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Libri di Corrado Gizzi

Dante e l'antipurgatorio

di Corrado Gizzi

editore: Ianieri

pagine: 172

Il tema della mostra e del catalogo è Dante e l'Antipurgatorio; si tratta di un argomento davvero interessante perché permette di fare riflessioni sia sulla condotta morale dei personaggi che Dante sapientemente "dipinge" all'interno di una struttura quadripartita, sia sulla particolare interpretazione che lo scrittore fiorentino fornisce all'interno dei primi otto canti del Purgatorio. All'interno dell'Antipurgatorio, infatti, troviamo la schiera degli scomunicati (che devono aspettare trenta volte il tempo in cui attesero a ravvedersi), quella dei pigri (fra cui Belacqua), quella dei peccatori morti violentemente (fra questi Jacopo del Cassero, Buon-conte da Montefeltro, Pia de' Tolomei), e infine quella dei principi negligenti, raccolti in una valletta fiorita. I primi otto canti del Purgatorio sono stati illustrati dagli artisti Tonino Caputo, Franco Cilia, Danilo Fusi, Impero Nigiani, Romano Notari e Gabrie Pittarello.
45,00

Dante e Francesca da Rimini

di Corrado Gizzi

editore: Ianieri

pagine: 248

Il dramma di adulterio di Paolo e Francesca si consumò nella Corte malatestiana di Rimini, presumibilmente nel 1285, con l'uccisione dei due amanti da parte del marito di Francesca, tra l'indifferenza generale e del tutto ignorato dai documenti e dalla cronaca locale. Lo ricorderà Dante, per la prima volta, dopo circa quindici anni, creando con la sua fervida fantasia l'episodio più popolare e affascinante della Divina Commedia, ma presentando la tragica storia a modo suo. Il testo di Dante occupa la seconda parte del V canto che va dal verso 73 alla fine. Il Poeta, sceso con Virgilio nel secondo cerchio dell'Inferno, dove i lussuriosi sono travolti da una bufera che mai non resta, è attratto da due spiriti che volano avvinti l'uno all'altro. Pregati da Dante si avvicinano e il Poeta chiede a Francesca la causa della loro dannazione. Francesca dopo aver premesso che la sua terra di origine siede presso le foci del Po, prosegue confessando il loro innamoramento. Un giorno insieme si immersero nella lettura di un libro e quando giunsero al punto in cui si descrive il bacio tra Lancillotto e la sua amante, lei fu baciata. Al bacio, fa intendere, seguiranno l'atto peccaminoso di adulterio e la loro uccisione da parte di un parente che è atteso dalla Caina.
43,00

Il ponte del capello. Elementi della tradizione islamica e della «Visione» di Alberico nella poesia di Dante

di Corrado Gizzi

editore: Ianieri

pagine: 144

Montecassino non poteva rimanere immune dalle credenze orientali circa il mondo dell'aldilà a causa di non poche relazioni con i centri islamici, e in particolar modo con quelli della Sicilia e della Spagna. Tali credenze sono infatti presenti nella Visione di Alberico, insieme con elementi cristiani e classici. La Visione ebbe larga diffusione e lungo i secoli fu oggetto di attenzione e di dibattiti. Infatti, eminenti studiosi tra cui D'Ancona e Flora, sono propensi a credere che qualcosa della Visione, per vie segrete o consapevoli, sia confluita nella Divina Commedia. Prima della Visione, il mondo dell'aldilà era diviso in due parti: Inferno e Paradiso. Successivamente, la Visione ha concorso e far inaugurare la tripartizione del mondo dell'oltretomba, con l'aggiunta del Purgatorio. La Visione non solo ebbe larga diffusione, ma fu tradotta in parte in immagini pittoriche in alcune chiese, tra cui quella di Santa Maria in Piano a Loreto Aprutino (PE). Il celebre dipinto, è un esempio di sincretismo pittorico: la parte alta, col Cristo Giudice, gli Angeli, i Santi, la Vergine e San Giovanni Battista, è di matrice cristiana; la parte bassa col Ponte del Capello o del Giudizio, non si spiega senza il Corano e la Visione di Alberico. Corrado Gizzi, attraverso la sua opera, vuole stimolare tutti gli studiosi ad approfondire il problemi connessi con la Visione: i problemi dei precursori di Dante, di Dante e l'Islam, della nascita del Purgatorio.
18,00

