Il Mulino: Storia dell'economia e del credito
L'usuraio onorato. Credito e potere a Bologna in età comunale
di Massimo Giansante
editore: Il Mulino
pagine: 293
I professionisti del credito ebbero un ruolo di grande rilievo nella società e nella vita politica di Bologna fra XII e XIV secolo. Indagando su quel ruolo, il volume si avvale dello studio degli statuti, delle matricole del Cambio e degli estimi del Duecento e del Trecento. Obiettivo della ricerca è mettere in luce i rapporti esistenti fra attività economica e ruoli politici, fra affari e potere, ma anche definire l'estrazione sociale, i livelli di ricchezza, le strategie economiche dei gruppi finanziari attivi sulla piazza bolognese. Attraverso l'analisi di quattro casi rappresentativi sul piano sociale, economico e politico (Pepoli, Gozzadini, Beccadelli, Bianchi del Cossa), l'autore delinea i percorsi di affermazione all'interno di quel ceto. Ne emerge un ritratto del gruppo professionale dei banchieri bolognesi, ricco di particolari per gli anni che vanno dalla metà del XIII secolo, quando il Cambio era all'apice del suo prestigio pubblico e i suoi protagonisti coincidevano con i gruppi dirigenti del comune, agli anni Venti del Trecento, epoca che vede i banchieri su posizioni più decentrate, in un panorama assai mutato di equilibri politici ed egemonie sociali. Una fase storica cruciale che coincide con un passaggio nella storia della mentalità e dell'etica economica; da un'epoca di legittimità dell'usura moderata a un'altra in cui la normativa cittadina e i ceti creditizi sono costretti a confrontarsi con la proibizione ecclesiastica di ogni interesse nei contratti di mutuo.
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Creare il credito e arginare i rischi. Il sistema finanziario tra nobiltà e miserie del capitalismo italiano
di Giuseppe Conti
editore: Il Mulino
pagine: 300
Il volume descrive le dinamiche che hanno dato vita al sistema finanziario italiano, confrontandole con altre esperienze. Da tale raffronto emerge che il sistema italiano, pur avendo contribuito al finanziamento di industria ed economia, non ha mai risolto del tutto i problemi legati alla coerenza istituzionale interna e alla gestione dei rischi che si assumeva. Ciò ha contribuito a renderlo instabile, creando distorsioni nel governo della moneta e del credito, nella gestione dell'informazione contabile e societaria.
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Una guerra d'Italia, una resistenza di popolo. Bologna 1506
di Angela De Benedictis
editore: Il Mulino
pagine: 203
In questo libro si parla di una guerra di cinque secoli fa, una delle tante "horrende guerre" dalle quali tutta la penisola italiana fu direttamente interessata tra la fine del '400 e la metà del '500. Nel 1506 Bologna visse una guerra che le veniva portata da due parti: dal suo sovrano, il papa Giulio II, e dai francesi. L'uno e gli altri agivano sostenendo di combattere una "guerra giusta", secondo le concezioni giuridico-politiche del tempo. Bologna resistette, con modalità diverse e con esiti diversi, al papa e ai francesi, secondo quanto le concezioni giuridico-politiche del tempo ritenevano fosse lecito. Nelle loro cronache gli osservatori contemporanei comunicarono al pubblico gli avvenimenti rifacendosi alle idee di "guerra giusta".
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L'economia della carità. Le doti del Monte di pietà di Bologna (secoli XVI-XX)
editore: Il Mulino
pagine: 284
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Dalla pietà al credito. Il Monte di pietà di Bologna fra Otto e Novecento
di Paola Antonello
editore: Il Mulino
pagine: 272
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Il thesoro della città. Il monte di pietà e l'economia bolognese nei secoli XV e XVI
di Massimo Fornasari
editore: Il Mulino
pagine: 384
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Le doti della «Povertà». Famiglia, risparmio, previdenza: il Monte del matrimonio di Bologna (1583-1796)
di Mauro Carboni
editore: Il Mulino
pagine: 232
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