Libri di Alfredo Canavero
Storia contemporanea. Ediz. MyLab
di Alfredo Canavero
editore: Pearson
pagine: 480
In questa nuova edizione aggiornata, l'Autore ha dato largo spazio alle relazioni internazionali, cercando di inserire le vice
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Maria Federici. Impegno sociale e politico per la dignità delle donne
di Alfredo Canavero
editore: Prometheus
pagine: 204
Maria Federici (1899-1984), presidente del Centro Italiano Femminile (CIF) dalla fondazione al 1950, fu tra le poche donne ele
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Storia contemporanea. Ediz. Mylab
di Alfredo Canavero
editore: Pearson
pagine: 448
L'attività didattica e di apprendimento del corso è proposta all'interno di un ambiente digitale per lo studio, che ha l'obiet
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Alcide De Gasperi. Cristiano, democratico, europeo
di Alfredo Canavero
editore: Rubbettino
pagine: 134
L'uomo che resse le sorti dell'Italia dal 1945 al 1953, facendola uscire dalla grave crisi politica, economica e sociale in cui il fascismo l'aveva precipitata con la dittatura, la guerra e la sconfitta, aveva passato poco meno dei primi quaranta anni della propria vita all'interno del multietnico impero asburgico. Veniva quindi da una esperienza che lo distingueva dagli altri politici cattolici, non avendo vissuto il drammatico dissidio tra lo Stato liberale italiano e la Chiesa. Durante i primi anni del secondo dopoguerra seppe riportare l'Italia nella comunità internazionale su un piano di parità giuridica. Lottò sempre per preservare la democrazia e contribuì alla definizione del progetto di integrazione europea.
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Filippo Meda. L'intransigente che portò i cattolici nello Stato
di Alfredo Canavero
editore: Centro Ambrosiano
pagine: 128
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Filippo Meda. L'intransigente che portò i cattolici nello Stato
di Alfredo Canavero
editore: Centro Ambrosiano
pagine: 139
Filippo Meda (1869-1939), avvocato, giornalista, politico, ebbe un ruolo pari o di poco inferiore a quello di Luigi Sturzo nel portare i cattolici italiani alla partecipazione alla vita pubblica italiana. Seguace di don Albertario, cercò di realizzare un partito di ispirazione cattolica, autonomo e aconfessionale, ancora prima di Sturzo. Fu deputato e, nel 1916, il primo cattolico a divenire ministro del regno d'Italia. Nel dopoguerra fu tra i fondatori dell'Università cattolica. Aderì al partito popolare, pur mantenendo sempre una sua posizione particolare. Ministro ancora con Giolitti, rifiuto più volte di divenire presidente del consiglio. Di fronte al fascismo consigliò dapprima una posizione cauta attesa e si ritirò poi nel silenzio quando il regime fece tacere la sua rivista "Civitas", uscendone solo nel 1927 per difendere in tribunale Alcide De Gasperi.
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