Dante e San Francesco

di Corrado Gizzi

editore: Ianieri

pagine: 256

Alla morte di San Francesco, nel 1226, i suoi seguaci erano diverse migliaia e in pochi anni crebbero prodigiosamente. All'epoca di Dante il Francescanesimo rappresentava l'espressione più alta della religiosità e l'ideologia comune, per non dire esclusiva, degli Artisti. Strettamente legato al Francescanesimo è l'ideale pauperistico e il tema della povertà non solo veniva dibattuto, ma era al centro della vita civile e religiosa. Il dibattito degenerò in una polemica sulla povertà tra Conventuali e Spirituali che dilaniò l'Ordine francescano e tutta la Cristianità. Gli Spirituali erano per l'osservanza rigida e integrale della povertà e della regola francescana, secondo l'esempio personale di San Francesco. La corrente spirituale fu duramente perseguitata e definitivamente condannata da Giovanni XXII nel 1323. I suoi maggiori esponenti furono Pietro Olivi (1248, 49-1298) e Ubertino da Casale (1259 c. dopo il 1329) autore dell' Arbor vitae composto nel 1305. Entrambi furono lettori di teologia nello studio di Santa Croce a Firenze. Il loro insegnamento fu di una enorme importanza e si svolse nel periodo in cui l'Alighieri afferma di essersi dato alla filosofia "ne le scuole de li religiosi e a le disputazioni de li filosofanti" (Conv. II -xii - 7). Il poeta conobbe forse entrambi e subì il fascino del loro insegnamento.
38,00

Dante e il purgatorio

di Corrado Gizzi

editore: Ianieri

pagine: 232

Il Purgatorio è diviso in nove parti: L'Antipurgatorio, il Purgatorio vero e proprio con 7 gironi o balzi o comici, e il Paradiso terrestre. Nei 7 gironi sono puniti i 7 vizi capitali, la cui disposizione è inversa a quella dell'Inferno, andando dal peccato più grave a quello meno grave: superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, gola, lussuria. In ogni girone le anime, oltre alla pena alla quale sono condannate, devono meditare sugli esempi del vizio punito e su quelli della virtù opposta premiata. Per esempio, i superbi, oltre a portare sulle spalle un gran masso e a recitare il Pater noster, devono meditare sugli esempi di superbia punita e su quelli di umiltà premiata. Nei 7 gironi, gli esempi descritti da Dante sono complessivamente 53. Il catalogo contiene saggi di Corrado Gizzi, Carlo Fabrizio Carli, Renato Civello, Mario Marti, Gianfranco Ravasi, Giorgio Segatoe la riproduzione, a colori, delle opere esposte da otto artisti italiani: Laura Barbarini, Massimo Campi, Loris Cordenos, Barbara Fragogna, Gabrie Pittarello, Paolo Profaizer, Ruggero Savinio e Vincenzo Scolamiero.
55,00

Abbà Seitan. Giovanni Chiarini dalla Maiella alle Ambe

di Corrado Gizzi

editore: Ianieri

pagine: 200

Giovanni Chiarini (1849-1879) a 27 anni ottenne di far parte della prima Grande Spedizione Italiana in Africa Equatoriale, con il compito di studiare la lingua, gli usi e i costumi della popolazione e di attendere alle osservazioni di geologia, meteorologia e topografia. In solo tre anni svolse una vasta opera di studio e ricerca, grazie alla conoscenza delle lingue (in pochi mesi apprese l'arabo, l'adal e l'amarico), la completezza della scienza, l'acutezza di osservazione, la curiosità sempre desta e il privilegio che aveva di poter accedere ai segreti della natura, quasi godesse di una seconda vista. Nel breve arco di 30 anni concluse l'avventura, la sua scomparsa segnò la fine della Spedizione. Accanto al protagonista sono delineate personaggi di rilievo: Antinori, Cecchi, Martini, Menelik e quel singolare amante dell'avventura, Augusto Franzoi, che a 33 anni intraprese un viaggio in Africa per riportare in patria i resti mortali di "suo fratello" Abbà Seitan, così chiamato Chiarini tra la popolazione galla.
25,00

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