Libri di Conn Iggulden
Le ceneri di Atene
di Conn Iggulden
editore: Piemme
pagine: 411
Temistocle accarezzò la spada nel fodero, e si rassicurò sentendone il peso
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Il doppiamente pericoloso libro delle cose da veri uomini
editore: Mondadori
pagine: 320
Essere un vero uomo significa farsi trovare pronto su tutto
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Il trono di sangue
di Conn Iggulden
editore: Piemme
pagine: 533
Un solo uomo è pronto a cambiare il destino dell'Inghilterra
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La guerra delle Rose: Stormbird-Trinity-Bloodline
di Conn Iggulden
editore: Piemme
pagine: 1411
Raccolti in cofanetto i tre romanzi del "La guerra delle Rose": "Stormbird", "Trinity", "Bloodline"
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Il pericoloso libro delle cose da veri uomini
editore: Mondadori
pagine: 309
Siete campioni di videogame ma vi piacerebbe saper costruire una capanna sull'albero? Vi fanno studiare materie noiosissime, m
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Il pericoloso libro delle cose da veri uomini. Le cose da fare
editore: Mondadori
pagine: 138
Tutto quello che volete imparare a fare senza l'uso delle tecnologie moderne: costruire una casa sull'albero, pescare, fabbric
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Il pericoloso libro delle cose da veri uomini. Le cose da sapere
editore: Mondadori
pagine: 142
Tutto quello che dovete conoscere senza l'uso delle tecnologie moderne: le regole del calcio, i cattivi della storia, la conqu
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Trinity. La guerra delle Rose
di Conn Iggulden
editore: Piemme
pagine: 433
È il 1454. I giorni scorrono vuoti e uguali per Enrico VI, re d'Inghilterra, ormai rinchiuso nel castello di Windsor, malato e incapace di comprendere ciò che sta succedendo intorno a lui. Lo sguardo perso nel nulla, i pensieri offuscati, è accudito dalla regina Margherita d'Angiò, che gli è rimasta leale e vicina - impegnata a salvaguardare gli interessi della famiglia, nella speranza che il figlio Edoardo possa un giorno riuscire dove il padre ha fallito. Ma mentre il regno d'Inghilterra sembra precipitare nella stessa nebbia che ottunde la mente di Enrico VI, c'è un uomo che estende giorno dopo giorno il suo potere e la sua influenza. Riccardo, duca di York, insieme ai conti di Salisbury e di Warwick, ha in mente di prendere il comando, e di spezzare il supporto di cui ancora gode la famiglia Lancaster. Un trio disposto a tutto, pur di non lasciare che il potere resti nelle mani di un re che non ha dimostrato la forza necessaria per resistere alle tempeste della Storia. Ma inaspettatamente Enrico VI sembra riprendere forze, e la sua salute finalmente migliorare. E quando fa trionfalmente ritorno a Londra, per riprendersi il trono che gli spetta di diritto, il delicato equilibrio del potere si spezza di nuovo. E tra York e Lancaster sarà ancora una volta battaglia. La sanguinosa battaglia per un trono che vale più delle vite umane, più dei destini dei singoli, più della pace.
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Stormbird. La guerra delle Rose
di Conn Iggulden
editore: Piemme
pagine: 517
Sfortunato è quel regno che ha per re un uomo debole. È il 1437 e le nubi si addensano minacciose nei cieli inglesi: il potere è in mano alla famiglia Lancaster, ma il "leone d'Inghilterra" Enrico V non è più sul trono. A succedergli è il figlio, Enrico VI, un uomo malato e senza ambizioni. Ma il trono di Inghilterra è troppo importante perché resti nelle mani del "re agnellino". Così, sono in molti, nella schiera dei suoi avidi consiglieri, ad approfittare della situazione - come il potentissimo duca di Suffolk, che nutre inconfessabili speranze di potere. Ma anche nella stirpe di York, rivale dei Lancaster, c'è chi non ha rinunciato a volere l'Inghilterra nelle mani di un re forte - come Riccardo, duca di York, e i suoi sodali. Tanto più che all'orizzonte c'è una nuova minaccia: l'imminente ribellione nei territori inglesi di Francia. E quando comincia a correre voce che Enrico VI sia stato promesso in sposo a una nobildonna francese, Margherita d'Angiò, il futuro dell'Inghilterra appare come non mai in pericolo. Per i Lancaster e gli York comincia così un reciproco assedio, una guerra da combattere in patria e nei territori francesi, il cui bottino è il destino stesso dell'Inghilterra. E quel trono che più di tutti gli altri vuol dire potere e, come il potere, non cessa di generare mostri.
Fuori catalogo
Il popolo d'argento. La stirpe di Gengis Khan
di Conn Iggulden
editore: Piemme
pagine: 456
II ragazzo cacciato dalla sua tribù e costretto a vagare nella steppa è diventato il grande Gengis, colui che ha saputo unire i molteplici clan della Mongolia e forgiare un'unica nazione, il Popolo d'Argento. Sotto il suo comando carismatico ma inflessibile, i Mongoli hanno sconfitto i nemici di sempre, i Chin: primo passo verso la creazione di un enorme impero. Ma ora il pericolo giunge da un'altra direzione: l'Ovest. Quando Gengis cerca di aprire rotte commerciali in quelle terre, infatti, le sue ambasciate vengono respinte, i suoi emissari torturati e uccisi. A fare ritorno sono solo le teste mozzate di questi ultimi, come un macabro omaggio. Si tratta di un affronto che il Khan non può tollerare. E così, radunati i generali e il vasto esercito, si appresta a sferrare un attacco inesorabile contro lo scià di quelle terre, che ha osato sfidarlo. Per il Popolo d'Argento è l'inizio del viaggio più lungo, che lo condurrà fino alla Persia, a contatto con civiltà tanto antiche quanto potenti. È l'inizio di una cruenta campagna militare, una scia di sangue e di fuoco, di città distrutte e genti sterminate. La strada intrapresa da Gengis non ammette battute d'arresto, perché solo un esito è contemplato: la vittoria. Oppure, la totale disfatta.
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