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Il mulino: Istituto Italiano di Scienze Umane. Studi

Libertà e discordia. Pletone, Bessarione, Pico della Mirandola

di Jonathan Molinari

editore: Il mulino

pagine: 198

Il volume offre un contributo alla storia della filosofia del Rinascimento a partire dallo studio del ruolo e dell'importanza di Giorgio Gemisto Pletone per gli sviluppi della filosofia italiana nel Quattrocento. Da un punto di vista storico ricostruisce il dibattito tra platonici e aristotelici che caratterizzò la discussione filosofica dall'arrivo di Pletone in Italia in poi, studiando l'influsso delle sue opere in Bessarione e in Giovanni Pico. Da un punto di vista filosofico si concentra invece sul problema del linguaggio, considerandolo l'elemento centrale intorno a cui, nel Quattrocento, si costruì una nuova filosofia caratterizzata dalla riorganizzazione dei saperi e da una diversa idea del ruolo dell'uomo nella storia.
18,00

La fisiologia del pensiero in Aristotele

di Mingucci Giulia

editore: Il mulino

pagine: 345

Questo volume esamina uno dei temi più controversi e attuali della filosofia di Aristotele: le sue riflessioni sulla natura de
27,00

L'Unione europea e la prevenzione dei conflitti. Un'analisi comparata di tre casi di studio: Cipro, Kosovo e Palestina

di Elena Baracani

editore: Il mulino

pagine: 270

Oggetto di indagine di questo volume è il ruolo svolto dall'Unione europea nella politica internazionale e in particolare nell'attività di prevenzione dei conflitti. La ricerca si concentra su tre casi di studio specifici: Cipro, Kosovo e Palestina. Ciascun caso viene ricostruito adottando una metodologia comparata, focalizzata su quattro dinamiche evolutive - le origini e la politicizzazione della questione etnica, lo scoppio delle prime ostilità e i successivi momenti di escalation e de-escalation, l'internazionalizzazione e l'europeizzazione del conflitto -, che mira a evidenziare come si siano modificati i comportamenti delle parti in conflitto e quali strutture materiali e normative, su più livelli, ne abbiano condizionato gli esiti. L'attività di prevenzione dell'UE è stata concettualizzata, infatti, come una struttura al tempo stesso materiale (che offre alle parti in conflitto incentivi in termini di integrazione con l'UE) e normativa (che propone norme per la risoluzione del conflitto) che può o meno influenzare il comportamento delle parti e degli altri attori della comunità internazionale.
22,00

Sapienza filosofica e cultura materiale. Posidonio e le altre fonti dell'Epistola 90 di Seneca

di Giovanni Zago

editore: Il mulino

pagine: 359

Nella novantesima epistola a Lucilio, Seneca discute idealmente con Posidonio di Apamea, intellettuale greco vissuto fra il II e il I secolo a.C: filosofo stoico, storico, geografo, scienziato, grande viaggiatore ed erudito; una figura poliedrica e affascinante le cui opere, purtroppo perdute, hanno lasciato tracce profonde in molti autori successivi, greci e latini. Il tema su cui verte la discussione sviluppata da Seneca è di fondamentale interesse tanto per gli antichi quanto per i moderni: l'analisi dei fattori che hanno determinato e che alimentano il progresso materiale del genere umano. Le visioni di Seneca e Posidonio sono antitetiche. Secondo il pensatore ellenico, a dare il primo e più significativo impulso allo sviluppo delle tecniche sarebbe stata la filosofia, che avrebbe operato a beneficio dell'uomo sin dalla preistoria. Seneca ritiene - al contrario - che non sussista alcun nesso fra sapienza filosofica e cultura materiale; e che il progresso tecnico sia una semplice conseguenza della brama irrazionale e viziosa di beni superflui. Nel volume Zago opera un approfondito esame dell'Epistola 90, tentando di ricostruire la dottrina posidoniana discussa da Seneca e di contestualizzarla nella storia del pensiero greco; e cercando di individuare le matrici filosofiche e letterarie della posizione assunta da Seneca.
29,00

