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Libri di Ascanio Celestini

Radio clandestina. Memoria delle Fosse Ardeatine

di Ascanio Celestini

editore: Einaudi

pagine: 80

La maggior parte delle strade dedicate ai morti delle Ardeatine si trova in periferia
10,00

Barzellette

di Ascanio Celestini

editore: Einaudi

pagine: 297

Una stazione, due uomini che aspettano un misterioso convoglio partito da lontano e un «brogliaccio» pieno di barzellette da l
18,00

L'armata dei senzatetto

editore: Contrasto

"Quest'armata di senzatetto non è gradita
22,00

Un anarchico in corsia d'emergenza

editore: Laterza

pagine: 146

Ascoltare o leggere Ascanio Celestini oggi sembra un po' come guardare dall'alto un'autostrada a tre corsie piena di berline aerodinamiche e rimanere ipnotizzati da una piccola 500 del 1967 che procede per conto proprio. Protagonista della scena teatrale italiana, voce di coloro che non compaiono mai nelle storie ufficiali, Celestini è capace di ascoltare tante storie e distillarne una sola e collettiva.
15,00

Io cammino in fila indiana

di Ascanio Celestini

editore: Einaudi

pagine: 212

C'è un rivoluzionario in bicicletta, che quando arriva al parlamento per buttare la bomba si accorge di non essere il primo: gli tocca mettersi in coda, come alle poste. C'è l'uomo di governo che "quando faccio politica, non ne faccio una questione politica". C'è chi cammina in fila indiana ed è contento di considerarsi solo un numero, tanto da non tollerare che qualcun altro gli si affianchi sostenendo di essere semplicemente Mario... Ogni personaggio procede "sulla superficie sconnessa di un pianeta che pare fermo e invece si muove, perché quando ti muovi piano è quasi come se non ti muovi per niente", consapevole dell'equilibrio precario nel quale si trova, ma consapevole soprattutto che "precipitare è tutto un altro discorso". I racconti di "Io cammino in fila indiana" con un andamento narrativo capace di accordarsi agli scarti improvvisi del pensiero - tanto da assumere di volta in volta la forma della poesia civile, o della preghiera laica -, le storie ambientate nel "piccolo paese" mostrano quello che siamo diventati. Distribuendosi in tanti "Io" che giocano con lo specchio deformante - eppure fedelissimo - dell'apologo o della fiaba, l'autore prende per mano il lettore e lo guida attraverso la cronaca e le assurdità dei nostri anni recenti. Si ride molto, ma amaramente.
18,50

Lotta di classe

di Ascanio Celestini

editore: Einaudi

pagine: 229

"Chi ha detto che il tempo è denaro? Un filosofo, un banchiere o un orologiaio?" Se ne vanno a rotta di collo le giornate di Marinella e Salvatore, di Nicola e della signorina Patrizia. Le giornate di chi fa dieci lavori tutti precari e ha l'impressione di vivere a mezz'aria, "pisciando in corsa come i ciclisti al Giro d'Italia". Perché se è vero che il tempo è denaro, il loro tempo dev'essere denaro di qualcun altro. Vivono tutti in un condominio fuori dal Raccordo Anulare, cinque piani di vite arrangiate fra il centro commerciale e il gigantesco call center. Dietro alle spalle ci stanno i padri, con i loro ricordi di guerra e le loro sicurezze appiccicate alla poltrona, "la perseveranza del mondo contadino dentro allo stupro urbanistico palazzinaro". E nel presente c'è l'insensatezza di un tempo bloccato, apparecchiato e inutile come la casetta di Barbie. Nelle quattro storie che s'intersecano dentro questo libro se ne raccolgono un'infinità di altre, per raccontare l'energia, la delusione e la rabbia di una generazione, ma anche la fantasia e la passione, la voglia di cambiare. Di ribellarsi. Di riposarsi. Di ricominciare. "Mi spogliavo e mi sentivo leggera. Avrei continuato a spogliarmi, se fosse stato possibile. Mi sarei sfilata la pelle come un cappotto e l'avrei appesa a una stampella."
18,50

Storie di uno scemo di guerra

di Ascanio Celestini

editore: Einaudi

pagine: 162

Il giorno della liberazione di Roma dentro gli occhi di un ragazzino. Una storia raccontata per trent'anni, poi ramificata nella memoria e nella fantasia, dove il bombardamento di San Lorenzo può stare accanto alla leggenda del barbiere dalle mani belle e il rastrellamento del Quadraro si trasforma nella parabola delle mosche pacifiche e perfette. Nelle pagine di Ascanio Celestini, così come nei suoi spettacoli, non resta che arrendersi all'incantesimo della grande narrazione. Il testo nasce da una storia vera raccontata all'autore dal padre, Gaetano Celestini detto Nino. Lo spettacolo "Scemo di guerra" ha esordito alla Biennale di Venezia e questo libro non è il testo dello spettacolo ma una versione romanzesca dello stesso spunto.
9,50

