Libri di C. Delcorno
Prediche e predicatori nel Seicento
editore: Il mulino
pagine: 221
Il volume chiude il trittico di opere dedicate alla Predicazione nel Seicento: l'"atto" e le "forme", l'"occasione" e l'"argomento", il "genere" e lo "stile", la "retorica" e il "teatro", l'"officio" e l'"arte" del predicare, le tipologie e le "maniere" della predica, i "caratteri" e le "regole" di predicatori più e meno famosi, "suasivi", "acuti", "trascinanti", il potere salvifico della "parola dal pulpito" e la "scuola delle prediche" sono parse tracce da seguire per provare a diradare quello che l'abate di Saint-Cyran, rettore del monastero di Port-Royal, definiva il "mistero della Predicazione"; e insieme per cercare di avanzare nei meandri della selva del Seicento, tuttora intricata con tanti angoli da scoprire. Questo libro, costruito come una monografia a più voci, indaga figure rimaste in ombra, ma di tutto interesse, come Mario Bignoni e Amedeo Francesco Ormea, scritti poco noti di celebri autori da Paolo Aresi al Maia Materdona, peculiarità singolari dal Tesauro al Bartoli. E propone ancora, oltre a metodi, modelli e testi di rilievo, aspetti che si intrecciano ai nodi di fondo della civiltà barocca e che ci fanno riflettere su problemi, vizi e mali dei nostri giorni.
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Predicare nel Seicento
editore: Il Mulino
pagine: 232
Il volume si presenta come seconda anta di un trittico che si è aperto con "La predicazione nel Seicento", uscita nel 2009, e che si chiuderà con "Prediche e predicatori nel Seicento". Una guida per attraversare quello che oltre mezzo secolo fa è stato efficacemente definito il Mato Grosso della letteratura di pietà tra Cinque e Ottocento, con l'immensa foresta del Seicento ancora fitta di grovigli e sorprese. In questa fase dell'indagine, orientata, di proposito, su figure rimaste in ombra, da Giovanni Azzolini a Luigi Giuglans su scritti meno noti di grandi autori come Emanuele Tesauro e Francesco Fulvio Frugoni, su tratti peculiari dall'opera di Daniello Bartoli e di Paolo Segneri, vengono passate al vaglio forme e "nuove maniere" dell'universo del predicare, dall'"officio" all'"esercizio" all'"uso", dal "talento" all'"arte" al "teatro", dalla "passione" alla "persuasione" alla "sottigliezza", dal "potere" all'"ingegno" alle "regole", aspetti tutti che si intrecciano strettamente a nodi cruciali della cultura barocca e su cui convergono oggi dibattito e ricerche interdisciplinari. Felice esempio, come il precedente, di monografia a più voci, il volume indaga tendenze, metodi, modelli, testi e contesti di una forma d'arte preziosa, complessa, affascinante.
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La predicazione nel Seicento
editore: Il Mulino
pagine: 249
La parola che evoca l'inferno e il cielo, il nulla e il tutto, l'orrore della colpa e la speranza della salvezza. È il compito della predicazione, forma che del Seicento costituisce uno dei più complessi lasciti. E come tale offre un campo ancora molto da esplorare. Lo fa questo libro, nel quale a un grande quadro d'insieme sulle forme e tendenze specifiche della predicazione barocca seguono cinque indagini particolari su aspetti rimasti in ombra: dalla «scuola» dei Canonici regolari lateranensi alla retorica dei «Sermoni divoti» all'oratoria sacra dei gesuiti del Collegio Romano; e su testi poco noti di autori famosi come Emanuele Tesauro e Giacomo Lubrano. Se, come scriveva Bossuet, la predicazione è arte che non finisce mai di sorprendere, il volume - singolare tipo di monografia a più voci - continua a farcene conoscere nodi, aspetti e figure di rilievo.
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Rime sacre tra Cinquecento e Seicento
editore: Il Mulino
pagine: 256
La lunga stagione che prende le mosse dall'autunno del Rinascimento offre, nell'ambito della lirica religiosa, testi, seppur letterariamente diseguali, di straordinario interesse. Il volume - a seguito delle "Rime sacre dal Petrarca al Tasso " - presenta, con indagini originali e penetranti, figure sin qui rimaste in ombra, come Ferrante Carafa, cantore della vittoria di Lepanto, e Angelo Grillo; icone come il topos delle lacrime e del pianto nell'età del Tasso; antologie di rime sacre che nel primo Seicento fiorentino disegnano una suggestiva rappresentazione di san Francesco come "nuovo Prometeo cristiano"; la severa riforma neoclassica nella poetica sacra, nel progetto e nell'opera di Urbano VIII e del circolo barberiniano; la poesia biblica di Loreto Mattei con la meditazione sui limiti della parola umana dinnanzi al mistero della Parola divina. Prospettiva storica, analisi di testi, rigoroso scavo bibliografico: un contributo importante, e non privo di sorprese, alla conoscenza di un periodo della letteratura religiosa sin qui poco esplorato.
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Rime sacre dal Petrarca al Tasso
editore: Il Mulino
pagine: 231
Conclusa la grande stagione della poesia sacra medievale, l'interesse per le tematiche spirituali rimane ben vivo nella letteratura in versi dei secoli successivi; al punto che un poeta in gioventù "profano" come fu il Petrarca affronta, in uno dei suoi ultimi componimenti, temi quali la visione beatifica e la resurrezione della carne. Allo stesso modo, temi morali e religiosi sono continuamente presenti nei versi di poeti rinascimentali quali Vittoria Colonna e Torquato Tasso. Ma oltre che nelle opere dei grandi letterati, la tradizione delle rime religiose si mantiene ben viva nei quattrocenteschi "daudari", raccolte di composizioni poetiche scritte da religiosi, che si rifanno agli Inni di San Francesco e delle Laudi di Jacopone.
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Scrittura religiosa. Forme letterarie dal Trecento al Cinquecento
editore: Il mulino
pagine: 169
La storiografia dei fenomeni religiosi ha conosciuto negli ultimi decenni una grande fioritura e una sempre maggiore attenzione, tuttavia la ricerca propriamente filologica e letteraria risulta ancora sporadica e dispersa. Frutto dell'esperienza di studiosi notoriamente impegnati in lavori ecdotici e ricognizioni critiche, questo volume getta luce su un campo del sapere non ancora molto frequentato: la scrittura religiosa. Gli studi qui presentati aprono nuove prospettive: essi derivano da ricerche ampie, tuttora in corso, o disegnano percorsi di indagine assai promettenti. Tra i molteplici aspetti della scrittura religiosa, i sei saggi raccolti nel volume privilegiano alcune delle forme più importanti: la predica, la lettera e la preghiera.
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