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Il mulino: Istituto Italiano di Scienze Umane. Studi

La fisiologia del pensiero in Aristotele

di Mingucci Giulia

editore: Il mulino

pagine: 345

Questo volume esamina uno dei temi più controversi e attuali della filosofia di Aristotele: le sue riflessioni sulla natura de
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27,00

L'Unione europea e la prevenzione dei conflitti. Un'analisi comparata di tre casi di studio: Cipro, Kosovo e Palestina

di Elena Baracani

editore: Il mulino

pagine: 270

Oggetto di indagine di questo volume è il ruolo svolto dall'Unione europea nella politica internazionale e in particolare nell'attività di prevenzione dei conflitti. La ricerca si concentra su tre casi di studio specifici: Cipro, Kosovo e Palestina. Ciascun caso viene ricostruito adottando una metodologia comparata, focalizzata su quattro dinamiche evolutive - le origini e la politicizzazione della questione etnica, lo scoppio delle prime ostilità e i successivi momenti di escalation e de-escalation, l'internazionalizzazione e l'europeizzazione del conflitto -, che mira a evidenziare come si siano modificati i comportamenti delle parti in conflitto e quali strutture materiali e normative, su più livelli, ne abbiano condizionato gli esiti. L'attività di prevenzione dell'UE è stata concettualizzata, infatti, come una struttura al tempo stesso materiale (che offre alle parti in conflitto incentivi in termini di integrazione con l'UE) e normativa (che propone norme per la risoluzione del conflitto) che può o meno influenzare il comportamento delle parti e degli altri attori della comunità internazionale.
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22,00

La legge della razza. Strategie e luoghi del discorso giuridico fascista

di Silvia Falconieri

editore: Il mulino

pagine: 321

I giuristi dell'epoca fascista si adoperarono per attribuire una veste giuridica alla nozione di razza. Quale fu il loro contributo alla costruzione della diversità dell'ebreo, introdotta con i decreti del 1938? Come fu accolta la nuova categoria di "cittadino italiano appartenente alla razza ebraica", in un momento in cui nomi di origine notoriamente ebraica figuravano tra quelli dei più apprezzati giuristi del tempo? Questo volume analizza gli strumenti e i percorsi attraverso i quali fu definito il discorso giuridico sulla razza nell'Italia degli anni Trenta e Quaranta. Intrecciando diversi registri comunicativi, i giuristi più vicini al regime fascista delinearono i temi conduttori del nuovo "diritto razzista", utilizzando una strategia discorsiva che congiungeva la questione razziale coloniale e quella metropolitana. Particolare attenzione è dedicata alle riviste, luoghi privilegiati in cui furono definite le basi teoriche della dottrina sulla diversità razziale. Fondamentali strumenti per l'elaborazione e la diffusione del sapere giuridico europeo a partire della seconda metà del XIX secolo, le riviste rappresentarono il principale canale di legittimazione del "diritto razzista", che finì così per ritagliarsi una propria specialità.
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25,00

L'euro, ma non l'Europa

Integrazione monetaria e integrazione politica

di Di Quirico Roberto

editore: Il mulino

pagine: 308

Il volume analizza le ragioni che stanno alla base dell'integrazione monetaria europea, per comprendere a fondo quale sia il r
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21,60

Giudici e Accademia nell'esperienza inglese. Storia di un dialogo

di Alexandra Braun

editore: Il mulino

pagine: 560

Il ruolo della dottrina giuridica è considerato fondamentale nel processo di formazione ed evoluzione del diritto. È attraverso lo studio della dottrina che si possono comprendere a fondo lo stile e il funzionamento di un sistema giuridico; e questo vale anche quando si vogliono misurare le differenze esistenti tra le tradizioni giuridiche di civil law e di common law e, in particolare, tra i sistemi giuridici continentali e quello inglese. Questo volume ricostruisce le vicende relative alla nascita di un corpo accademico in Inghilterra al volgere del XIX secolo e analizza l'impatto che esso ha avuto nel campo dell'educazione e della letteratura giuridica inglesi. La comprensione dell'importanza del ruolo della dottrina giuridica nel processo di formazione delle regole non può prescindere dallo studio del rapporto tra il pensiero dei giuristi accademici e quello assai più concreto dei giudici; questo aspetto viene qui approfondito, rilevando come speculazioni che inizialmente parevano essere puro frutto della dottrina, scienza per sua natura astratta, abbiano nel tempo dato origine a un vero e proprio dialogo con un interlocutore interessato e coinvolto: il giudice.
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41,00

