Fazi: Le vite
Nannarella. Il romanzo di Anna Magnani
di Giancarlo Governi
editore: Fazi
pagine: 276
A cinquant'anni dalla morte, Anna Magnani rimane un'icona del cinema italiano del dopoguerra
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Bruno Giordano. Una vita sulle montagne russe
di Giancarlo Governi
editore: Fazi
pagine: 221
"Inizio i miei lunghi incontri con Bruno che mi racconta tutto e io scopro che le nostre vite diametralmente opposte affondano
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Come un fucile carico. La vita di Emily Dickinson
di Lyndall Gordon
editore: Fazi
pagine: 552
Emily Dickinson è un'autrice esplosiva, un "vulcano silenzioso" che con la sua inarrestabile vena creativa ha rivoluzionato il
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Elizabeth Jane Howard. Un'innocenza pericolosa
di Artemis Cooper
editore: Fazi
pagine: 457
L'immagine di Elizabeth Jane Howard è associata a quella della l'emme fatale: l'incedere altero, l'eleganza aristocratica che
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Totò. Vita, opere e miracoli
di Giancarlo Governi
editore: Fazi
pagine: 284
Cinquant'anni fa moriva Tòtò, il Principe della risata, la risposta italiana a Charlot e Buster Keaton, che ci ha regalato qua
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L'uomo che scrisse il romanzo perfetto. Ritratto di John Williams, autore di «Stoner»
di Charles Shields
editore: Fazi
pagine: 335
A oltre vent'anni dalla morte di John Williams, i suoi romanzi sono amati da milioni di persone nel mondo e considerati fra i migliori esemplari di narrativa americana del ventesimo secolo, tanto che i lettori iniziano a chiedersi: che storia si nasconde dietro a "Stoner"? Chi è l'uomo che scrisse questo romanzo perfetto? «A volte basta guardare una persona per sapere quanto sia stata interessante la sua vita», osserva Anne Marie Candido, la curatrice delle carte di John Williams. E con il tempo il volto dello scrittore si era riempito di rughe, segni inequivocabili di una vita piena e sofferta e di una quotidiana ed estenuante lotta per essere riconosciuto come romanziere. Probabilmente con "Stoner" Williams ha voluto esorcizzare la sua paura di morire nell'anonimato, come accade al protagonista del suo capolavoro: un ragazzo di campagna del Missouri che diventa professore, si accontenta di una vita senza scossoni e mantiene un atteggiamento di passiva e serena accettazione per tutto ciò che accade. Williams invece è il contrario: anch'egli di estrazione contadina, procede ostinatamente in salita e non demorde. Il romanziere e il suo doppio sono entrambi infelici ma, se "Stoner" è un tipo accomodante e comprensivo, Williams ha invece un carattere impossibile ed è ossessionato da un unico pensiero: essere preso sul serio come artista. Il paradosso che gli si para davanti è che, proprio quando la strada si spiana e il suo talento pare trovare il pubblico riconoscimento, lui non ha più molto da dare e da dire: ha già speso le sue energie migliori e si richiude in una spirale di autodistruzione, tra alcol, fumo e risentimento nei confronti del mondo letterario e di quello accademico. Attraverso una biografia meticolosa, coinvolgente e ben scritta, possiamo finalmente scoprire chi è l'uomo che sta dietro a un'opera straordinaria come Stoner, ma anche ad altri tre ottimi romanzi, "Nulla, solo la notte", "Butcher's Crossing" e "Augustus", con il rimpianto di avergli riconosciuto la gloria troppo tardi ma con la consapevolezza di aver scoperto un piccolo e discreto eroe dei nostri giorni.
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Charlotte Brontë. Una vita appassionata
di Lyndall Gordon
editore: Fazi
pagine: 509
In un'epoca in cui la ricerca della visibilità e della fama personale sembra dettare lo spirito dei tempi, leggere la biografia di Charlotte Brontë è quanto mai illuminante. L'autrice del capolavoro "Villette", di "Shirley" e "Il professore", nonché di "Jane Eyre", immediato successo all'epoca della sua pubblicazione e ormai classico intramontabile, scelse l'anonimato dello pseudonimo Currer Bell, con cui firmò tutti i romanzi, si calò nell'insignificante esistenza dell'istitutrice e interpretò il ruolo della figlia obbediente prima e della moglie devota poi. Eppure, nell'"ombra", ci racconta Lyndall Gordon, Charlotte seppe trovare le parole per dare voce alla propria esperienza e fece affiorare in superficie un mondo interiore rimasto celato. L'impatto con la società vittoriana fu "esplosivo": una donna che esprimeva con candore i propri pensieri e sentimenti, che impiegava l'ironia nei confronti della società e dei costumi, era veramente una donna? Non andava forse considerata poco femminile? Ai contemporanei apparve "volgare". Ma quella voce che si sollevò dall'oscurità ancora ci conquista con le sue intime rivelazioni, e il "fuoco" che bruciava in Charlotte tuttora infiamma le pagine dei suoi libri. Le vicende umane della ragazza apparentemente schiva e docile nata in una canonica immersa nelle brughiere dello Yorkshire si intrecciano in profondità ai suoi romanzi, che hanno sempre un nucleo autobiografico, illustra Gordon.
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