Fabbrica

di Ascanio Celestini

editore: Donzelli

Tutto comincia la sera del 16 marzo 1949, quando il protagonista fa il suo ingresso da neo assunto in fabbrica, con la mansione di scovazzino - "devo scopare il carbone nell'altoforno". Parte da qui la lettera alla madre, attraverso cui il narratore di questo romanzo dipana la storia di una fabbrica italiana. È la storia della fabbrica è innanzi tutto la storia dei suoi operai, e soprattutto del capoturno Fausto a cui manca una gamba e prima ancora che di Fausto, è la storia del nonno di Fausto e del padre di Fausto, anche loro di nome Fausto. Lo scorrere veloce di queste tre vicende umane restituisce cinquant'anni di storia italiana. Un racconto che affabula il lettore grazie alla raffica di parole di Ascanio Celestini, che porta in scena, e sulla pagina, uno spettacolo di storia patria in tuta blu.
15,90

Parole sante

di Ascanio Celestini

editore: Fandango Libri

pagine: 107

"Parole sante", il primo film di Ascanio Celestini, racconta le storie e le vite dei lavoratori dell'Atesia di Roma, società leader nei call center. Sono loro, i lavoratori precari con stipendi da 500 euro al mese e nessuna certezza, i protagonisti della denuncia di Celestini, con le loro facce, le loro parole, le loro rabbie. "Il film l'ho fatto per dire che il lavoro precario non esiste. Esiste il lavoro illegale, quello dove si assumono lavoratori a tempo determinato con contratti che non rispettano la legge, nemmeno la famigerata 30. E di questi lavoratori ce ne sono - le cifre sono vaghe - dai 2 ai 4 milioni... I sindacati di sinistra sull'Atesia hanno preferito mediare piuttosto che usarla come un laboratorio. Perché la scelta dei lavoratori di autorganizzarsi e ribellarsi è importante. Hanno dimostrato che alzare la testa si può, hanno fatto ciò che dovremmo fare tutti. Ricostruire la legalità a partire da noi, dalle nostre vite, senza delegare nulla, consapevoli dei diritti e della dignità della tua vita e di quella degli altri."
16,90

Storie di uno scemo di guerra

di Ascanio Celestini

editore: Einaudi

pagine: 155

Nel giorno della Liberazione di Roma un padre e un bambino avanzano contromano nella folla da Porta Pia verso il Quadraro: nel loro racconto i fatti salienti della guerra a Roma si mescolano al libero scorrere della fantasia narrativa. Il testo nasce da una storia vera raccontata all'autore dal padre, Gaetano Celestini detto Nino. Lo spettacolo "Scemo di guerra" ha esordito alla Biennale di Venezia e questo libro, a differenza degli altri volumi di Celestini pubblicati da Donzelli, non è il testo dello spettacolo ma una versione romanzesca dello stesso spunto.
11,50

Radio clandestina. Memoria delle Fosse Ardeatine

di Ascanio Celestini

editore: Donzelli

pagine: 94

Si tratta del monologo teatrale che Celestini ha composto ispirandosi al libro di Alessandro Portelli, "L'ordine è già stato eseguito", in cui l'autore ricostruisce l'eccidio delle Fosse Ardeatine del 24 marzo 1944. Una storia raccontata dal "basso", dalle strade e dai quartieri poveri di una Roma ferita da bombardamenti e rastrellamenti, brulicante di un'umanità offesa, umiliata da una vicenda atroce e incomprensibile. Di quell'umanità l'attore e scrittore fornisce un ritratto partecipato, come emerge dal CD allegato al libro, in cui lo spettacolo prende corpo e in cui la sua voce diventa quella di un'intera città. Completano l'opera uno scritto di Mario Martone e le testimonianze sulla strage raccolte da Alessandro Portelli.
21,90

Cecafumo. Storie da leggere ad alta voce

di Ascanio Celestini

editore: Donzelli

pagine: 248

Ascanio Celestini, teatrante e affabulatore, attraverso materiali della tradizione e della memoria, mette in moto una straordinaria macchina dell'oralità. Accanto a storie più conosciute, legate a personaggi famosi e appartenenti alla tradizione popolare italiana ed europea, si sentono risuonare echi del Vicino Oriente; fino ad arrivare alle fiabe nuove, che raccontano realtà moderne, fiabe che cambiano mentre vengono raccontate. E cambiano proprio perché devono essere raccontate ancora e ancora, con il mutare dell'occasione e del pubblico, come faceva nonna Marianna, che «raccontando, ci metteva davanti agli occhi cose che lei non aveva mai visto, e riusciva a dirci cose che altrimenti non potevano essere dette».
24,50

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