La legge della razza. Strategie e luoghi del discorso giuridico fascista

di Silvia Falconieri

editore: Il mulino

pagine: 321

I giuristi dell'epoca fascista si adoperarono per attribuire una veste giuridica alla nozione di razza. Quale fu il loro contributo alla costruzione della diversità dell'ebreo, introdotta con i decreti del 1938? Come fu accolta la nuova categoria di "cittadino italiano appartenente alla razza ebraica", in un momento in cui nomi di origine notoriamente ebraica figuravano tra quelli dei più apprezzati giuristi del tempo? Questo volume analizza gli strumenti e i percorsi attraverso i quali fu definito il discorso giuridico sulla razza nell'Italia degli anni Trenta e Quaranta. Intrecciando diversi registri comunicativi, i giuristi più vicini al regime fascista delinearono i temi conduttori del nuovo "diritto razzista", utilizzando una strategia discorsiva che congiungeva la questione razziale coloniale e quella metropolitana. Particolare attenzione è dedicata alle riviste, luoghi privilegiati in cui furono definite le basi teoriche della dottrina sulla diversità razziale. Fondamentali strumenti per l'elaborazione e la diffusione del sapere giuridico europeo a partire della seconda metà del XIX secolo, le riviste rappresentarono il principale canale di legittimazione del "diritto razzista", che finì così per ritagliarsi una propria specialità.
25,00

East India Company. Una storia giuridica (1600-1708)

di Stefania Gialdroni

editore: Il mulino

pagine: 350

La East India Company inglese nacque il 31 dicembre 1600, in forza di una "carta", di una patente reale accordata da Elisabetta I; nacque con lo scopo di importare spezie dalle Indie orientali, in moda da scavalcare il monopolio portoghese e arginare l'aggressività olandese nel commercio di beni all'epoca eccezionalmente richiesti. Quello che sarebbe divenuto il principale strumento del colonialismo britannico nel subcontinente indiano, sino a vedersi conferite funzioni militari e amministrative nel governo di quei territori, sorse dunque come compagnia di mercanti in cerca di cospicui profitti. Il volume ne analizza la struttura organizzativa nel corso del suo primo secolo di vita, adottando una prospettiva spiccatamente storico-giuridica, e riservando speciale attenzione a un tema da sempre centrate nel diritto dei commerci e dell'economia, la forma societaria, e la limitazione della responsabilità dei soci. Alla individuazione di quegli elementi, in sostanza, che proprio in epoca elisabettiana connotarono l'affermazione della corporation come principale forma di business organisation nei traffici transoceanici, e che oggi identificano le corporation, le grandi società che governano l'economia mondiale.
27,00

Donne in rivolta. Tra arte e memoria

editore: Il mulino

pagine: 214

Donne che lottano, che combattono, spezzano e deviano dal cammino segnato, rigettando il ruolo tradizionale di madri e di mogli, di guardiane del focolare, della memoria e dei costumi. Sono Clitennestra e Antigone, Lady Macbeth e Madame Bovary, la Monaca di Monza oppure la Carmen. Al centro di questo volume, frutto della collaborazione tra Maggio Musicale Fiorentino e Istituto Italiano di Scienze Umane, stanno le femmes revoltées della cultura occidentale, crudeli, infelici, miserabili, o solo stanche e annoiate. Dieci studiose di fama internazionale - Eva Cantarella, Monica Centanni, Maria Grazia Profeti, Clara Mucci, Marisa Sestito, Sandra Teroni, Nadia Fusini, Daniela Brogi, Anna Maria Carpi e Ernestina Pellegrini - insieme con il noto musicologo, recentemente scomparso, Francesco Orlando, ripensano un percorso polifonico e discontinuo, tra storia singolare e senso universale della rivolta. L'essere "contro", nelle sue diverse espressioni storiche, diviene necessità politica, quasi ontologica, in una geografia che, dalla Grecia alla Norvegia, si fa europea.
18,00

Il diritto, la genealogia, la storia. Itinerari

di Emanuele Stolfi

editore: Il mulino

pagine: 210

Nel momento in cui vengono posti in discussione i "regimi di storicità" della cultura occidentale, anche le discipline dedicate alla tradizione giuridica e politica antica devono interrogarsi profondamente sul proprio ruolo, i loro metodi di lavoro e i possibili apporti che ancora possono garantire nella formazione di uno sguardo critico rivolto al presente. Per lo. storico del diritto e delle istituzioni greche e romane non è più tempo di solitudini: sollecitato al dialogo con molteplici interlocutori, egli deve recuperare la feconda "inattualità" dei suoi campi d'indagine, operare scavi genealogici, sondare la lunga durata di dispositivi che tanto hanno inciso sulla nostra identità e sul modo stesso di concepire le relazioni tra la vita effettiva degli uomini e le forme del diritto, confrontarsi coi fondamentali paradigmi della tradizione occidentale e seguirne i tragitti folti di sconnessioni e cesure. Questo volume, muovendo dalla discussione di vari contributi apparsi negli ultimi anni, cerca di isolare alcuni dei più significativi itinerari che risultano percorribili in queste direzioni.
17,00

