Il Mulino: Istituto storico italo-germ. Annali
Giustizia straordinaria tra fascismo e democrazia. I processi presso le Corti d'assise e nei tribunali militari
editore: Il Mulino
pagine: 420
Nella fase di impianto della democrazia repubblicana la necessità di «fare i conti» con il passato fascista si presenta come u
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L'età costituente. Italia 1945-1948
editore: Il Mulino
pagine: 424
Il volume indaga i tempi, le forme e gli sviluppi della transizione storica che l'Italia ha affrontato nei primi anni del seco
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Avventure dell'obbedienza nella Compagnia di Gesù. Teorie e prassi fra XVI e XIX secolo
editore: Il Mulino
pagine: 267
Il volume raccoglie le vicende di uomini della Compagnia di Gesù, alcuni illustri, altri sconosciuti, che con le loro esperienze, talvolta eccentriche, talaltra addirittura al limite della disobbedienza, contribuiscono a restituire l'immagine irrequieta e vitale di un ordine religioso protagonista della storia del mondo moderno. Nel lungo arco di tempo che va dalle sue origini (prima metà del XVI secolo) alla sua restaurazione (primo Ottocento), alcune possibili declinazioni dell'obbedienza gesuitica sono colte nel loro attuarsi attraverso la riflessione teologica, l'amministrazione dei sacramenti, l'utilizzo consapevole di strategie di comunicazione, la relazione con i fedeli, con le gerarchie dei potenti, con l'alterità incontrata nell'esperienza di missione. Nella tensione fra l'istanza di ossequio all'autorità "perinde ac cadaver" e quella di ascolto della voce interiore che guida nelle scelte individuali, si giocano i difficili equilibri dell'obbedienza gesuitica: componente tanto ineliminabile quanto cangiante nel suo adattarsi alle contingenze storiche, capace di far compenetrare la Compagnia con il mondo e di farla mutare con esso, rimanendo se stessa.
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Una storia particolare. «Sonderweg» tedesco e identità europea
di Marzia Ponso
editore: Il Mulino
pagine: 600
"Via peculiare" (Sonderweg) è l'espressione con cui la storiografia del dopoguerra ha indicato la deviazione compiuta dalla Germania nel cammino storico che ha condotto i paesi occidentali alla democrazia liberale parlamentare. L'interrogativo che ha tormentato generazioni di studiosi è: a chi imputare la colpa dell'avvento del nazionalsocialismo, con il suo esito genocidario? Quali sono state le cause generatrici del più grande orrore del Novecento? E soprattutto: perché proprio la Germania, la nazione di Kant e Goethe, fu capace di tanta barbarie? La questione della specificità tedesca, percorsa in tutto il suo sviluppo secolare a partire dalla Riforma luterana, è rivista non soltanto sulla scorta dei dibattiti storiografici classici e alla luce delle più recenti acquisizioni della ricerca, ma viene riproposta in termini speculari: accanto alla "legenda nigra" di uno sviluppo patologico, è possibile individuare un filone di continuità storiche di segno opposto, che, correndo su un binario parallelo, ha consentito alla nazione tedesca di superare la catastrofe della guerra di sterminio e approdare con successo all'Unione europea: il federalismo, lo Stato di diritto, lo Stato previdenziale, l'economia sociale di mercato, il patriottismo costituzionale. Il volume fornisce le coordinate storiche per comprendere come un paese sconfitto sia giunto a dare impronta di sé al progetto politico europeo, fornendo contributi sostanziali.
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I fari di Halle. Georg Ernst Stahl, Friedrich Hoffmann e la medicina europea del primo Settecento
di Francesco P. De Ceglia
editore: Il Mulino
pagine: 499
Halle non ha fari. Non è neanche sul mare. Sono Georg Ernst Stahl e Friedrich Hoffmann ad essere ricordati come i "fari" della città. Medici di fama europea, si trovarono a condividere la scena dell'Academia Fridericiana, spesso teatro dei loro scontri. Ideatori di sistemi teorici discordi e alternativi, diedero vita a scuole mediche in continuo contrasto. Stahl sostenne la centralità dell'anima nella gestione delle dinamiche fisiopatologiche, così intercettando le simpatie di quei discepoli che ne interpretarono e divulgarono il pensiero in chiave pietistica. Hoffmann, il quale desiderava evitare le secche metafisiche di un'anima signora del moto nel corpo umano, elesse a propulsore universale l'etere, la cui esistenza, ancor prima di ogni sua caratteristica, era tutt'altro che dimostrata.
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Progetti e documenti per lo statuto speciale di autonomia del 1948
editore: Il Mulino
pagine: 705
Arricchito di un corpus di documenti in parte pubblicati qui per la prima volta, il volume costituisce la nuova edizione dell'opera uscita nel 1988 in occasione del quarantennale dell'autonomia trentina. Vi si trovano i documenti e i progetti più importanti che hanno portato, fra il 1945 e il 1948, alla stesura del Primo statuto speciale di autonomia della regione Trentino-Alto Adige. Il materiale documentario, preceduto da due saggi introduttivi dei curatori, intende fornire agli studiosi strumenti aggiornati per nuove riflessioni su un passaggio tanto decisivo per l'assetto autonomistico del territorio.
