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Libri di Cesare Zavattini

Soggetti cinematografici mai realizzati

di Cesare Zavattini

editore: Marsilio

pagine: 520

In questo primo volume dell'Edizione Nazionale delle Opere di Cesare Zavattini presentiamo un'ampia selezione di soggetti cine
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30,00

Intimità e collusione. Teoria e tecnica della psicoterapia psicoanalitica di coppia

editore: Raffaello Cortina Editore

pagine: 288

Gli autori mettono in evidenza che si possono curare le relazioni con le relazioni nell'idea che il rapporto di coppia sia uno
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23,00

Totò il buono

di Cesare Zavattini

editore: Bompiani

pagine: 182

Un bambino nato sotto un cavolo, una vecchietta, il pezzente drappello dei "baracchesi", una cricca di miliardari, due angeli custodi: sono i protagonisti di questo "romanzo per ragazzi, che possono leggere anche i grandi", e nella loro storia Zavattini ha saputo riversare la sua inconfondibile capacità di fondere realtà, simbolo e racconto, di far scaturire la fiaba dalla più ordinaria quotidianità. Da "Totò il Buono" Zavattini trasse lo spunto per la sceneggiatura di "Miracolo a Milano" diretto da De Sica, uno dei film più amati della storia del cinema italiano.
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11,00

Stricarm' in d'na parola. Stringermi in una parola. 50 poesie in dialetto

di Cesare Zavattini

editore: Bompiani

pagine: 123

Questa raccolta di versi venne pubblicata nel 1973 quando, come scrive Maurizio Cucchi nell'introduzione, "la poesia dialettale era ancora un oggetto un po' strano per molti..." L'incontro con il dialetto fecondo per non pochi autori italiani, è stato per Zavattini occasione di una riscoperta, di un'invenzione, di una liberazione. Una riscoperta - scrisse Pier Paolo Pasolini, in una recensione appassionata ed entusiasta - che permise a Zavattini di scrivere il suo libro di gran lunga più bello. Anzi un libro "bello in assoluto" dove "tutto è rimesso in gioco, tutto, per dir meglio, ritorna finalmente gioco". Su pudes stricarm' in d'na parola / u durmirés (Se potessi stringermi in una parola /dormirei) ed è in questa parola-sonno-sogno che la terra madre appare, scompare, si trasforma. La presente edizione è arricchita da una Nota al testo con scritti di Giovanni Negri e da un'antologia della critica, ampia e puntuale. Ogni poesia reca al piede il testo tradotto in italiano.
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7,00

I poveri sono matti

di Cesare Zavattini

editore: Bompiani

pagine: 94

"Zavattini si muove lungo la pista che dal comico porta all'umorismo, vale a dire, procura di inventare senza posa fatterelli, colpi di scena che riscattino la vita dal grigio della routine e dell'abitudine, che ci facciano riassaporare i piaceri dell'imprevisto, dell'emozione. L'autore si colloca nel mondo di una piccola borghesia di impiegati sepolti sotto il peso di interminabili ore d'ufficio, posti di fronte al difficile compito di sbarcare il lunario, di far quadrare i conti, di soddisfare alla scadenza delle cambiali, di placare le attese e i nervosismi della famiglia, di difendersi dalle angherie del principale, del capufficio e dei colleghi petulanti. Un mondo cecoviano, crepuscolare, post-verista, insopportabile se appunto non venisse riscattato dall'accendersi delle mille fiammelle dell'imprevisto." (Dall'Introduzione di Renato Barilli)
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10,00

Al macero

di Cesare Zavattini

editore: Bompiani

pagine: 293

Nel 1926 Zavattini pubblica il suo primo servizio per la Gazzetta di Parma. È l'atto di nascita di un personaggio scomodo che per più di mezzo secolo influenzerà la cultura italiana e che con il suo estro provocatorio e il suo humour lirico introdurrà nella letteratura nazionale i primi amari, autentici commenti a una condizione civile e politica di estrema umiliazione. Sceneggiature, epistolari, progetti, racconti, conversazioni radiofoniche, articoli: la produzione di Zavattini è vastissima ed eclettica. In questo libro è raccolta una selezione dei testi scritti dal 1927 al 1940 che meglio rispecchiano il suo umorismo e il suo acume e che compongono un affresco dell'Italia degli anni trenta.
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12,00

Parliamo tanto di me

di Cesare Zavattini

editore: Bompiani

pagine: 143

"È il mio primo libro. L'ho scritto a 27-28 anni, nel 1929-1930, al mio paese, mentre mio padre moriva di cirrosi epatica [...] Mentre lui agonizzava io scrivevo. Scrivevo a mano. Scrivevo anche di notte, a ritmo variabile: a volte ho delle prontezze prodigiose e la roba mi viene subito, altre volte continuo a scrivere e rivedere. Non so perché mi sono messo a lavorare a 'Parliamo tanto di me': forse era un modo per fare comunque il mio mestiere, nonostante le circostanze; forse era una rivolta di vita contro il morire di mio padre; o semplicemente c'era in me, senza che lo sapessi, una natura di scrittore." Il libro fu un successo clamoroso e segnò l'inizio della fortunata carriera letteraria di Zavattini.
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9,00

Straparole

di Cesare Zavattini

editore: Bompiani

pagine: 416

Diviso in quattro parti, due diaristiche ("Diario di cinema e di vita" e "Riandando") e due narrative ("Viaggetto sul Po" e "L
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Le bugie e altri raccontini

di Cesare Zavattini

editore: Monte Università Parma

pagine: 111

Il grande scrittore, giornalista e sceneggiatore, Cesare Zavattini, che collaborò con De Sica, Rossellini e Visconti si esprime qui in raccontini dalla sottile e ineffabile ironia. Le bugie è il titolo del primo dei 42 racconti che qui si raccolgono, ma potrebbe anche esserne il motivo conduttore dato che tutti sono scritti sul filo della finzione, le bugie mettono in luce la realtà e spalancano le porte della fantasia. Un libro per bambini e per grandi che invita a guardare il mondo cambiandone a piacimento la prospettiva.
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8,00

Diari

di Cesare Zavattini

editore: La nave di Teseo

pagine: 624

Cesare Zavattini iniziò a tenere regolarmente un diario il 14 gennaio del 1941 e continuò a "resocontare" le sue giornate sino
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24,00

I giocattoli

di Cesare Zavattini

editore: Hacca

pagine: 136

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L'uomo che vende un occhio. Un soggetto per il film «Il boom» di Vittorio De Sica

di Cesare Zavattini

editore: Ets

pagine: 81

Già nel 1957 Cesare Zavattini scrisse, partendo da un fatto di cronaca, un soggetto dal titolo L'uomo che vende un occhio, il
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10,00

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