Sapienza filosofica e cultura materiale. Posidonio e le altre fonti dell'Epistola 90 di Seneca

di Giovanni Zago

editore: Il mulino

pagine: 359

Nella novantesima epistola a Lucilio, Seneca discute idealmente con Posidonio di Apamea, intellettuale greco vissuto fra il II e il I secolo a.C: filosofo stoico, storico, geografo, scienziato, grande viaggiatore ed erudito; una figura poliedrica e affascinante le cui opere, purtroppo perdute, hanno lasciato tracce profonde in molti autori successivi, greci e latini. Il tema su cui verte la discussione sviluppata da Seneca è di fondamentale interesse tanto per gli antichi quanto per i moderni: l'analisi dei fattori che hanno determinato e che alimentano il progresso materiale del genere umano. Le visioni di Seneca e Posidonio sono antitetiche. Secondo il pensatore ellenico, a dare il primo e più significativo impulso allo sviluppo delle tecniche sarebbe stata la filosofia, che avrebbe operato a beneficio dell'uomo sin dalla preistoria. Seneca ritiene - al contrario - che non sussista alcun nesso fra sapienza filosofica e cultura materiale; e che il progresso tecnico sia una semplice conseguenza della brama irrazionale e viziosa di beni superflui. Nel volume Zago opera un approfondito esame dell'Epistola 90, tentando di ricostruire la dottrina posidoniana discussa da Seneca e di contestualizzarla nella storia del pensiero greco; e cercando di individuare le matrici filosofiche e letterarie della posizione assunta da Seneca.
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29,00

East India Company. Una storia giuridica (1600-1708)

di Stefania Gialdroni

editore: Il mulino

pagine: 350

La East India Company inglese nacque il 31 dicembre 1600, in forza di una "carta", di una patente reale accordata da Elisabetta I; nacque con lo scopo di importare spezie dalle Indie orientali, in moda da scavalcare il monopolio portoghese e arginare l'aggressività olandese nel commercio di beni all'epoca eccezionalmente richiesti. Quello che sarebbe divenuto il principale strumento del colonialismo britannico nel subcontinente indiano, sino a vedersi conferite funzioni militari e amministrative nel governo di quei territori, sorse dunque come compagnia di mercanti in cerca di cospicui profitti. Il volume ne analizza la struttura organizzativa nel corso del suo primo secolo di vita, adottando una prospettiva spiccatamente storico-giuridica, e riservando speciale attenzione a un tema da sempre centrate nel diritto dei commerci e dell'economia, la forma societaria, e la limitazione della responsabilità dei soci. Alla individuazione di quegli elementi, in sostanza, che proprio in epoca elisabettiana connotarono l'affermazione della corporation come principale forma di business organisation nei traffici transoceanici, e che oggi identificano le corporation, le grandi società che governano l'economia mondiale.
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27,00

Anatomia del realismo. Saggio su Gustav Bergmann

di Guido Bonino

editore: Il mulino

pagine: 464

Questo volume parte dall'analisi di una questione teorica: se esistano legami, e di quale genere, tra realismo ontologico (l'affermazione dell'esistenza degli universali) e realismo epistemologico (la tesi secondo cui gli oggetti del mondo esterno esistono indipendentemente dal fatto di essere pensati, percepiti o nominati da un soggetto). Il filo conduttore è costituito dall'analisi della filosofia di Gustav Bergmann (1906-1987), che nel corso degli anni cinquanta e sessanta sviluppò un'ontologia rigorosamente realista, e che mise al centro della sua indagine proprio i legami tra i due sensi del termine "realismo". Indagando su Bergmann, Guido Donino offre una ricostruzione organica del suo pensiero: eccentrico rispetto alla filosofia analitica mainstream, può proprio per questo costituire un punto di osservazione privilegiato dal quale gettare uno sguardo nuovo sulle vicende della filosofia americana nel secondo dopoguerra.
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34,50

Il mondo nuovo del diritto. Un giurista e il suo tempo

di Sabino Cassese

editore: Il mulino

pagine: 374

Che cosa è cambiato nel mondo del diritto e delle istituzioni nell'ultimo secolo? Come è mutato, nello stesso periodo, il modo in cui diritto e istituzioni sono percepiti e studiati? Quali sono stati i protagonisti di questi cambiamenti, o coloro che li hanno più acutamente indagati? Sabino Cassese sperimenta un modo nuovo di scrivere una autobiografia intellettuale, mettendo in primo piano le storie che attraversano e condizionano quella sua personale, l'esplosione del diritto, la perdita dell'ancoraggio statale dei poteri pubblici e della sovranità statale sull'economia, la fine dell'immortalità delle istituzioni, la forza dei miti giuridici e del formalismo dei giuristi, l'apertura verso le altre scienze sociali e la storia, la riscoperta dell'universalità dei fenomeni giuridici e dello studio del diritto, la diversificazione dei mestieri del giurista e i cambiamenti delle università. Per ognuno di questi temi e problemi, l'autore descrive il mondo di ieri e quello di oggi, fornendo un affresco in cui sono mescolate vicende reali e vicende intellettuali, politica e diritto, istituzioni e storia. Arricchisce il volume una bibliografia di scritti di Sabino Cassese dal 1953 ad oggi.
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28,00

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