Il Mulino: Percorsi
Sangue e diritto nella Chiesa. Contributo alla lettura dell'Occidente cristiano
editore: Il Mulino
pagine: 351
Un motivo conduttore percorre l'origine e l'evoluzione dell'ordinamento giuridico della Chiesa, fino a contribuire a comporne il profilo identitario, quello del sangue: il sangue versato nel sacrificio che fonda il cristianesimo; che si fa tabù e divieto nell'antropologia occidentale e nel diritto; che tornerà a pulsare in ogni uomo, secondo la profezia, nella gloria dell'ultimo giorno. Questi passaggi vengono riproposti nella loro coerenza normativa millenaria dalle pagine di questo libro. Sangue e diritto, dunque, ma non solo: qui la prospettiva giuridica si salda direttamente al retroterra storico e sociologico, ma soprattutto a quello liturgico e teologico che reggono le norme e le dotano di senso, conferendo ad esse quell'organicità tipica di ogni ordinamento a base religiosa, segnatamente di quello canonico. L'attenzione per questo tema non si attenua - come pure ci si potrebbe aspettare - in un tempo, il nostro, così segnato dalla secolarizzazione e, su altro versante, dalla virtualità: anzi proprio la tenuta della sua centralità, sottolineano gli autori, testimonia di quanto il sangue, con i suoi significati simbolici e le sue proiezioni giuridiche, significhi nell'economia del sacro, che ancora incide, e non secondariamente, sulla vicenda umana.
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Roberto Ruffilli: una vita per le riforme
di Maria Serena Piretti
editore: Il Mulino
pagine: 306
Nato dal desiderio di ricordare Roberto Ruffilli nel ventesimo anniversario della sua morte, questo libro ripercorre gli anni
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Solidarietà, mercato e concorrenza nel welfare italiano. Profili di diritto interno e comunitario
editore: Il Mulino
pagine: 275
Il volume si propone di verificare in quale misura il welfare italiano e in particolare i suoi due settori qualificanti - previdenza complementare e sistema integrato dei servizi sociali - bilancino al loro interno missione solidaristica e apertura alle regole del mercato e della concorrenza, nella prospettiva privilegiata del diritto comunitario. La ricerca prende le mosse da un'interpretazione delle fonti in materia di libera prestazione e libera circolazione dei servizi nella Comunità europea, per poi orientarsi verso l'analisi della giurisprudenza della Corte di giustizia sul rapporto tra solidarietà e concorrenza, in particolare in materia di monopoli previdenziali e di divieto di aiuti di stato. A tale tematica si affianca, in stretta connessione, quella relativa alla individuazione della nozione comunitaria di servizio sociale d'interesse generale, nozione ricca di suggestioni nella prospettiva metodologica della ricerca. Da essa emerge un'ipotesi in qualche modo elettiva di bilanciamento tra principi solidaristici, incorporati nello statuto "costituzionale" dei servizi sociali, e aperture alle regole di mercato. Particolare attenzione è inoltre dedicata alla previdenza complementare, crocevia naturale di funzioni solidaristiche, rispetto delle esigenze di tutela della concorrenza e regole del mercato.
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I costi dell'illegalità. Mafia ed estorsioni in Sicilia
editore: Il Mulino
pagine: 348
Questo volume, frutto di una ricerca della Fondazione Rocco Chinnici, dà l'avvio a un più ampio progetto di indagine sui comportamenti illegali e il loro impatto sulla vita del nostro paese. Nella memoria del magistrato che pagò con la vita l'impegno contro la mafia, la Fondazione si muove con cifra innovativa: rivolgendosi al mondo giudiziario, a quello economico-finanziario, a quello della scuola e della formazione delle giovani generazioni; e creando vie di comunicazione fra questi tre settori. La ricerca tratta un tema bruciante: i costi direttamente imposti all'economia siciliana dal sistema dell'estorsione, quantificati nel modo più rigoroso possibile, muovendo dai dati obiettivi offerti dalle indagini giudiziarie; e i costi indiretti che il racket infligge all'economia, nella misura in cui distorce la concorrenza e strozza la crescita delle imprese. L'indagine si segnala per la descrizione del fenomeno da fonti di prima mano (interviste a magistrati, esponenti delle forze dell'ordine, imprenditori che hanno denunciato); la puntuale analisi economica, di contesto e di effetti; l'attento esame della normativa vigente e di sue realistiche, concrete prospettive di riforma, che tengano conto delle difficoltà di fare impresa in un contesto altamente disagevole.
