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Ets: Filosofia

Lutero e la Riforma. Lo spirito del germanesimo nel rigetto del Rinascimento

di P. Fernando Giorgetti

editore: Ets

pagine: 309

Pur nell'estraneità alle creazioni dell'Umanesimo sul terreno delle humanae litterae, sul piano delle arti l'avvicinarsi del R
27,00

L'individuo medio. Dall'utopia all'aporia

di Mauro Cosmai

editore: Ets

pagine: 231

Chi è l'individuo medio? Come si fa a capire quando ce lo troviamo davanti, e se lo si è a nostra volta? E chi sono inoltre gli individui non medi e finti medi? Sono "strani mostri", semplici vittime o altro ancora? Anche tra coloro che hanno potere, ricchezza, visibilità allignano comunque individui medi, la cui buona sorte è dovuta in gran parte alla "maggioranza rumorosa" che premia chi si adegua e pretende anche di imporre i suoi limitati orizzonti a tutti gli altri. Un'altissima percentuale del genere umano è così composta, ma un tempo, paradossalmente, lo si poteva affermare con molta più tranquillità. Oggi un potente tabù della modernità permette a individui "superiori" o finti medi di manipolare e sfruttare i meno dotati facendogli innanzitutto credere, complice la massmediologia, di non esserlo.
18,00
19,00
15,00

Pensiero, parola e scrittura. Filosofia e forme della rappresentazione

editore: Ets

pagine: 248

"Che cos'è una rappresentazione? Tutti i grandi classici si sono interrogati sul rapporto tra pensiero e mondo, sul rapporto tra attività e passività, tra il cogliere un dato nella sua inalterata purezza e l'intervento della soggettività. Nella filosofia del Novecento è entrato in crisi il paradigma rappresentazionalista. I più famosi critici di tale posizione sono Wittgenstein, Heidegger, Ryle e Rorty. Ma già Husserl denunciava la mancata distinzione tra atto, contenuto e oggetto della rappresentazione, e con questa ciò che Sartre chiamò poco più tardi l'illusione di immanenza, per cui presumiamo di aver accesso alle cose nelle copie che serbiamo nella coscienza, immagini che trattiamo alla stregua di reificazioni inerziali di contenuti sensibili. Sembra tuttavia che una funzione di isolamento di un contenuto dalla particolarità del suo primo presentarsi debba essere salvaguardata. Ovviamente non si può continuare a concepire ingenuamente la rappresentazione come il risultato di una modificazione che subiamo passivamente o come se fosse una immagine o una copia delle nostre esperienze. Della relazione di somiglianza la rappresentazione e l'immagine non conservano né la simmetricità né l'aspetto materiale. Esse piuttosto valgono come un rapporto, tutto da motivare, tra concetto e intuizione, tra piano delle intenzioni e piano segnico, sensibile, che serva a rimandare, appunto, a quello." (Alfredo Ferrarin)
18,00
12,00
20,00

La svolta antropologica. Scheler interprete di Nietzsche

di Edoardo Simonotti

editore: Ets

pagine: 220

Tra gli autori che hanno maggiormente influenzato l'attività filosofica e culturale di Max Scheler (1874-1928) si deve senz'altro annoverare la figura epocale di Nietzsche. Ricostruendo le principali tappe del dialogo che Scheler intraprende con la filosofia nietzschiana, il presente lavoro risale alle origini della "svolta antropologica" che ha preso avvio nei primi decenni del Novecento e perdura fino al nostro tempo. Da questo confronto emerge la necessità di porre con forza nuova rispetto al passato il problema dell'uomo, prendendo atto delle conseguenze antropologiche generate dai concetti fondamentali del pensiero nietzschiano, dalla sua rivalutazione radicale della "vita" sotto il segno della "morte di Dio". Scheler è consapevole della condizione "ambigua" in cui si trova l'uomo moderno, teso tra gli aspetti pulsionali della vita e le istanze ideali dello spirito, tra l'affermazione di sé e l'amore per l'altro. Per questa ragione ritiene che l'antropologia filosofica non possa fermarsi in ultima istanza alla prospettiva parziale indicata da Nietzsche e ridurre quindi il senso dell'umano ad un unilaterale vitalismo e ad un rigido individualismo. La "peculiare posizione dell'uomo nel cosmo" è infatti quella di un essere aperto allo schiudersi di uno spazio metafisico-religioso e all'incontro con l'alterità.
16,00

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