Il relativismo etico. Analisi e teorie nel pensiero contemporaneo

di Sergio Filippo Magni

editore: Il mulino

pagine: 212

Il relativismo etico - o, come talvolta viene detto, il relativismo morale - è uno dei rari casi in cui un'antica questione filosofica è divenuta materia arroventata, di lotta politica e culturale. Ma quella di relativismo etico è una nozione ambigua, suscettibile di una pluralità di interpretazioni e di significati. Il saggio ne mostra la complessità, ponendola in relazione alle altre forme di relativismo filosofico (cognitivo ed estetico) e alla discussione generale delle teorie sulla fondazione dell'etica; e insieme analizza i differenti livelli in cui può essere sostenuta e i vari modi in cui è stata interpretata e spesso confusa e fraintesa. Ciò consente all'autore di proporre una versione di relativismo etico in grado di evitare le conseguenze implausibili e paradossali in cui si imbattono le versioni più radicali.
17,00

Anatomia del realismo. Saggio su Gustav Bergmann

di Guido Bonino

editore: Il mulino

pagine: 464

Questo volume parte dall'analisi di una questione teorica: se esistano legami, e di quale genere, tra realismo ontologico (l'affermazione dell'esistenza degli universali) e realismo epistemologico (la tesi secondo cui gli oggetti del mondo esterno esistono indipendentemente dal fatto di essere pensati, percepiti o nominati da un soggetto). Il filo conduttore è costituito dall'analisi della filosofia di Gustav Bergmann (1906-1987), che nel corso degli anni cinquanta e sessanta sviluppò un'ontologia rigorosamente realista, e che mise al centro della sua indagine proprio i legami tra i due sensi del termine "realismo". Indagando su Bergmann, Guido Donino offre una ricostruzione organica del suo pensiero: eccentrico rispetto alla filosofia analitica mainstream, può proprio per questo costituire un punto di osservazione privilegiato dal quale gettare uno sguardo nuovo sulle vicende della filosofia americana nel secondo dopoguerra.
34,50

Il giudizio del tempo. Uno studio sulla prescrizione del reato

di Simona Silvani

editore: Il mulino

pagine: 457

Perché lo scorrere del tempo può determinare una rinuncia dello Stato alla propria pretesa punitiva? Quali sono i fondamenti razionali che stanno alla base della prescrizione del reato? E quali le implicazioni criminologìche dell'operatività di questo istituto, nonché gli effetti che ne derivano a livello ordinamentale? Simona Silvani cerca di dare una risposta a questi interrogativi analizzando la prescrizione del reato sotto differenti profili: la sua evoluzione storica, le premesse ideologico-culturali legate alle funzioni della pena, i rapporti problematici tra prescrizione e processo, le principali questioni interpretative legate all'applicazione dell'istituto, la recente riforma legislativa che lo ha interessato e la regolamentazione positiva offerta da alcuni ordinamenti di civil law e di common law agli effetti del tempo sul reato e sul suo accertamento. L'intento ultimo di questa analisi è quello di avviare una riflessione sulla tensione che fa da sfondo all'istituto della prescrizione, ossia la contrapposizione tra l'esigenza di riconoscere al decorso del tempo capacità obliante ed estintiva sulle vicende penali - esigenza a tutt'oggi avvertita come imprescindibile - e l'istanza, irrinunciabile e urgente, di una giustizia penale effettiva.
35,00

Un segretario militante. Politica, diplomazia e armi nel cancelliere Machiavelli

di Andrea Guidi

editore: Il mulino

pagine: 485

Il lavoro di Machiavelli nella Cancelleria fiorentina è stalo generalmente studiato per quel che riguarda le missioni diplomatiche, mentre sono stati trascurati gli aspetti connessi ali amministrazione del territorio soggetto ali autorità della città. Questo libro, che si fonda sullo spoglio sistematico di una ricca documentazione in parte inesplorata, prende invece in esame l'attività del Segretario in tutti i suoi diversi risvolti: di responsabile dell'amministrazione dello Stato di Firenze, di ideatore e creatore della milizia e di inviato diplomatico. Una attività che Andrea Guidi colloca nel quadro dei compiti svolti da un gruppo di funzionari di cui, grazie ad accurate ricerche, individua l'origine sociale e il particolare percorso di formazione e di cui contribuisce a precisare i ruoli professionali. L'autore è così in grado di chiarire nel dettaglio le molte specificità del caso di Machiavelli, ricostruendo in modo innovativo parte dei suoi studi giovanili, che rivelano alcuni elementi tipici del tradizionale iter educativo umanistico. Il volume contribuisce, dunque, a definire meglio in cosa consistesse quell'"arte dello Stato" che Machiavelli stesso dichiarerà a Francesco Vettori di avere appreso nei quindici anni di Segreteria.
36,40

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