna altra cosa. L'imitazione delle cose antiche è più lodevole che le moderne"), prendendolo infine a modello del mai concluso "gran cavallo" in onore di Francesco Sforza. E quando appunta la sua avveniristica "città ideale" prende spunto da una piacevole città "vissino a uno fiume", disegnandola attraversata da canali a convergere nel "Tesino". A Vigevano, tra il 1493 e il 1494 Leonardo prosegue la bonifica dei terreni paludosi presso la cascina Sforzesca...
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La lotta per nascere
Nove tesi su Antonio Moresco
editore: Effigie
pagine: 204
Tra il 2003 e il 2008 otto giovani, ancora studenti, di sette diverse sedi universitarie, dedicano le loro tesi di laurea e di
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La memoria in piazza
Monumenti risorgimentali nelle città lombarde tra identità locale e nazionale
editore: Effigie
pagine: 195
Introdotti da una illuminante messa a punto metodologica di Catherine Brice, i saggi degli autori chiamati a collaborare a que
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Il gatto in poltrona
La televisione italiana e la penna di un poeta
di Gatto Alfonso
editore: Effigie
pagine: 160
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Risorgimento pavese
di Milani Mino
editore: Effigie
pagine: 181
Mai come durante il Risorgimento nazionale i pavesi hanno saputo osare e combattere
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Questo è Cefis. L'altra faccia dell'onorato presidente
di Giorgio Steimetz
editore: Effigie
pagine: 230
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Fuochi sulla città. Quasi un manuale di educazione civica
editore: Effigie
pagine: 142
Sempre più il linguaggio della politica parla a sé stesso in una circolarità vuota, con parole fatte per convincere, che non h
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Un dialogo infinito. Note in margine a un massacro
di Massimo Rizzante
editore: Effigie
pagine: 258
Octavio Paz ha detto una volta: "Ho scritto e scrivo perché intendo la letteratura come un dialogo con il mondo, con il lettore e con me stesso - e il dialogo è tutto il contrario del rumore che ci nega e del silenzio che ci ignora. Ho sempre pensato che il poeta non è solo colui che parla, ma colui che ascolta". La parola scritta, infatti, è un bambino che dorme e soltanto quando si dialoga il bambino riapre gli occhi. Che cosa può fare la critica letteraria se non aprire gli occhi sul mondo e dialogare con le opere? Negli ultimi vent'anni Massimo Rizzante è stato in molti luoghi e ha scritto su autori di molti paesi, dall'Islanda al Maghreb, dall'America Latina all'Europa centrale, dal Giappone alla Grecia. Nel libro il lettore potrà vagabondare liberamente tra le opere di Saramago, Fuentes, Kundera, Oe, Goytisolo, Bergsson - che l'autore ha incontrato e con cui ha dialogato -, o fermarsi ad ascoltare le voci più lontane ma sempre presenti di Kafka, Nabokov, Eliade, Andric, o di poeti tanto dimenticati quanto essenziali come Oscar V. de Lubicz Milosz, Lamborghini, Crnjanski, Kachtitsis... Oggi, secondo l'autore, non basta concepire la storia della letteratura in modo sovranazionale: bisogna tener conto dell'albero genealogico che ogni artista fa crescere e ramificare dalla sua opera e dalla sua immaginazione. Soltanto così la Storia e la storia della letteratura ci saranno restituite in modo non solo più legittimo, ma più profondo.
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