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Libri di Alejandro Zambra

Poeta cileno

di Alejandro Zambra

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 448

Gonzalo e Carla, fidanzati da adolescenti, hanno scoperto assieme le gioie e i dolori del sesso
17,00

Storie di alberi e bonsai

di Alejandro Zambra

editore: Sellerio Editore Palermo

14,00

I miei documenti

di Alejandro Zambra

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 216

"Mio padre era un computer e mia madre una macchina da scrivere" si legge nelle prime pagine di questo libro, ed è proprio nell'incrocio e nella sovrapposizione tra la vita degli oggetti e quella degli esseri umani che prende forma l'epica quotidiana, intima e minuta, ma non per questo meno potente, di Alejandro Zambra. Lo scrittore cileno mette in rassegna bugiardi impenitenti e fantasmi in carne e ossa, banditi armati e giovani amanti, uomini ossessionati da un'idea superata della mascolinità o che si giocano l'ultima carta scommettendo sull'amore. Altri personaggi scoprono l'obsolescenza, come di merce, di sentimenti che sembravano eterni, o inseguono invano un padre che esiste solo nella memoria dell'infanzia. Il loro mondo è al tempo stesso modernissimo e antico, la cultura digitale del nostro secolo permea i dialoghi intensi e brillanti, ma nel cuore dei personaggi si insinua spesso una malinconia senza tempo, una passione romantica, un dubbio amletico. Le storie di Zambra scrutano vite che ci sembrano tanto più riconoscibili quanto più sono diverse dalle nostre, e risvegliano un desiderio di conoscenza, un sentimento della curiosità, quello in cui risiede la vera natura dell'arte narrativa quando prova a essere chiave di lettura del mondo, della sua crisi, del suo enigmatico ritrarsi.
15,00

Modi di tornare a casa

di Alejandro Zambra

editore: Mondadori

pagine: 154

È il 1985: dopo il violento terremoto che ha colpito il Cile, un bambino di nove anni incontra Claudia, una dodicenne che come lui si ritrova improvvisamente a vivere nelle tende allestite per strada, e che si rivelerà una presenza costante nella sua vita. Un giorno la ragazzina lo segue e gli chiede di spiare per lei lo zio, che vive nel quartiere. Inizia così tra i due una strana amicizia, interrotta bruscamente quando la famiglia di Claudia si trasferisce. Vent'anni dopo, il bambino è diventato uno scrittore, torna nei luoghi dell'infanzia e decide di indagare, nel romanzo che sta scrivendo, il rapporto genitori-figli, partendo dalla conflittualità con suo padre, che si è sempre rifiutato di condannare la dittatura di Augusto Pinochet. Un ritorno a casa che non significa soltanto "uccidere il padre", ma capire realmente gli accadimenti di quegli anni. La volontà di impadronirsi della memoria, che ai figli di quella generazione è stata negata, si fonde così con l'urgenza di raccontarla e, più in generale, con la necessità della scrittura come mezzo per ricostruire l'identità. Il terremoto che nel 2010 torna a scuotere il Cile è una vera e propria epifania per l'autore-narratore: la vita si rivela per quello che è, "normalmente" imprevedibile, "normalmente" insensata, pesante o lieve a seconda di come la si affronta. Forse non si può comprendere tutto, ma almeno ci si può provare. Qualcosa resterà, di quanto ci affanniamo a costruire.
16,50

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