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Libri di Anatole France

Il prefetto della Giudea. Testo francese a fronte

di Anatole France

editore: La vita felice

pagine: 62

"Il prefetto della Giudea" (titolo originale "Le Procurateur de Judée") è un breve racconto storico di Anatole France pubblica
7,00

Il crimine di Sylvestre Bonnard

di Anatole France

editore: La vita felice

pagine: 206

Sylvestre Bonnard ci racconta qui due favole
13,50

Il procuratore della Giudea

di Anatole France

editore: Edb

pagine: 56

«Si chiamava Gesù, Gesù il Nazareno, e fu crocifisso non so bene per quale crimine
7,00

La rivolta degli angeli

di Anatole France

editore: Lindau

pagine: 304

Scritto a settantanni, dopo un'esistenza spesa nella ricerca di una risposta ai grandi interrogativi posti dalla religione, da
19,00

Idilli rurali. Racconti e fiabe

di Anatole France

editore: Ripostes

pagine: 69

Si è dato questo nome ad una scelta di quasi-fiabe da leggere magari accanto ad un camino, o nel riquadro delle finestra di un
6,90

Il giocoliere di Maria

di Anatole France

editore: Edb

pagine: 48

Nella Francia del Medioevo, il giocoliere Barnaba di Compiègne decide di farsi monaco per cantare le lodi alla Vergine, ma ben
6,00

Comte e Laffitte. Testo francese a fronte

di France Anatole

editore: La vita felice

pagine: 155

Vengono raccolte in questo volume le due brevi relazioni tenute da Anatole France presso la Scuola Positivista Brasiliana nel
10,50

L'isola dei pinguini

di Anatole France

editore: I Libri di Isbn/Guidemoizzi

pagine: 309

Anno mille, più o meno. Un vecchio monaco quasi cieco sbarca su un'isola bretone popolata da pinguini. Scambiandoli per esseri umani, li battezza tutti. Per rimediare all'errore, Dio e i santi decidono di concedere ai volatili "un'anima, però di piccola taglia". Peccato che dalla conversione in poi, i pinguini sviluppino avidità e invidia, prepotenza e conformismo, ambizioni e pudori (il primo pinguino vestito viene violentato da un diavolo travestito da prete). A partire da questo antefatto, Anatole France traccia la storia di Pinguinia come controcanto amaro, rivelatore e irresistibilmente comico, dell'evoluzione dell'Europa dal Medioevo fino alla Rivoluzione industriale. Uno romanzo satirico del Novecento, capace di fare arrabbiare i cattolici e infuriare i borghesi, amato da Conrad, Benjamin e Jung. Pubblicato per la prima volta nel 1908, è stato per lungo tempo considerato il capolavoro di Anatole France e paragonato a classici come "La fattoria degli animali" di Orwell e "Il mondo nuovo" di Huxley.
14,00

Le opinioni dell'abate Jérðme Coignard raccolte da Jacques Girarrosto

di France Anatole

editore: Spartaco

pagine: 169

Tutte le leggi di cui un ministro gonfia il suo portafoglio sono vane cartacce che non possono farci vivere, né impedirci di v
13,00

La rivolta degli angeli

di France Anatole

editore: Meridiano zero

pagine: 318

Su Parigi piovono angeli
8,90

La rivolta degli angeli

di Anatole France

editore: Meridiano zero

pagine: 318

Un gruppo di angeli fuggiti dal Paradiso si incontrano nella Parigi di inizio Novecento per cercare di organizzare l'assalto al potere divino. Partendo dalla decisione di un angelo custode di abbandonare il suo incarico e votarsi alla rivolta contro Dio, il racconto delle loro peripezie sulla scorta dell'esempio di Satana. La rivolta degli angeli è il trionfo del piacere sulla frustrazione e il moralismo, è l'invito a una vita guidata dalla passione del sapere, dalla priorità del dubbio rispetto al dogma. I demoni di France si battono contro le ingiuste leggi imposte da Dio in opposizione alla natura delle cose, contro il dolore, contro la fatica del lavoro, contro la morte, contro ogni potere che è affermazione della barbarie sulla felicità.
9,00

Il castello di Vaux-le-Vicomte

di Anatole France

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 121

Luigi XIV aspettò la morte del Mazzarino, l'ultimo dei ministri-cardinali, prima di avviare la sua opera: l'assolutismo regio. E per farlo dovette attuare in realtà una specie di colpo di Stato: come comprese il regista Roberto Rossellini, intitolando il suo capolavoro sulla giovinezza del Re Sole, in modo solo apparentemente ossimorico, "La presa del potere da parte di Luigi XIV". La figura di un re che effettivamente governasse era infatti inusitata come una bizzarria passeggera. "Il re regna ma non governa" era la dignità di norma. Passo fondamentale del suo colpo di Stato fu l'arresto di un uomo potente come un re e del re ben più ricco: il soprintendente delle finanze Nicolas Foucquet. Foucquet si era arricchito favolosamente con le entrate del Tesoro, all'ombra di Mazzarino, e aveva costruito il potere personale su uno splendore, di dimore, di mecenatismi verso gli artisti, di favori a cortigiani che troverà ironicamente nel Re Sole il più ispirato imitatore dopo la caduta del suo prototipo. Anatole France non nasconde per Foucquet una simpatia, e lo interpreta quale rappresentante delle libertà feudali, e delle signorili liberalità, volgenti al definitivo tramonto. Ed è un ritratto mosso, drammatico, con un luogo di elezione: il castello di Vaux-le-Vicomte, dove Molière, La Fontaine, Corneille erano ospiti frequenti in compagnia delle più celebri dame future animatrici di Versailles; e con una scena culmine, l'ingegnoso, spettacolare pranzo in onore del giovane re.
12,00

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