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Paternità e lavoro
editore: Il Mulino
pagine: 289
Quello della paternità è un tema di grande attualità: nella prospettiva della storia del diritto viene ricostruito il processo
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Una morte irriverente. La Società di Cremazione e l'anticlericalismo a Livorno
di Catia Sonetti
editore: Il Mulino
pagine: 190
La storia della cremazione a Livorno, dal 1882 (anno di fondazione della Società di cremazione livornese) al 1963, anno in cui la Chiesa toglie il divieto di farsi cremare: ovvero, come un rituale di sepoltura può diventare vessillo del libero pensiero. Il "lasciare la terra ai morti", oltre che scelta individuale, diventa battaglia politica e civile in una città dal tessuto sociale variegato, in cui l'anticlericalismo ha attecchito più vigorosamente che altrove.
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I mercanti di marmo del Settecento
di Roberto Musetti
editore: Il Mulino
pagine: 704
Basato su un lavoro di studio delle fonti notarili, giudiziarie e mercantili, questo volume coniuga le metodologie della storia economico-sociale con un'analisi della società politica regionale, inquadrata attraverso l'articolazione dei poteri centrali e periferici, visti nei diversi piani della loro integrazione politica ed economica. La lettura storiografica ricostruisce gli scenari sociali, la cultura, le strategie economiche, il potere esercitato dal mercante-imprenditore carrarese nel Settecento: il suo farsi ceto oligarchico, il dominio economico che stende sulle cave e sulla terra, prima di proiettarsi sulle grandi piazze commerciali d'Europa, nelle città della ricchezza nobiliare e borghese e delle grandi committenze di marmo. Sempre in bilico tra Antico Regime e modernità, la regione che emerge è modello di crescita capitalistica centrato su persistenze e logiche che, se esaltano il profitto commerciale, contemporaneamente, contrastano le idee innovatrici dell'Illuminismo e l'avvento del libero commercio, in uno scenario sociale attraversato dai simboli di una debole corte periferica, dal potere forte di un'oligarchia urbana, e scosso dai conflitti e dal ribellismo sociale di contadini e cavatori. La peculiarità del saggio è quella di offrire nuove linee interpretative non solo al Settecento italiano, ma più in generale alla formazione dell'Italia moderna, partendo da una regione periferica che, più di altre, è inserita nel grande circuito del commercio mondiale.
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Giovani, religione e vita quotidiana. Un'indagine dell'Istituto Iard per il Centro di Orientamento Pastorale
editore: Il Mulino
pagine: 225
Il processo di secolarizzazione che ha investito la società contemporanea sta portando a una scissione piuttosto netta tra ambito religioso e ambito non religioso, spesso a discapito del primo. In questo contesto anche le forme della religiosità giovanile appaiono frammentate, quasi fossero espressione di una pluralità di stili che, se da una parte evidenzia la tendenza verso la costruzione di una religione "personalizzata", d'altra parte è manifestazione evidente delle difficoltà che incontrano le forme tradizionali di trasmissione della fede nel rispondere alle sfide di un mondo che cambia. Così, se è vero che chi ha fede mostra maggior attenzione verso i valori etici e la qualità delle relazioni umane, sviluppando un forte senso di appartenenza a una comunità, è anche vero che l'influenza dei modelli di comportamento dominanti è estremamente forte anche tra i cattolici più partecipi e impegnati. Questo volume, che trae origine da una ricerca richiesta all'Istituto Iard dal Centro di Orientamento Pastorale, permette di disporre di uno strumento in grado di fornire una visione il più possibile completa su come i giovani vivono il rapporto con la religione in tutte le fasi della vita quotidiana: in famiglia, a scuola e sul lavoro, nel tempo libero.
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Conflitto e narrazione. Omero, i mass media e il racconto della guerra
editore: Il Mulino
pagine: 244
Vincolati reciprocamente da diversi legami, conflitto e narrazione costituiscono un intreccio difficile da dipanare: da un lato, infatti, la guerra va interpretata come una forma peculiare della comunicazione, piuttosto che come una sua interruzione; e lungi dal poter essere considerato un mero strumento di pace, il dialogo tra soggetti è anche un'occasione di scontro. Le armi, dunque, sono anzitutto parole, e le parole armi. Analizzando come il conflitto sia la trama originaria di ogni narrazione, e come d'altro canto ogni guerra venga inevitabilmente accompagnata da tentativi di reiscrizione in un racconto sensato, il volume propone la necessità di non occultare tale intreccio.
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