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Libri di Aurelio Picca

Arsenale di Roma distrutta

di Aurelio Picca

editore: Einaudi

pagine: 107

Roma è stata mille Anna Magnani
16,00

Un giorno di gioia

di Aurelio Picca

editore: Bompiani

pagine: 236

Dopo la scomparsa del padre, il giovane Jean vive con la madre Tilda nel "castello", la residenza di famiglia che Tilda ha ereditato dai genitori. La famiglia materna è un concentrato di anomalie, tramandate ai molti figli. I privilegiati sono Tilda e Attila, il più piccolo, ma gli altri fratelli, capitanati dall'avido primogenito Marcello, per non impugnare un testamento che li taglia fuori dalla proprietà della sontuosa dimora di famiglia, ottengono da Tilda la promessa di un rimborso, che le costa caro e che cambia radicalmente la sua vita. Tilda infatti entra in un altro mondo, quello della malavita. Una follia, la sua, che si manifesta anche nel modo in cui ha educato il figlio, vestendolo e truccandolo come una femmina, come una maschera. II piccolo Jean assiste alle imprese della madre comprendendo solo in parte ciò che avviene. La sua visione del mondo è parziale e infantile, deformata dai miti familiari di lusso, ricchezza, perfezione. Lui ama i profumi, i fiori, i colori. Ma quando i crimini di Tilda cominciano a venire a galla, la situazione precipita sul giovane, imponendo una sequenza allucinata in cui la realtà s'impone con tutta la sua forza.
17,50

Via volta della morte

di Aurelio Picca

editore: Bompiani

pagine: 149

Nel cuore antico di un gioiello del Rinascimento come Urbino, in una strada che ha il nome evocativo di via Volta della Morte, vengono ritrovati i cadaveri di Gisella Carboni e Sandro Bonfigli, studenti universitari, barbaramente assassinati. A indagare è il commissario Vittorio Macrì, anch'egli segnato da un delitto senza un perché: la donna che amava è stata uccisa con un colpo alla fronte, e il colpevole non è mai stato scoperto. Il primo indiziato del delitto di via Volta della Morte è il professor Valerio Occhipinti, cinquantenne, una strana somiglianza con Gérard Depardieu, amante sia di Gisella sia di Sandro.
10,00

Addio

di Picca Aurelio

editore: Bompiani

pagine: 174

Roma, Los Angeles, Viareggio
16,00

L'Italia è morta, io sono l'Italia

di Aurelio Picca

editore: Bompiani

pagine: 90

Il poeta si trasforma in tutte le motociclette e in una supercar. Scrive questo poemetto che si legge come un racconto che va a trecento all'ora. "L'Italia è morta, io sono l'Italia" è un viaggio dentro e sopra il corpo di una donna da amare, venerare, possedere. È bellissima e massacrata; è stuprata e vergine. Contempla tutte le città, l'arte; anticipa lo scandalo di calciopoli, deride e provoca i politici nani e gli assessori cocainomani. Esalta gli antichi guerrieri e disprezza la stupidità dei nostri giorni conformisti. Il poeta "Ducati-Maserati" corre per lo Stivale zozzo di fango e dunque morto. Ma la bellezza dell'Italia risorge come un amore con "il capo biondo, assassina l'anima per soffrire di più e morire di più". "L'Italia è morta, io sono l'Italia" è la storia del nostro Paese che si legge in mezz'ora. Provoca e fa ridere. Ti droga senza droga. Ci siamo tutti: dalla A alla Z. Con un saggio di Luca Doninelli.
12,00

Se la fortuna è nostra

di Picca Aurelio

editore: Rizzoli

pagine: 234

La vita, la morte, l'eredità, la roba
5,90

Tutte-stelle

di Picca Aurelio

editore: Rizzoli

pagine: 234

12,39

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