Libri di Davide Morganti
La consonante K
di Davide Morganti
editore: Neri Pozza
pagine: 414
Consonante K è un febbrile generatore di storie e microstorie che si susseguono e si intrecciano nel mondo tra gli anni Cinqua
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Caina
di Davide Morganti
editore: Fandango Libri
pagine: 163
Vincenza è sempre impeccabile e meticolosa nel suo lavoro, lo fa bene ed è richiestissima, ma solo quando è incinta. Di mestiere fa il killer, uccide con freddezza e agisce con disprezzo, perché Vincenza oltre a essere spietata ha un animo xenofobo, violento, e un odio viscerale per tutto ciò che non appartiene alla sua lingua e alla sua pelle. Per Vincenza uccidere è "come pulire una stanza sporca e mettere un poco d'ordine". Emilia, sua madre, è una donna ambigua e sensuale che si porta dietro un legame misterioso con la figlia, un filo grigio fatto di amore e tensioni, rabbia e passione, sangue e salvezza. Vincenza nelle sue giornate viene ossessionata da voci che nessuno sente, sono i morti murati nel cemento, che si lamentano con lei. Sembra non avere cuore, finché non perde la testa per un egiziano dalla vita sospetta. Emilia non è da meno, è piena di morbosità, anche se queste sembrano riguardare soprattutto il suo asfissiante rapporto con la figlia e il suo giovane innamorato.
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L'asciutto e la marea
di Davide Morganti
editore: Gremese Editore
pagine: 156
Pozzuoli, 1837: due donne vengono trovate morte, col corpo completamente privo d'acqua, del tutto prosciugato. Parte di qui una vicenda appassionante, ricca di suspense e colpi di scena, in cui demoni, fantasmi e vampiri convivono con una folla spaventata e confusa, della quale fanno parte anche personaggi realmente esistiti, tra cui addirittura il re Ferdinando II di Borbone. Tra mistica ebraica e credenze popolari, terrori ancestrali e presenze infernali connaturate ai misteriosi condotti vulcanici della terra flegrea, il romanzo si addentra nelle zone oscure della psiche, in bilico fra naturale e soprannaturale, così come in bilico fra l'asciutto e il mare è la cittadina di Pozzuoli dove, quando la marea si ritrae, restano solo melma, sporcizia e fetore. Una costruzione fantastica, che si avvale di una scrittura ibridata dal napoletano ottocentesco e costantemente rivolta al massimo possibile di espressività.
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