Libri di Anna Villari
Manifesti. La velocità nella pubblicità italiana (1890-1955)-Posters. Speed in italian advertising (1890-1955)
editore: Silvana
pagine: 239
Un inarrestabile flusso di energia serpeggia con vigore nella cultura europea e italiana di inizio Novecento. A fare da portavoce di questo clima in Italia, fino all'apoteosi, sono Gabriele d'Annunzio, Filippo Tommaso Marinetti e tutti quegli artisti e intellettuali che hanno segnato in modo spesso esasperato e fragoroso il panorama dell'arte dei primi decenni del secolo, desiderosi di abbandonare la cultura tradizionale, ormai ritenuta stantia e immobile, e di registrare l'irrompere nella vita del loro tempo delle nuove forme, dei nuovi oggetti, delle nuove abitudini della modernità. Una modernità il cui passo, il cui ritmo deve essere aggressivo, sicuro, in una parola veloce. L'automobile, vero e proprio oggetto di una deflagrante rivoluzione industriale e sociale, è protagonista indiscussa dell'entusiasmo modernista. E insieme a essa piroscafi, locomotive, aeroplani, robot, inauditi e rapidissimi mezzi di comunicazione vanno a popolare un sempre più diffuso immaginario avveniristico, che si riflette nella nascente comunicazione pubblicitaria. Manifesti, locandine, dépliant, riviste illustrate, a cui si riconosce forza di comunicazione e penetrazione capillare, sono il veicolo di propaganda commerciale adatto a reclamizzare i ritrovati e i prodotti della modernità; ma sono anche punto di comunicazione tra produzione industriale e un'arte di consumo dedicata alle nuove masse metropolitane, diventando spesso uno spregiudicato campo di sperimentazione.
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Manifesti. Pubblicità e moda italiana 1890-1950. Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 240
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Albert Moore. L'Aesthetic Movement e il mito della bellezza nell'Inghilterra vittoriana
di Anna Villari
editore: Silvana
pagine: 189
Definito "pittore di sogni meravigliosi", "profondo e devoto discepolo della forma", o addirittura "il più grande artista che in questo secolo l'Inghilterra abbia avuto", Albert Moore (1841-1893) fu nella Londra degli ultimi decenni dell'Ottocento un autore tanto amato dai collezionisti quanto incompreso dalla critica ufficiale. La sua "colpa", agli occhi dei colleghi della Royal Academy e del pubblico più tradizionalista, l'aver perseguito un solo obiettivo: la "sincera affermazione della bellezza fine a se stessa", un'arte deliberatamente priva di soggetto, di storia, di contenuti morali, maliosa celebrazione di perduti "paradisi estetici". Tra rievocazioni della Grecia classica e suggestioni della grafica giapponese, Moore si dedicò per tutta la vita a immaginare e dipingere un mondo di bellissime figure femminili, statue perfette e senza tempo divenute fanciulle dalla pelle diafana; opere che ancora oggi, grazie alla straordinaria maestria tecnica e alla raffinatissima sensibilità cromatica, risultano limpide, leggere, preziose. Da poco riscoperto dalla critica anglosassone, ma ancora sconosciuto al pubblico italiano, il volume gli rende omaggio attingendo direttamente dalle fonti dell'epoca, ricostruendo percorsi del gusto, dibattiti critici, filosofici, letterari, e indagando le sue più profonde motivazioni artistiche.
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Giovanni Boldini maestro della Belle Epoque. Il Ritratto di Emiliana Concha de Ossa detto Il Pastello Bianco. Catalogo della mostra (Milano, febbraio-aprile 2006)
di Anna Villari
editore: Electa
pagine: 45
Abile e richiestissimo ritrattista, Giovanni Boldini, artista ferrarese trapiantato a Parigi, all'apice della sua carriera rea
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