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Il modernismo in Italia e in Germania nel contesto europeo
editore: Il Mulino
pagine: 498
L'8 settembre 1907 Pio X con l'enciclica "Pascendi Dominici gregis" condannava come eresia qualsiasi tentativo di conciliare annuncio cristiano e mondo moderno. L'enciclica papale e il decreto "Lamentabili sane exitu" davano a questa "eresia" il nome di "modernismo" individuandone la caratteristica comune nell'intento di trasformare il cattolicesimo in una sorta di cristianesimo non dogmatico e di protestantismo liberale. La temperie culturale della società europea in cui la "crisi modernista" vedeva la luce era quella di un progressivo processo di democratizzazione e di accoglimento di istanze liberali: l'appello per la libertà di pensiero, per la critica a ogni forma di autoritarismo, per l'adozione del metodo scientifico, per il rispetto del pluralismo, per i diritti delle donne, sollecitava le coscienze più avvertite del mondo cattolico a proporre tentativi di modernizzazione sociale del cattolicesimo. Tra queste coscienze più avvertite si potevano annoverare i nomi di Lucien Laberthonnière e Alfred Loisy in Francia, di George Tyrrell e di Friedrich von Hügel in Gran Bretagna, di Joseph Schnitzer e Hugo Koch (ma soprattutto, dal versante protestante, di Ernst Troeltsch e Adolf von Harnack) in Germania, di Antonio Fogazzaro, Ernesto Buonaiuti, Romolo Murri, Alessandro Casati, Stefano Jacini Jr in Italia. Il presente volume intende fare luce sul ruolo storico svolto dal modernismo cattolico.
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Militari e società civile nell'Europa dell'età moderna (secoli XVI-XVIII)
editore: Il Mulino
pagine: 703
Il volume analizza i rapporti e le tensioni che, tra il tardo Quattrocento e la metà del Settecento, intercorsero tra il mondo militare nel suo complesso, le forme di organizzazione politiche, economiche e sociali, e le espressioni della cultura giuridica, letteraria e artistica. Viene preso in considerazione l'intero quadro europeo, con particolare attenzione da un lato ai territori dell'Impero germanico (Austria, Prussia, Sassonia), dall'altro agli Stati regionali italiani indipendenti come il Piemonte, Venezia e Roma e a quelli che, come la Lombardia e il Mezzogiorno, erano province di grandi monarchie multinazionali.
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Le vite e la storia. Autobiografie nell'Italia dell'Ottocento
di Luisa Tasca
editore: Il Mulino
pagine: 2020
A lungo le autobiografie sono state guardate con sospetto dagli storici. Eppure la memoria autobiografica è uno strumento capace di rendere conto della molteplicità delle esperienze e della singolarità di ogni destino individuale. Il volume propone una lettura della società italiana dell'Ottocento a partire dalle narrazioni autobiografiche. Come si definiva il rapporto tra racconti autobiografici, percorsi individuali e spazio sociale? Quali caratteristiche doveva avere una vita per poter diventare oggetto di un'autobiografia? In che modo gli autori selezionavano tra ciò che era importante e ciò che non era importante scrivere di una vita? Tenendo presente un problema centrale per la storiografia, quello del rapporto tra individuo e società, si analizzano i modi con cui gli individui hanno raccontato le loro traiettorie geografiche, sociali e culturali attraverso le vicende di un Paese in formazione. La materia di questo libro è la straordinaria ricchezza delle risposte che le autobiografie italiane dell'Ottocento hanno cercato di dare ai problemi generali del vivere: il rapporto fra interiorità e riconoscimento pubblico, l'intreccio fra eventi biografici ed eventi storici, il fluire del tempo, gli affetti, il valore individuale, il significato del proprio essere passati nel mondo.
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Verso Bad Godesberg. La socialdemocrazia e le scienze sociali di fronte alla nuova società tedesca (1945-1963)
di Francesco Traldi
editore: Il Mulino
pagine: 234
In questo volume Francesca Traldi ricostruisce il ruolo svolto dalle scienze sociali all'interno della socialdemocrazia tedesca, dalla fine della Seconda guerra mondiale agli inizi degli anni Sessanta. Questo arco di tempo si inaugura con la rinascita del partito della SPD, per concludersi quasi venti anni più tardi con l'affermazione di una nuova classe dirigente e di un nuovo assetto politico istituzionale. In questo contesto si considera in particolare l'influsso che di volta in volta le nuove scienze sociali hanno esercitato all'interno del partito. Tale obiettivo è perseguito, pur senza pretesa di esaustività, attraverso due momenti: in primo luogo, ripercorrendo la ricostruzione del partito, la rinascita delle scuole di partito e il dibattito politico che coinvolse la direzione centrale. In secondo luogo, soffermandosi sul dibattito interno alle varie correnti del partilo stesso, e specificamente sulla figura di alcuni scienziati sociali di riferimento che grande parte ebbero nel processo di trasformazione della SPD da partito di classe a partito di massa, abbracciando il riformismo.
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Boschi e mercanti. Traffici di legname tra la contea di Tirolo e la Repubblica di Venezia (secoli XVI-XVII)
di Katia Occhi
editore: Il Mulino
pagine: 292
Tra Cinquecento e Seicento l'accesso alle licenze di taglio di boschi rilasciate dalla Camera arciducale dell'Alta Austria diede alle élites residenti nella fascia di confine tra l'Impero e la Repubblica di Venezia grandi possibilità economiche, grazie allo sfruttamento delle risorse della montagna. La ricerca analizza la distribuzione degli interessi economici di alcune imprese, i loro legami con il circuito creditizio veneziano, l'organizzazione del lavoro e la distribuzione delle infrastrutture, ma anche l'intreccio di rapporti d'affari e di patronage tra i mercanti e le élites locali, i feudatari e i membri della burocrazia austriaca, interessati a trasformare in ricchezza un patrimonio naturale di lenta riproducibilità.
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