Libri di A. Guerrini
L'Armeria reale. La Biblioteca reale
editore: Allemandi
pagine: 79
Creata nel 1833 dal re Carlo Alberto a partire da un primo nucleo di armi antiche provenienti dagli arsenali di corte e arricchitasi nel tempo grazie a numerosi acquisti e acquisizioni, l'Armeria Reale di Torino presenta, oggi come centosettant'anni fa, due schiere di guerrieri coperti d'acciaio che si fronteggiano in un tripudio di armi nella settecentesca, fastosa cornice della Galleria Beaumont. Un museo dedicato alle armi e alle armature nel quale arte e storia si fondono per offrire al visitatore la testimonianza delle vicende dinastiche e lo spettacolo del "fare arte" applicato a oggetti l'uso d'offesa e di difesa, ma anche di parata e di rappresentanza. Sottostante l'Armeria, nel raffinato salone monumentale di stile palagiano situato nella manica di levante del Palazzo Reale, la Biblioteca Reale custodisce gli straordinari capolavori e le rarità bibliografiche e storico/artistiche che ne compongono le raccolte. Nata dalla volontà di Carlo Alberto, che nel 1837 ne affida la custodia e la ricostituzione al bibliotecario Domenico Promis, il carattere museale della Biblioteca Reale viene affermato nel 1898 dall'esposizione di cento disegni di maestri italiani e stranieri, e riaffermato negli anni seguenti grazie alle mostre che hanno fatto conoscere e apprezzare al pubblico i suoi numerosi capolavori.
Ordinabile
Il palazzo Carignano
editore: Allemandi
pagine: 79
Nato per volere di Emanuele Filiberto di Savoia, il palazzo inaugurò la prima stagione della sua vita distinguendosi come capolavoro di avanguardia stilistica barocca; le scelte architettoniche di Guarino Guarini, le decorazioni degli interni e le importanti collezioni ospitate nel tempo, furono all'origine di un prestigio destinato a crescere ulteriormente nel Settecento con i dipinti dei Galliari l'ampliamento delle scuderie di Filippo Castelli, e il rinnovo del salone d'onore. Quando, conclusa la sua funzione residenziale, l'edificio venne svuotato dei preziosi dipinti e gli arredi messi all'asta, dei fasti sabaudi rimase solo il contenitore. Il palazzo, così trasformato, era pronto per la seconda fase della sua vita che ne vide mutare la funzione in spazio adibito agli organi politici del nascente Stato Italiano. La costruzione dell'ala ottocentesca fu infatti la risposta all'esigenza pratica di trovare uno spazio adeguato a ospitare il Parlamento Italiano. Sfortunatamente, quando nel 1865 la capitale venne trasferita a Firenze, della nuova ala del palazzo erano state costruite solo le fondamenta, e la nuova aula parlamentare non venne pertanto mai utilizzata. Il termine dei lavori di costruzione dell'ala nuova segnò l'inizio della musealizzazione e quindi della terza rinascita di Palazzo Carignano quando, a partire dagli anni trenta del Novecento, le sue sale divennero la sede del Museo del Risorgimento e acquistarono una nuova fisionomia.
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Smart simplicity. Sei regole per gestire la complessità senza diventare complicati
editore: Egea
pagine: 188
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