Libri di Adriano Prosperi
Delitto e perdono. La pena di morte nell'orizzonte mentale dell'Europa cristiana. XIV-XVIII secolo
di Adriano Prosperi
editore: Einaudi
pagine: 608
Come ogni dramma teatrale, ciò che manteneva alta la tensione degli spettatori era l'incertezza dell'esito
Disponibilità immediata
Lutero. Gli anni della fede e della libertà
di Adriano Prosperi
editore: Mondadori
pagine: 580
La traccia lasciata da Martin Lutero e dalla sua Riforma nella cultura e nella società europea è così profonda che, senza i va
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L'inquisizione romana. Letture e ricerche
di Adriano Prosperi
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
pagine: 504
Ordinabile
Eresie e devozioni. La religione italiana in età moderna
di Adriano Prosperi
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
pagine: 495
La raccolta di questi saggi e ricerche di Adriano Prosperi si articola in tre volumi: I
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Eresie e devozioni. La religione italiana in età moderna
di Adriano Prosperi
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
pagine: 358
La raccolta di questi saggi e ricerche di Adriano Prosperi si articola in tre volumi: I
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Eresie e devozioni. La religione italiana in età moderna
di Adriano Prosperi
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
pagine: 310
La raccolta di questi saggi e ricerche di Adriano Prosperi si articola in tre volumi: I
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Tribunali della coscienza. Inquisitori, confessori, missionari
di Adriano Prosperi
editore: Einaudi
pagine: 759
La presenza della Chiesa nell'Italia moderna si è fatta sentire non solo, com'è ovvio, in termini di potere politico ma anche
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Tra evangelismo e controriforma. Gian Matteo Gilberti (1495-1543)
di Adriano Prosperi
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
pagine: 376
Ordinabile
L'eresia del libro grande. Storia di Giorgio Siculo e della sua setta
di Adriano Prosperi
editore: Feltrinelli
pagine: 490
Un'indagine, quasi poliziesca, sulle tracce di un gruppo ereticale che l'Inquisizione ha tentato di cancellare dalla storia. Nell'Italia del Cinquecento, lacerata dal dissenso protestante, un monaco benedettino, Giorgio Rioli detto Giorgio Siculo, annunciò rivelazioni straordinarie. Potenti e umili, religiosi e laici lo seguirono affascinati. Giorgio Siculo consigliava ai protestanti dispersi per l'Italia di adattarsi all'ortodossia cattolica, ma ai seguaci più stretti confidava una dottrina segreta, che gli era stata comunicata - affermava - direttamente da Cristo, e che si opponeva in maniera radicale sia al protestantesimo sia al cattolicesimo. Denunciato dai protestanti all'Inquisizione romana, Giorgio Siculo venne processato a Ferrara nel 1551 come eretico, condannato e impiccato. La persecuzione dei suoi seguaci e la distruzione dei suoi scritti si protrassero ostinatamente per decenni. Delle idee di Giorgio Siculo non doveva rimanere traccia alcuna. Con una lunga ricerca, punteggiata da scoperte imprevedibili, Adriano Prosperi è riuscito a sconfiggere questa sistematica volontà di cancellazione. Attraverso il tragico destino di Giorgio Siculo affiora un capitolo sconosciuto della storia religiosa italiana ed europea.
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Delitto e perdono
La pena di morte nell'orizzonte mentale dell'Europa cristiana. XIV-XVIII secolo
di Adriano Prosperi
editore: Einaudi
pagine: 577
Come ogni dramma teatrale, ciò che manteneva alta la tensione degli spettatori era l'incertezza dell'esito.
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Dare l'anima. Storia di un infanticidio
di Adriano Prosperi
editore: Einaudi
pagine: 396
Bologna 1709: il processo di un cupo caso di infanticidio diviene crocevia di un acceso dibattito in cui principi teologici, morali e scientifici si scontrano intorno all'essenza della vita e alla natura dell'anima. La vita di Lucia si intreccia con quella del figlio da lei concepito, partorito e ucciso. Una tragica vicenda che rimanda a quelle di moltissime donne dell'epoca e che si situa nel quadro delle concezioni dell'identità umana e dei rituali elaborati per fissare i confini tra i vivi e i morti. Grazie a un'esemplare ricerca condotta nelle direzioni più diverse, la sorte di una madre e quella del suo piccolo risultano inestricabilmente legate ai modi in cui la cultura dell'epoca affrontò un problema centrale nella storia delle nostre civiltà: se esista e in che cosa consista la speciale natura dell'essere umano.
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Delitto e perdono. La pena di morte nell'orizzonte mentale dell'Europa cristiana. XIV-XVIII secolo
di Adriano Prosperi
editore: Einaudi
pagine: 588
Come ogni dramma teatrale, ciò che manteneva alta la tensione degli spettatori era l'incertezza dell'esito. Erano in gioco due vite, quella del corpo e quella dell'anima e tutte e due rimanevano in pericolo fino alla fine: una fine che si prolungava oltre l'esecuzione, quando il corpo rimaneva esposto alla folla, talvolta squartato e infilzato sulle picche talvolta pendente dalla forca, talvolta ancora "sparato" dai chirurghi nel rito della "notomia" pubblica. La sorte del corpo e quella dell'anima entrarono a far parte dei dialoghi che si svolsero tra il condannato e la folla per incanalarsi poi all'interno del confronto tra il condannato e gli esperti nell'arte del conforto, i membri di confraternite che si specializzarono in questa funzione e che, fiorite inizialmente nell'Italia centrosettentrionale fra Trecento e Quattrocento, si diffusero in seguito in tutta Europa.
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