Libri di Antonio Carrano
Sublime
di Antonio Carrano
editore: Guida
pagine: 272
Tanto antica quanto segnata da lunghi intervalli e silenzi, la riflessione filosofica sul sublime ha accompagnato il processo di autocomprensione dell'uomo lungo un arco di tempo che dall'età classica giunge al Novecento. Nel ripercorrerne le tappe, il presente lavoro cerca di evidenziare come la questione del sublime sul piano filosofico non solo trova giustificazione nel concreto darsi di un sentimento ambivalente, apprezzato e ricercato dagli uomini, ma suppone altresì una situazione dì distanza, idonea a tradurre in senso estetico e a dare rilievo morale ad una forma raffinata dì coinvolgimento emotivo di fronte a ciò che agita e turba l'animo, da cui proviene (e insieme ci sì attende) una conferma della particolari delta natura umana. La cui identità, va detto, ha di particolare il fatto di essere determinata dal modo in cui il soggetto si rappresenta e si comprende nel tempo in rapporto a se stesso così come a ciò che lo circonda: natura o mondo umano e delle macchine che sia.
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Il pensiero che prova. Il destino nella riflessione filosofica di fine Settecento in Germania (Herder, Schelling, Hölderlin, Hegel)
di Antonio Carrano
editore: Editori Riuniti University Press
pagine: 244
Annoverato da Kant, con quello di felicità, tra i concetti "usurpati" di cui non si può legittimare il possesso dal semplice u
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Dismisura e apparenza. Vicissitudini di un'idea: il sublime da Kant a Schopenhauer
di Antonio Carrano
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 206
Quale situazione prefigura e cosa definisce propriamente il sublime? Lo si può ritenere una categoria puramente estetica? O esso suppone una particolare determinazione dell'uomo, la sua dignità e destinazione? Mossa da queste domande, la ricerca analizza le due versioni del sublime (matematico e dinamico), individuando in esse non solo alcuni passaggi essenziali che segnano la rapida evoluzione dal criticismo all'idealismo, ma due filoni di pensiero caratterizzati dal rilievo che assume l'infinità del compito morale o la compassione suscitata dall'arte tragica.
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