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Libri di Claudio Giunta

Le alternative non esistono. Vita e opere di Tommaso Labranca

di Claudio Giunta

editore: Il mulino

pagine: 264

Tommaso Labranca è morto nell'estate del 2016
23,00

Gli italiani

di Claudio Giunta

editore: Il mulino

pagine: 196

Cogliendo un passaggio inquieto fra le sopravvivenze di una tradizione sgretolata e i sintomi di un futuro da decifrare, Gli i
26,00
16,00

E se non fosse la buona battaglia? Sul futuro dell'istruzione umanistica

di Claudio Giunta

editore: Il mulino

pagine: 306

In "Mio figlio professore", anno 1946, il bidello Aldo Fabrizi, diventato padre, annuncia che da grande il figlio farà "er pro
16,00

Essere #matteorenzi

di Claudio Giunta

editore: Il mulino

pagine: 80

In confronto, Berlusconi era normale. Coi suoi doppiopetto, la sua faccia fintamente pensosa, la sua commovente devozione alla "bienséance". Ma Renzi? La camicia bianca con le maniche rimboccate, l'uso aggressivo dei social network, l'imitazione di Fonzie, la doccia gelata per i malati di SLA, l'eloquio infarcito di cool, smart e storytelling... In meno di un anno, Matteo Renzi ha cambiato lo stile e il linguaggio della politica italiana. Tra interviste, comizi, talk-show, libri scritti da lui o dai suoi ghost-writer, ce n'è ormai più che abbastanza per una fenomenologia: quella che Claudio Giunta ha affidato a questo saggio esilarante, spietato e, insieme, sorprendentemente simpatetico.
8,00

Mar Bianco

di Claudio Giunta

editore: Mondadori

pagine: 286

All'inizio c'è una macchia nerastra oblunga che si muove. Bisogna aspettare qualche secondo: un lampo bianco, una scossa della macchina da presa, e la pellicola diventa più nitida." La macchia è una lunga fila di prigionieri, sorvegliati da una squadra di guardie armate; il filmato è un documentario degli anni Venti su uno dei primi gulag sovietici nelle isole Solovki, un arcipelago del Mar Bianco, nel nord della Russia. Un secolo dopo, tre amici fiorentini - non più giovani ma non ancora veramente adulti - partono per le Solovki per lavorare al restauro di un antico monastero ortodosso. Pochi giorni dopo spariscono senza lasciare traccia. Mentre la polizia archivia il caso come un incidente, il giornalista freelance Alessandro Capace decide di andarli a cercare. Capace è un "brillante fallito" di trentasei anni e vive anche lui a Firenze, "questa città di provincia liquidata un tanto al chilo ai turisti internazionali, questo mercato di ciarpame en plein air, questa Venezia senz'acqua, questo luna park a misura di teenager americana ciabattante in infradito, questa Cancùn rinascimentale dove uno ha sempre l'impressione che, a parte i camerieri, nessuno veramente lavori". Saranno i suoi articoli e la sua tenacia a tenere viva l'attenzione intorno alla misteriosa scomparsa dei tre amici. Dove sono finiti? Sono scappati, o qualcuno li ha fatti sparire? E in entrambi i casi: perché? Sono davvero amici, come anni di vita comune, dal liceo in poi, lascerebbero credere?
19,50

Tutta la solitudine che meritate. Viaggio in Islanda

editore: Quodlibet

pagine: 178

Baciati dalla fortuna (niente neve, poca pioggia) e sfruttando la luce delle lunghissime giornate di maggio, Claudio Giunta ha
18,00

