Libri di Bruno Di Marino
Nel centro del quadro. Per una teoria dell'arte immersiva dal mito della caverna al VR
di Bruno Di Marino
editore: Aesthetica
pagine: 148
Immergersi nell'opera d'arte è un procedimento tipico dell'analisi estetica, ma costituisce oggi una condizione usuale della f
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Il segno mobile. Graphic design e comunicazione audiovisiva
di Bruno Di Marino
editore: Bietti
pagine: 180
Siamo abituati a pensare alle forme d'arte audiovisive come espressioni basate su immagini e suoni. Eppure la parola scritta e gli elementi grafici spesso rivestono un'importanza non secondaria, sia sotto forma paratestuale (i titoli di testa di un film o di una sigla televisiva) che all'interno dello stesso testo (cortometraggi sperimentali costituiti da, i lyric videos che riportano i testi delle canzoni, la parte testuale degli spot pubblicitari). Illustrando ed esplorando gli scambi e le interferenze tra il multiforme universo del graphic e del visual design e quello delle immagini in movimento (cinema, video, televisione, web) "Il segno mobile" affronta in modo trasversale un tema poco trattato anche a livello internazionale, attraverso numerosi esempi e con l'ausilio di comparazioni iconografiche all'interno del testo, corredato da un inserto di illustrazioni a colori. Rivolgendosi a studiosi e appassionati sia di grafica, sia di pubblicità, sia di immagini in movimento più in generale, secondo una metodologia comparativa affine ai visual studies.
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Pose in movimento. Fotografia e cinema
di Bruno Di Marino
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 203
Mettere a confronto fotografia e cinema può sembrare un esercizio quasi scontato, dal momento che si tratta di due arti strettamente legate tra loro. Un film rimane pur sempre un insieme di fotografie (24 al secondo) che, proiettate nel tempo, producono nell'occhio dello spettatore l'illusione del movimento. Ciò nonostante "Pose in movimento", partendo da alcune considerazioni teoriche di Roland Barthes e di altri studiosi, è forse la prima analisi sistematica sul complesso e articolato rapporto che si instaura tra la fotografia, il fotogramma e il film, nonché - più in generale sull'interferenza tra immagine fissa e immagine in movimento. Dalla cronofotografia di Marey e Muybridge fino al digitale, dagli esperimenti dell'avanguardia ai film composti unicamente di istantanee, dal fermo immagine alla foto di scena e di set, dalla fotografia narrativa alla rappresentazione dell'atto fotografico sul grande schermo, questo saggio tenta di mettere sinteticamente a fuoco i nodi teorici, estetici e tecnologici di un'affascinante e infinita relazione che ha inizio prima ancora della nascita del cinema. Ma "Pose in movimento" è anche un testo ricco di approfondimenti su fotografi-cineasti come Klein, Marker, Depardon, Kubrick, Cartier-Bresson, Wenders, Kiarostami, Clark, Kern, Frank, van der Keuken e molti altri.
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L'ultimo fotogramma. I finali nel cinema
di Bruno Di Marino
editore: Editori Riuniti
pagine: 231
Questo libro si propone una sistemazione teorica dell'epilogo, in cui quasi sempre è racchiuso il senso del film. Le principali categorie prese in considerazione sono tre: il lieto fine, il finale drammatico e la conclusione aperta, e ad esse Di Marino collega altre categorie o modalità (dilatazione, moltiplicazione, circolarità, colpo di scena). L'ultimo capitolo raccoglie casi più o meno clamorosi della storia del cinema, finali censurati e manipolati da parte di produttori e distributori, insieme ai dubbi e ripensamenti di molti registi davanti alla difficile scelta di concludere un film.
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