Tutta la solitudine che meritate. Viaggio in Islanda

editore: Quodlibet

pagine: 183

Baciati dalla fortuna (niente neve, poca pioggia) e sfruttando la luce delle lunghissime giornate di maggio, Claudio Giunta ha preso appunti, Giovanna Silva ha scattato le foto, e insieme hanno fatto il giro dell'Islanda, da Reykjavik a Reykjavik, con varie deviazioni fuori dal percorso della Route 1, su strade piuttosto accidentate, per vedere posti che 'sentivano' (a ragione) di dover vedere. Alla fine, sulla carta è rimasto: (1) un certo numero di immagini, più che altro immagini di una solitudine che può apparire sinistra ma che è invece, a starci dentro, addirittura euforizzante: non solo lava, cascate e ghiacciai ma anche centrali elettriche perse in mezzo al niente, cimiteri di campagna, una base della NATO che ha chiuso i battenti e si sta trasformando in un pezzo del paesaggio; (2) la traccia dei colloqui con un numero sorprendentemente alto di persone interessanti (nella geografia umana esiste un indice della 'densità di persone interessanti'? Se esiste, l'Islanda sta in cima alla classifica); (3) un tentativo - anzi più tentativi - di risposta alla domanda: perché mai uno, venuto al mondo venti paralleli più a sud, dovrebbe amare l'Islanda?
19,00
13,50

Il paese più stupido del mondo

di Claudio Giunta

editore: Il mulino

pagine: 174

Se parlate con un europeo che ha vissuto per vent'anni in Giappone vi dirà: "Vent'anni non sono sufficienti. Avevo le idee più chiare quando sono arrivato qua". Per capire un'altra cultura, un altro popolo, servono decenni, e non è detto che bastino. Ma quanti sono quelli che vivono per vent'anni in Giappone, o a Londra, o a New York, o a Sharm-el-Sheikh? Pochi. Molti di più sono quelli a cui capita di passarci una settimana, o un mese, o un semestre, o un anno: per una vacanza, o per studio o lavoro, o perché una moglie o un marito sono nati lì. Questa temporanea estraneità al luogo in cui ci troviamo, questo "passare per" un paese o una città che lasceremo presto, e che presto dimenticheremo, è uno dei tratti peculiari dell'esperienza moderna. Ecco perché la descrizione di questo genere di esperienza è interessante: perché questo spaesamento prima o poi riguarda tutti. "Il paese più stupido del mondo" è un saggio sul Giappone nel quale non si dice niente di profondo o di originale sul Giappone. Non è un saggio su un luogo ma sull'esperienza di un luogo. Il fatto che il luogo non sia Londra o New York o Sharm-el-Sheikh ma il Giappone (che naturalmente non è il paese più stupido del mondo) rende tutto più difficile, interessante e, inevitabilmente, superficiale. Ma la superficie conta.
14,00

L'assedio del presente. Sulla rivoluzione culturale in corso

di Claudio Giunta

editore: Il mulino

pagine: 149

Il modello di formazione che ha ispirato le generazioni passate si fondava sul valore del sapere disinteressato, sull'amore per la propria tradizione culturale e sul desiderio di conoscerla e trasmetterla ai posteri, sulla fiducia nel potere educativo dell'arte e della scienza, sulla fiducia cioè che un autentico progresso umano dovesse passare da questo genere di esperienza intellettuale. Tutto ciò sembra oggi volar via, solo che i valori considerati stantii non cedono il posto ad altri valori, ma a un vortice di idee e concetti nuovi che invecchiano prima di potersi fissare. Le ragioni di questa rivoluzione sono, in sostanza, due. La prima è che la soglia d'accesso alla cultura si è d'un tratto abbassata: a dover essere istruita non è più una ristretta élite di privilegiati, ma l'intera popolazione. La seconda è che i mass-media hanno ormai preso il posto delle agenzie educative tradizionali (famiglia, scuola, chiesa), e oggi sono loro a decidere i tempi e i modi dell'agenda culturale secondo le leggi del mercato.
14,00

Codici. Saggi sulla poesia del medioevo

di Claudio Giunta

editore: Il mulino

pagine: 367

Docente di Letteratura italiana all'Università di Trento, Claudio Giunta offre con questo volume un contributo alla comprensione della pluralità di usi, convenzioni e formule che definiscono i codici poetici medievali. Il linguaggio della poesia medievale non è un linguaggio autonomo: un linguaggio, cioè, che possa essere separato con nettezza da quello usato negli altri generi del discorso letterario e non letterario. È possibile che questa sia la condizione della lirica moderna, ma non è la condizione di quella dei poeti medievali.
26,00

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